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4 febbraio 2009, quarti di finale di Coppa Italia, Juventus-Napoli 4-3 d.c.r. (0-0 d.t.s.): i rigori premiano la Juventus


In attesa della finalissima di domenica all’Olimpico di Roma, riviviamo un piacevole precedente tra Juventus e Napoli in Coppa Italia e torniamo indietro di tre anni.

È il 4 febbraio 2009 e allo stadio Olimpico di Torino bianconeri e azzurri si affrontano nella gara valida per i quarti di finale della coppa nazionale. Sulla panchina bianconera siede ancora Claudio Ranieri, il cui esonero avverrà appena un paio di mesi dopo e darà il via all’ultimo travagliato biennio per la Vecchia Signora, mentre su quella partenopea c’è Edy Reja, anch’egli esonerato di lì a poco per far posto all’ex Commissario Tecnico della Nazionale e attuale tecnico del Parma Roberto Donadoni. La Juventus si schiera con Manninger, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie, Marchionni, Sissoko, Poulsen, Giovinco, Del Piero, Iaquinta; il Napoli, invece, risponde con Navarro, Santacroce, Cannavaro, Contini, Montervino, Pazienza, Gargano, Hamsik, Aronica, Lavezzi, Zalayeta. Arbitro dell’incontro è il signor Ayroldi della sezione di Molfetta.

Il primo tempo regala poche emozioni e un infortunio, quello occorso a Paolo De Ceglie (il primo di una lunga serie di guai fisici che nei successivi due anni perseguiteranno il mancino valdostano) che lascia il posto al suo alter-ego naturale, ovvero Cristian Molinaro. Prima del riposo le due squadre costruiscono un’occasione per parte: prima la Juventus si fa viva con una conclusione di Del Piero facilmente parata da Navarro, successivamente Hamsik prova a gettare lo scompiglio nell’area bianconera prima che Molinaro risolva la questione. Si va, dunque, all’intervallo dopo 45 minuti al limite del soporifero.

La ripresa si apre senza sostituzioni, ma regala ben altro spettacolo. A cavallo tra il 4’ e il 5’ il Napoli si rende pericoloso per due volte con Lavezzi: prima l’argentino supera di slancio quattro avversari prima di essere contenuto in angolo dal provvidenziale intervento di Legrottaglie, poi cerca la porta con un diagonale che, tuttavia, non crea particolari problemi a Manninger; poco dopo lo stesso “Pocho” reclama un rigore per un presunto fallo di Molinaro, ma Ayroldi non ravvede alcuna irregolarità. A questo punto Ranieri corregge la formazione e inserisce i “big”: Trezeguet e Nedved rilevano uno Iaquinta pressoché inesistente e un Giovinco tanto volenteroso quanto inconcludente. È ancora Del Piero a provare a scuotere i suoi, ma il suo colpo di testa al 18’ è una telefonata per un tranquillissimo Navarro. Il Napoli, invece, continua a rendersi pericoloso, ma né Lavezzi né l’ex Zalayeta riescono ad inquadrare la porta; ci prova anche Bogliacino, che nel frattempo ha rilevato capitan Montervino, ma l’uruguayano manca clamorosamente il bersaglio a due passi da Manninger. In pieno recupero la Juventus segna un gol con Trezeguet, ma il francese viene fermato da Ayroldi e dal suo assistente per un fuorigioco quantomeno dubbio. Per determinare la prima semifinalista della Tim Cup, dunque, sono necessari i tempi supplementari.

Nell’extra-time i bianconeri sembrano avere ben altro piglio rispetto ai precedenti 90 minuti: al 3’ Molinaro, da sinistra, serve Trezeguet, ma il francese spara incredibilmente addosso a Navarro; al 7’ i bianconeri segnano un altro gol con Del Piero, ma l’arbitro giudica volontario l’intervento di mano del capitano juventino e annulla. Non accade molto altro, così arriva il momento dei rigori: segnano Del Piero, Hamsik, Trezeguet e Bogliacino, poi Nedved si fa ipnotizzare da Navarro; segnano anche Denis e Marchionni, ma poi Lavezzi sbaglia e rimette tutto in parità; il successivo errore di Sissoko fa nuovamente pendere la bilancia dalla parte del Napoli, ma Contini ristabilisce nuovamente l’equilibrio prima del successivo gol di Legrottaglie. L’ultimo rigorista napoletano è Gargano, ma l’uruguagio calcia sopra la traversa e manda la Juventus in semifinale, dove però la Lazio riuscirà ad imporsi nel doppio confronto e a staccare il tagliando per la finale, poi vinta ai rigori contro la Sampdoria guidata da un certo Walter Mazzarri.

La speranza di tutti è che l’esito della finale di domenica prossima sia lo stesso, con l’auspicio che per giungere a questo risultato non sia necessaria l’insidiosa “lotteria” dei calci di rigore

Vincenzo Murgolo


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