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Annata memorabile anche senza la Coppa Italia!


L’appuntamento con la finale di Coppa Italia poteva essere la ciliegina su una gustosissima torta. Una doppietta con i controfiocchi che tutti auspicavamo, purtroppo mai arrivata. Diciamo subito che la notte romana non è stata una gran bella festa-spot per il calcio, una di quelle nottate dove tutto fila liscio e ci si diverte sugli spalti o davanti ai televisori. Urge però una spiegazione tecnico tattica di questa sconfitta sopraggiunta quando tutti pensavano ad una Juventus imbattibile.

Dal punto di vista del campo possiamo enucleare un paio di dettagli tali da influenzarne la positiva riuscita.La Juveha dilapidato la finale per due cause chiare, la prima: formazione sbagliata, la seconda, la stanchezza di troppi interpreti, svuotati di energie, che hanno fruttato un non gioco. Antonio Conte che sceglie male la formazione iniziale si configura come la vera notizia dell’anno- ebbene si, anche il Mister è umano- il secondo è conseguente e connesso. In tutta onestà, non mi hanno convinto le scelte dei due avanti, Del Piero-Borriello, a scapito di un Vucinic abile ad aprire le difese avversarie, da impiegarsi con un altro compagno di reparto, come mi ha lasciato dubbioso l’esclusione di Pepe in vece di Lichtsteiner, esterno preziosissimo ma ormai in deficit di carburante per scorrazzare sulla fascia, già alcuni mesi fa. I risultati di queste scelte, malauguratamente, si sono scorti sul campo. Inutile aggiungere disquisizioni ad un gruppo esausto per la lunga cavalcata scudetto, con mezzo centrocampo sulle ginocchia e una difesa tornata sbadata. Il match è sfilato davanti ai nostri occhi, con una Juve che, invece di avviare la solita ragnatela di passaggi geometrici, sostenuti da intensità, velocità e gioco a pressione, si è rintanata nel calcio lungo e in soluzioni poco fluide. Va anche detto che l’arbitro Brighi, e i suoi collaboratori, si sono rivelati i peggiori in campo, fornendo una prestazione scadentissima a dispetto di entrambi i contendenti. Sia chiaro, quest’ultima considerazione non ha la volontà di accampare qualsivoglia scusante,la Vecchia Signoraha perso meritatamente e il vero tifoso dal dna bianconero sa ammettere tutto ciò. Bisogna anche saper perdere con onore. La serata, però, come accennavo in precedenza, si è rivelata nefasta sotto ogni angolatura di analisi. L’inno nazionale cantato da Arisa è apparsa una scelta perlomeno azzardata, sconsiderato e irriverente, poi, fischiare le melodie italiche di Mameli da parte napoletana. Una vera vergogna da evitare. I commentatori Rai, poi, addirittura pessimi, con opinioni, attente valutazioni e  annotazioni tecniche da sagra della porchetta, una vera bassezza per chi paga il canone e si vede propinare indecenze come queste. Si parla tanto di controlli capillari, tornelli e tessera del tifoso, e  non si capisce, dunque, come siano stati introdotti fumogeni e bengala a iosa nella curva napoletana: ma il servizio di sicurezza non dovrebbe filtrare anche accendini e monetine? Insomma il solito mistero all’italiana, ovviamente irrisolto. Una sbadatezza inaccettabile, definiamola così, che ha avuto il macroscopico difetto di prendere in ostaggio spalti e spettatori, attanagliati da una fitta nebbia artificiale.  Ma non è tutto, al fischio finale, centinaia di tifosi partenopei si sono rovesciati in campo, fregandosene bellamente degli steward, scippando la coppa dalle mani dei propri beniamini, assillandoli, svestendoli e abbracciandoli, senza che nessuno intervenisse, alla faccia dei tanto sbandierati protocolli di sicurezza negli stadi. Desidero solo sottolineare che una settimana prima, all’interno dello Juventus Stadium, si era festeggiato uno scudetto, obiettivo enormemente più importante della coppa nazionale, senza dover registrare nessuna invasione da parte del pubblico. Tutti ai propri posti a Torino, a Roma no. Qualcuno dei piani alti di un Palazzo calcistico di cartapesta esautorato e delegittimato da anni, dovrebbe porsi il problema alla radice: chissà come mai, in un catino come il nostro, senza alcuna cancellata o barriera, tutto si svolge alla perfezione mentre a Roma è accaduto l’esatto contrario? Ricordo a tutti  i tifosi bianconeri, che una serata storta da parte di Conte e i suoi ragazzi, non può e non deve inficiare un’annata eccezionale che ha sbalordito fans juventini e non solo, regalando il 30° scudetto. Una Coppa Italia perduta non potrà mai oscurare un tricolore vinto in maniera strepitosa. Grazie di tutto Juve, questa è una stagione che passerà alla storia!!

Franco Leonetti


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