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	<title>JuveNews Radio - La prima webradio sulla Juventus! &#187; Precedenti Storici</title>
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	<description>La prima webradio della juventus. Interviste, news, radiocronache, radio sul web.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 26 May 2013 08:45:05 +0000</lastBuildDate>
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		<title>HALL OF FAME-le stelle sul campo: Gaetano Scirea</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 16:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nunzio Galeotafiore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Scusate dobbiamo interrompere la selezione delle partite di serie A, per una ragione davvero tremenda è morto Gaetano Scirea, in un incidente stradale avvenuto in Polonia, dove si era recato per seguire la squadra che sarà prossima avversaria della sua Juventus in Coppa. E’ inutile spendere parole su un uomo che si è illustrato da]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p><i>“Scusate dobbiamo interrompere la selezione delle partite di serie A, per una ragione davvero tremenda è morto <b>Gaetano Scirea</b>, in un incidente stradale avvenuto in Polonia, dove si era recato per seguire la squadra che sarà prossima avversaria della sua Juventus in Coppa. E’ inutile spendere parole su un uomo che si è illustrato da solo in tanti anni, su tutti i campi del mondo, che ha conquistato un titolo mondiale con pieno merito e soprattutto era un campione non soltanto di sport, ma soprattutto di civiltà”</i>. Così <strong>Sandro Ciotti</strong>, il 3 settembre 1989  annuncia la morte di uno dei giocatori più rappresentativi della <strong>Juventus</strong>.  Nato a Cernusco sul Naviglio nel 1953, proviene da una famiglia siciliana migrante al nord, il padre è un operaio della Pirelli. La sua prima squadra fu la Serenissima, dove Gaetano giocava nel ruolo di prima punta, poi approdato nelle giovanili dell’<b>Atalanta</b> viene spostato sulla mediana, per poi passare definitivamente a libero con l’allenatore <b>Giulio Corsini</b>. Il debutto in Serie A arriva il 24 settembre 1972 in Cagliari-Atalanta (0-0), l’anno succesivo  continua a giocare con gli orobici in serie B. Nell’estate del 1974 passa alla Juventus per 700 milione e 3 giocatori Marchetti, Mastropasqua e Musiello per sostituire Sandro Salvadore prossimo al ritiro. Scirea giocò 28 delle 30 partite, il ventunenne fu affiancato da una difesa di esperienza <strong>Cuccureddu, Gentile, Spinosi e Morini</strong> dimostrando di essere all’altezza per guadagnarsi un posto da titolare e vincere il suo primo scudetto. Scirea cresce con gli insegnamenti di <strong>Carlo Parola</strong>, uno che di difensori se ne intende, Gaetano diventa il miglior liberi al mondo: abile negli sganciamenti e strepitoso per tempestività nelle chiusure. In bianconero Scirea diventa una colonna, vince tutto e lo fa con la solita tenacia e  testarda coerenza, non viene mai espulso in carriera , ciò che è praticamente impossibile per un difensore spesso ultimo baluardo, per lui diventa l’ennesima dimostrazione di una classe limpida ineguagliabile. Capitano dal 1983-84, eredita la fascia da <strong>Beppe Furino</strong>, indimenticabile l’immagine della sua prima alzata del trofeo nella sera della finale di Coppe delle Coppe, a Basilea. Così come sono incancellabili le sue parole nella tragica sera dell’Heysel a cercare di portare un po’ di pace e ragione dove stava nascendo la follia e la morte: <i>“Non rispondete alla provocazioni, restate calmi! Giochiamo per voi.” </i>Semplicemente Gaetano Scirea è il sinonimo di Juventus, non si può pensare all’uno senza l’altra e viceversa. 32 gol in bianconero e un azzurro colpo di tacco in area avversaria, quello della notte in cui si laurea campione del mondo a Madrid e accompagna con grande raffinatezza l’azione del 2-0 di Tardelli. Protagonista ovunque, dietro dove c’è da dirigere un reparto fortissimo  che consacra la Juventus di <strong>Trapatton</strong>i la più forte di tutti i tempi, in mezzo si pone come uomo in più per l’elaborazione della manovra e anche davanti dove segna reti importanti con una freddezza e una misura nel tocco che tanti attaccanti non hanno. La sua prima rete con la Juventus è a Catanzaro , di testa; la prima doppietta la segna ad Ascoli nel 1980 e la sua ultima rete è datata 24 aprile 1988 in Sampdoria-Juventus (2-2). Gaetano Scirea ha indossato per 14 anni la maglia della Juventus realizzando 552 presenze, secondo soltanto ad <strong>Alessandro Del Piero</strong>, classe straordinaria, innato senso della posizione Gaetano è stato un giocatore capace di fare cose straordinarie in maniera semplice, ruotava da un parte all’altra del campo con una tale naturalezza da far sembrare piccolo il rettangolo di gioco, era dovunque sempre in aiuto del compagno; è stato un libero che ha reso nobile questo ruolo, un giocatore che da solo interpretava la poesia del calcio coniugando qualità sportive a rari doti umane. Appese le scarpette al chiodo al termine della stagione 87-88, iniziò una carriera da dirigente divenne l’osservatore delle squadre avversarie e soprattutto quelle straniere. Proprio in una delle sue “missioni” Scirea perse la vita:  Durante il viaggio di ritorno verso Varsavia dove avrebbe dovuto prendere il volo per Torino, accompagnato da un autista locale, un interprete e un dirigente del Górnik (avversario della Juventus in Coppa) la Polski Fiat 125p  su cui era a bordo fu tamponata da un furgone prendendo fuoco rapidamente anche a causa di quattro taniche di benzina trasportate nel bagagliaio, necessarie ad essere usate eventualmente come rifornimento in caso di bisogno. Dei quattro occupanti si salvò solo il dirigente della squadra polacca in quanto, essendo egli seduto sul sedile anteriore del passeggero ed il cui sportello si era aperto, poté subito uscire dal veicolo. Per Scirea, l&#8217;autista e l&#8217;interprete il rogo fu invece fatale, soprattutto considerando che, come peraltro stabilito dall&#8217;autopsia, sia pur essendo rimasti intrappolati nell&#8217;abitacolo, essi non avevano riportato alcuna conseguenza dall&#8217;impatto. Gaetano Scirea emoziona sempre, come se il destino non ce l’avesse mai portato via, emoziona vedere la moglie Mariella e il figlio Riccardo consegnare la maglia numero 6 la sera nella quale Alessandro Del Piero l’ha superato per numero di presenze, emoziona parlare di lui e ricordarlo per il suo stile inimitabile. Domani Gaetano avrebbe compiuto 60 anni ed io l’ho voluto ricordare così, non per le sue vittorie, ma particolarmente per il suo modo di essere … semplicemente Unico.</p>
<p><i>&#8220;La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so di­re cosa, ma sono orgoglioso di farne parte&#8221; </i><em>   Gaetano Scirea</em></p>
<p><em> <strong>Nunzio Galeotafiore</strong></em></p>
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		<title>Hall of fame-Le stelle sul campo: John William Charles</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 16:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nunzio Galeotafiore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Li amiamo da sempre e continueremo ad amarli per sempre, perché hanno vestito il bianconero e lo hanno fatto con assoluta eleganza. Perché non si gioca nella Juventus senza possederne lo stile, perché sono campioni che inventano la bellezza del calcio e perché i loro gesti tecnici, i loro gol e le loro parate sono]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a><br />
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<p><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Li amiamo da sempre e continueremo ad amarli per sempre, perché hanno vestito il bianconero e lo hanno fatto con assoluta eleganza. Perché non si gioca nella Juventus senza possederne lo stile, perché sono campioni che inventano la bellezza del calcio e perché i loro gesti tecnici, i loro gol e le loro parate sono sogni ad occhi aperti. Li amiamo da sempre e continueremo ad amarli per sempre, perché abbiamo sognato tutti di diventare come loro: con il numero sulla schiena, un nome di cui andare fieri e lo stemma della Juventus sul petto; perché per loro abbiamo percorso chilometri, perché sono insieme mistero e soluzione, arte e passione, sono brivido e piacere. Li amiamo perché siamo speciali, noi e loro, noi e la Juventus… <em>storia di un grande amore</em>.</span></p>
<p><strong>John William Charles</strong>:<span>  </span>Nato a Swansea (Galles) il 27 Dicembre 1931 iniziò la sua carriera all’età di 17 anni nel <strong>Leeds</strong> (attualmente nel campionato di seconda divisione inglese). 150 goal in otto anni: è questo il biglietto da visita del suo arrivo a <strong>Torino.</strong> Nell’estate 1957 il passaggio alla <strong>Juventus </strong>costò ai bianconeri l&#8217;allora cifra record di 65.000 sterline, battendo la concorrenza che era rappresentata dall<strong>’Inter</strong>. John si fa subito voler bene, ha un carattere affabile e a vederlo in campo con la sua generosa atletica e un fair play fuori dal comune (mai ammonito o espulso), diventa immediato assegnarli il soprannome di “Gigante buono”. Travolgente nelle sue discese, diventa punto di riferimento di ogni manovra, di testa è potente e preciso, ma soprattutto ha la capacità di restare in volo una frazione di secondo in più dell’avversario, un’elevazione che gli permette di decidere dove piazzare il pallone nella porta avversaria o a favore del compagno di squadra che corrisponde quasi sempre al nome di <strong>Omar Sivori</strong>. Gli inizi alla Juventus per John Charles sono sfolgoranti: nel primo anno (1957/58) conquista il titolo di capocannoniere della seria A con 34 reti in 28 presenze, numeri che permettono ai bianconeri di conquistare la prima stella e che si ripetono per altre due stagioni, facendolo salire sul podio del Pallone d’Oro nel 1959, dopo <strong>Alfredo Di Stefano</strong> (Real Madrid) e <strong>Raymond Kopa</strong> (Stade Reims). Nel 1960, con 23 reti, chiude al terzo posto della classifica marcatori di seria A preceduto dal compagno Sivori e dal fiorentino Hamrin. Mai un adattamento di uno straniero è stato così rapido e sorprendentemente positivo: la prima rete la segna al debutto col <strong>Verona</strong>, la domenica successiva in trasferta è ancora una sua rete a decidere la sfida con l’<strong>Udinese</strong>, si riconferma col Genoa, poi si prende una sosta e ritorna a segnare nel derby la rete decisiva, che ribadisce la supremazia cittadina. Due settimane dopo, contro l’Inter che si era portata in vantaggio con <strong>Lorenzi</strong> che gela il comunale, è ancora lui a sferrare le due reti prima del definitivo 3-1 di Sivori. Nella prima stagione sono tre le triplette, rispettivamente con Atalanta, Sampdoria e Lazio. Una delle pagine più memorabili della sua carriera con la Juventus è la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina del 18 settembre 1960 a San Siro: al 9° Charles porta in vantaggio i bianconeri con un tiro da fuori, poco prima dell’intervallo i viola pareggiano con una conclusione a volo di <strong>Montuori</strong> e nella ripresa con<strong> Da Costa</strong> si porta in vantaggio, Sivori si fa cacciare per proteste, ma il gigante buono trova la rete del pareggio che porta le squadre ai supplementari. <strong>Boniperti</strong> sale in cattedra e fa il 3-2 finale. <span> </span>Complessivamente sono cinque le stagioni (1957-1962) in bianconero di John prima del passaggio alla Roma, dove si ferma un solo anno. Chiude la sua avventura a Torino lasciando un vuoto incolmabile per alcuni anni e con un bottino di 105 reti segnate in 178 incontri.<span>  </span>Nel <span style="color: windowtext; text-decoration: none;">2002</span> diventò il primo calciatore d&#8217;origine non inglese ad essere inserito nella <strong><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">Hall of fame del calcio inglese</span></strong>. Nel gennaio 2004 fu colpito da un attacco di cuore prima di un&#8217;intervista per una televisione italiana, che richiese la parziale amputazione di un piede per problemi circolatori. Morì nel febbraio dello stesso anno, a <strong><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">Wakefield</span></strong>, all&#8217;età di 72 anni. Nel <span style="color: windowtext; text-decoration: none;">2005</span>, per celebrare il proprio 50º anniversario, l&#8217;UEFA invitò ogni federazione nazionale ad essa affiliata ad indicare il proprio miglior giocatore dell&#8217;ultimo mezzo secolo. La scelta della Federazione calcistica gallese ricadde su Charles, designato quindi <strong><i><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">Golden Player</span></i></strong> dalla <strong><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">FAW</span></strong>.</p>
<p><i>“La </i><i><span style="color: windowtext; text-decoration: none;">Juventus</span></i><i> vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l&#8217;ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince.”<span>                              </span><strong>John William Charles</strong></i></p>
<p><em><strong>Nunzio Galeotafiore</strong></em></p>
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		<title>11 dicembre 2005, Juventus-Cagliari 4-0: sardi asfaltati dallo squadrone dei 91 punti</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 16:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani pomeriggio la Juventus affronterà il Cagliari nel penultimo turno di questo campionato ormai messo in tasca dalla squadra di Antonio Conte: la sfida contro i sardi darà modo ai bianconeri di poter sollevare la coppa celebrativa dello scudetto davanti alla propria gente, prima di chiudere il campionato domenica prossima a Genova contro la Sampdoria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Domani pomeriggio la Juventus affronterà il Cagliari nel penultimo turno di questo campionato ormai messo in tasca dalla squadra di Antonio Conte: la sfida contro i sardi darà modo ai bianconeri di poter sollevare la coppa celebrativa dello scudetto davanti alla propria gente, prima di chiudere il campionato domenica prossima a Genova contro la Sampdoria (sperando, magari, di restituire la pariglia ai blucerchiati dopo l’1-2 del 6 gennaio allo Juventus Stadium); in attesa di continuare la festa, andiamo a rivivere un felice precedente contro la squadra del presidente Cellino.</p>
<p><strong>È l’11 dicembre 2005</strong>. Allo stadio “Delle Alpi” la capolista Juventus, guidata da Fabio Capello, riceve un Cagliari passato nelle mani di Nedo Sonetti (nelle prime tre giornate i sardi erano stati guidati, nell’ordine, da Attilio Tesser, Daniele Arrigoni e Davide Ballardini in un “valzer della panchina” a dir poco folle) e alla ricerca di punti per tirarsi fuori dalle secche della bassa classifica. I bianconeri scendono in campo con <em>Abbiati, Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Chiellini, Mutu, Giannichedda, Vieira, Nedved, Ibrahimovic, Trezeguet</em>; i rossoblu rispondono con <em>Campagnolo, Lopez, Vignati, Bizera, Agostini, Conticchio, Conti, Gobbi, Esposito, Suazo, Langella</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Mazzoleni di Bergamo.</p>
<p><strong>Partono forte i padroni di casa:</strong> dopo appena 3 minuti Mutu crossa basso dalla destra, ma è il giovane difensore sardo Vignati ad anticipare Ibrahimovic a due passi da Campagnolo. Il vantaggio juventino, tuttavia, è rinviato di soli 10 minuti: Vieira pesca in area Trezeguet, che si vede respingere il tiro da Campagnolo, ma sulla ribattuta del portiere rossoblu arriva come un falco <strong>Nedved</strong> che deposita nella porta sguarnita. Nemmeno il tempo di riaversi dallo shock che i sardi incassano al 18’ la seconda rete grazie a <strong>Trezeguet,</strong> abile a segnare in scivolata dopo la torre di Mutu e a siglare il suo 112esimo gol in bianconero. Poco dopo è Cannavaro a sfiorare il terzo gol, ma il suo colpo di testa sugli sviluppi di un corner battuto da Mutu chiama Campagnolo al miracolo; alla mezz’ora si intravede il Cagliari dalle parti di Abbiati, ma la girata di Langella è davvero poca cosa. Il monologo della Juventus riprende al 32’, quando Nedved si beve il povero Bizera sulla destra e pesca Trezeguet sul secondo palo, ma la conclusione volante del francese manca di poco il bersaglio; al 37’ il francese serve un assist d’oro a Mutu, ma il rumeno viene stoppato dall’uscita bassa di Campagnolo. Sul finire del primo tempo c’è persino del lavoro per un Abbiati sin lì inoperoso: prima l’attuale portiere del Milan si distende per respingere una conclusione dal limite di Langella, dopodiché deve volare per deviare in corner un colpo di testa ravvicinato di Lopez (attuale allenatore dei sardi in coabitazione con Ivo Pulga). L’ultima occasione degna di nota del primo tempo è firmata da Ibrahimovic, ma la conclusione dal limte dello svedese al 45’ viene bloccata a terra da Campagnolo senza particolari affanni. Si va dunque al riposo con la Juventus in vantaggio per 2-0 e in totale dominio della gara.</p>
<p>La ripresa si apre con un cambio nelle file rossoblu: fuori Daniele Conti, dentro Budel. Il copione non cambia, visto che è sempre la Juventus a dettare legge: al 7’ Campagnolo deve impegnarsi non poco su un sinistro da fuori di Ibrahimovic, ma all’8’ i bianconeri siglano il terzo gol grazie al <strong>tap-in di Trezeguet</strong> su servizio di Nedved. A questo punto, con la gara ormai conclusa (ammesso che prima fosse in discussione) Capello inserisce Del Piero in luogo di Ibrahimovic. Al 18’ Suazo si libera bene, ma la sua conclusione viene facilmente parata da Abbiati; al 22’, però, arriva il poker bianconero grazie ad una sfortunata<strong> autorete di Vignati</strong>, che devia nella propria porta un pallone che Trezeguet aveva precedentemente calciato sul palo. Gli ultimi venti minuti scorrono via rapidamente, e così la gara finisce con il netto successo juventino per 4-0; il finale di stagione, come (purtroppo!) sappiamo, sarà amarissimo in quanto a maggio scoppierà la farsa di Calciopoli e la Juventus si vedrà privata di uno scudetto vinto con pieno merito e mai messo in discussione dalle indagini.</p>
<p>E allora, cara Juventus, vinci le prossime due partite: in questo modo potrai superare il punteggio-record fissato da quella Juventus guidata da Capello (91 punti) e il nostro Giampiero Mughini potrà finalmente dire: <em>“92 punti, teste di…!”</em></p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>25 novembre 2007, Juventus-Palermo 5-0: Trezeguet, Iaquinta, Del Piero e Marchionni firmano la &#8220;manita&#8221; bianconera</title>
		<link>http://www.juvenewsradio.it/25-novembre-2007-juventus-palermo-5-0-trezeguet-iaquinta-del-piero-e-marchionni-firmano-la-manita-bianconera?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=25-novembre-2007-juventus-palermo-5-0-trezeguet-iaquinta-del-piero-e-marchionni-firmano-la-manita-bianconera</link>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 12:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica la Juventus potrebbe avere la certezza matematica del suo 31esimo titolo italiano (la parola che inizia con la s viene ancora evitata per ragioni di scaramanzia): allo Juventus Stadium, infatti, alla squadra di Conte potrebbe bastare anche soltanto un pareggio contro il Palermo. Un’impresa che, tuttavia, non è delle più semplici, considerato il fatto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Domenica la Juventus potrebbe avere la certezza matematica del suo 31esimo titolo italiano (la parola che inizia con la s viene ancora evitata per ragioni di scaramanzia): allo Juventus Stadium, infatti, alla squadra di Conte potrebbe bastare anche soltanto un pareggio contro il Palermo. Un’impresa che, tuttavia, non è delle più semplici, considerato il fatto che la squadra allenata da Sannino (tornato in panchina dopo il quinto “ribaltone” deciso dal vulcanico Zamparini nel corso di questo campionato) è alla disperata ricerca di punti salvezza in un testa a testa avvincente che la vede impegnata a lottare contro il Siena e il Genoa. Poiché i tifosi bianconeri, e soprattutto Antonio Conte, auspicano una vittoria per suggellare al meglio un campionato letteralmente dominato fin dall’inizio, forse può essere di buon auspicio un precedente risalente a più di cinque anni fa.</p>
<p>È il 25 novembre 2007. La Juventus appena tornata in Serie A e allenata da Claudio Ranieri affronta in casa il Palermo guidato da Stefano Colantuono: i bianconeri sono reduci da un 2-2 a Parma non privo di polemiche (a causa di un gol inspiegabilmente annullato a Iaquinta in pieno recupero), mentre i rosanero stanno vivendo un periodo di appannamento dopo un ottimo inizio (suggellato dalla vittoria per 2-1 contro il Milan). I bianconeri schierano <em>Buffon, Zebina, Legrottaglie, Criscito, Molinaro, Camoranesi, C. Zanetti, Nocerino, Nedved, Iaquinta, Trezeguet</em>; il Palermo risponde con <em>Agliardi, Zaccardo, Barzagli, Biava, Diana, Simplicio, Guana, Caserta, Pisano, Brienza, Amauri</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Saccani di Mantova.</p>
<p>La squadra di Ranieri parte fortissimo e al 3’ Agliardi deve impegnarsi non poco per respingere in calcio d’angolo un calcio di punizione velenoso battuto da Iaquinta; l’azione si ripete al 18’ e l’esito è lo stesso, vista la respinta in tuffo del numero uno rosanero. Passano quattro minuti e i bianconeri trovano il punto del vantaggio: corner di Camoranesi e torre di Legrottaglie per Trezeguet, abile a girarsi e a battere Agliardi di sinistro; per il centravanti francese si tratta dell’undicesimo centro in campionato (e pensare che solo cinque mesi prima, nell’ultima gara del campionato cadetto contro lo Spezia, Trezeguet aveva palesato l’intenzione di lasciare la “Vecchia Signora”…). Il Palermo sembra un pugile suonato e alla mezz’ora è necessario un intervento di Barzagli per respingere in calcio d’angolo la conclusione a botta sicura di Nedved; e pensare che il difensore toscano vestirà la maglia bianconera appena tre anni e mezzo più tardi con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti, ma questa è un’altra bellissima storia. Al 32’ arriva inesorabile il raddoppio degli uomini di Ranieri: cross di Camoranesi per Iaquinta, che inizialmente scivola ma che poi riesce a battere Agliardi da due passi; per l’ex attaccante dell’Udinese si tratta del sesto gol stagionale. È l’ultima azione di un primo tempo che si chiude con la Juventus in vantaggio per 2-0 e padrona assoluta del gioco.</p>
<p>La ripresa si apre con una novità nelle file rosanero: dentro Cavani (all’epoca “matador” di nome, ma non ancora di fatto) in luogo di Caserta. L’inizio, tuttavia, è ancora di marca bianconera: al 4’ Trezeguet lavora un buon pallone e premia l’inserimento di Nedved, ma il colpo di testa del ceco non crea particolari problemi ad Agliardi. La prima conclusione del Palermo verso la porta di Buffon arriva al 7’, quando Zaccardo gira a rete senza fortuna sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Brienza; al 12’ si vede Amauri, ma il colpo di testa dell’italo-brasiliano (che passerà alla Juventus nell’estate successiva) su cross di Pisano termina abbondantemente a lato. Poco dopo Ranieri inserisce Del Piero in luogo di Iaquinta e al 25’ il neo-entrato numero 10 juventino lascia il segno: calcio di punizione da una ventina di metri che non dà alcuno scampo ad un Agliardi che rimane immobile; per Del Piero, partito dalla panchina, si tratta del sigillo numero otto (a fine campionato il fantasista bianconero si laureerà capocannoniere con 21 centri, davanti al compagno di reparto Trezeguet e al genoano Marco Borriello). Il terzo gol è il colpo di grazia per un Palermo che, a questo punto sparisce definitivamente dal campo e presta il fianco alle sortite bianconere: alla mezz’ora Del Piero premia l’inserimento di Marchionni (da poco subentrato a Camoranesi), che mette a sedere Agliardi e deposita nella porta ormai sguarnita; c’è gloria anche per l’ex esterno del Parma, che può così festeggiare il suo primo centro in maglia bianconera (qualcuno ricorderà che Marchionni era stato, insieme a Cristiano Zanetti, l’ultimo acquisto della Juventus targata Moggi e Giraudo). A questo punto, con il risultato in cassaforte, Ranieri effettua l’ultimo cambio inserendo Palladino in luogo di Trezeguet; poco dopo, tuttavia, lo stesso Palladino è protagonista di un vivace scambio di battute con Del Piero, tanto che il capitano lo zittisce senza troppi complimenti. Al 46’, con la gara ormai avviata verso la conclusione, c’è spazio per un’ultima emozione: Nedved entra in area di rigore da sinistra e viene steso da Biava; è inevitabile che Saccani fischi il rigore, che Del Piero trasforma con la consueta freddezza. A questo punto non accade più nulla e la partita finisce con il successo bianconero per 5-0. Il resto è storia nota: la Juventus chiuderà il campionato con un dignitosissimo terzo posto, anche se gli anni successivi saranno costellati di delusioni; finchè nel 2011 non arriverà un certo Antonio Conte ad aggiustare tutto…</p>
<p>La speranza di tutti noi è che domenica si possa finalmente stappare questo spumante che noi tifosi abbiamo messo in fresco da qualche settimana. E allora facciamolo questo punto, così potremo finalmente brindare per la trentunesima volta!</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>30 settembre 2007, Torino-Juventus 0-1: decide Trezeguet al fotofinish</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 16:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica pomeriggio la Juventus affronterà il Torino in un derby particolare per diverse ragioni: si gioca letteralmente in casa del Torino (i granata giocheranno in casa, dunque la sede della “stracittadina” sarà lo stadio Olimpico), si torna a giocare un derby di domenica pomeriggio a 12 anni dall’ultima volta (il famoso 3-3 della buca scavata]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Domenica pomeriggio la Juventus affronterà il Torino in un derby particolare per diverse ragioni: si gioca letteralmente in casa del Torino (i granata giocheranno in casa, dunque la sede della “stracittadina” sarà lo stadio Olimpico), si torna a giocare un derby di domenica pomeriggio a 12 anni dall’ultima volta (il famoso 3-3 della buca scavata dal granata Maspero) e, soprattutto, la squadra di Conte avrà a disposizione il primo match-ball per aggiudicarsi il campionato; una vittoria nel derby e la contemporanea sconfitta del Napoli a Pescara (scenario, a dire la verità, poco probabile) potrebbe consentire ai bianconeri di laurearsi Campioni d’Italia con quattro giornate d’anticipo rispetto alla fine del campionato. In ogni caso, le emozioni non mancheranno, come non sono mancate nel precedente che andiamo a ripercorrere di seguito.</p>
<p><strong>È il 30 settembre 2007</strong>. Allo stadio Olimpico (che non ospitava un “<strong>derby della Mole</strong>” dal 1989, quando ancora si chiamava “Comunale”) si affrontano la Juventus di Claudio Ranieri, appena tornata in Serie A dopo l’anno di “purgatorio” in cadetteria e protagonista di un ottimo inizio di stagione, e il Torino di Walter Novellino, reduce da una prima parte di stagione senza vittorie. Il Torino si presenta in campo con <em>Sereni, Comotto, Natali, Dellafiore, Lanna, P. Zanetti, Corini, Grella, Barone, Recoba, Ventola</em>; la Juventus risponde con <em>Buffon, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Palladino, C. Zanetti, Nocerino, Nedved, Del Piero, Trezeguet</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Rocchi di Firenze.</p>
<p>La prima emozione del match arriva dopo soli 52 secondi: Grygera riceve il pallone sulla destra e lancia in profondità Trezeguet, ma sulla conclusione di prima intenzione del francese è bravissimo Sereni a respingere in calcio d’angolo; bianconeri pericolosi anche al 12’, ma sul cross di Palladino c’è un reciproco disturbo tra Trezeguet e Nedved e l’azione sfuma. La prima conclusione a rete da parte dei granata arriva alla mezz’ora, quando Barone si accentra e calcia da una ventina di metri, ma senza inquadrare lo specchio della porta; poco dopo Legrottaglie sbaglia l’intervento su un cross di Paolo Zanetti e costringe Buffon all’intervento di piede per disinnescare l’incursione di Recoba (da idolo incontrastato interista a meteora in maglia granata, che triste parabola per il “Chino”). È l’ultima occasione degna di nota di un primo tempo caratterizzato dalla troppa foga (dopo 45 minuti sono già sei i cartellini gialli estratti dal signor Rocchi) e dalla poca precisione, così le squadre vanno al riposo con il punteggio ancora fermo sullo 0-0.</p>
<p>La ripresa si apre senza cambi, ma già dopo 90 secondi c’è un’emozione: sul sinistro di Recoba Buffon non è perfetto, ma sul tentativo di tap-in di Comotto il portiere bianconero riesce a metterci una pezza rimediando anche un colpo in testa; azione comunque vanificata dall’assistente dell’arbitro, il quale ferma tutto per una posizione irregolare del capitano granata. Al 23’ Ranieri opera il primo cambio inserendo Almiron (costato 9 milioni in estate e girato al Monaco nel successivo mercato di gennaio, e questa è una ferita che brucia ancora dopo sei anni…) in luogo di Cristiano Zanetti, mentre poco dopo nel Torino esce l’acciaccato Natali per far posto a Rubin. Proprio il nuovo entrato Rubin è protagonista, a pochi minuti dal suo ingresso in campo, di un’azione pericolosa dei granata: cross da sinistra per la testa di Ventola, con Buffon costretto ad alzare il pallone in calcio d’angolo; intorno alla mezz’ora nel Torino esce Paolo Zanetti per far posto a Motta (altro nome che a tutti i tifosi bianconeri fa ancora venire l’orticaria, anche se ormai quell’epoca buia è ormai finita), mentre nella Juventus entra Salihamidzic in luogo di Palladino. Al 41’ Del Piero inventa un assist d’oro per Nedved, ma il destro in corsa del ceco termina alto nonostante la posizione più che favorevole. A questo punto lo 0-0 sembra cosa fatta, ma a dieci secondi dallo scadere dei tre minuti di recupero accade l’inimmaginabile: un pallone lungo e ormai destinato al fondo viene deviato da Dellafiore e finisce sul sinistro di Trezeguet, che al volo di sinistro fulmina Sereni e manda in visibilio tutto il popolo juventino; un gol che simboleggia l’importanza di un centravanti come il francese, capace di risolvere con un guizzo una partita fino a quel momento più che anonima (oggi, che anche la Juventus di Conte avrebbe bisogno di un elemento simile, ci si ostina ad usare il termine “top player” quando basterebbe semplicemente “centravanti di razza”). Per il Torino si tratta di una beffa incredibile, ma non c’è più tempo per recuperare: il derby si conclude con la Juventus vittoriosa per 1-0; serata da incorniciare per la squadra di Ranieri, che chiuderà il campionato del ritorno in A con un terzo posto che significa preliminare di Champions League e ritorno nell’Europa che conta (peccato che il peggio arriverà di lì ad un paio d’anni, ma questa è fortunatamente un’altra storia…)</p>
<p>L’auspicio di tutti è che domenica la Juventus possa nuovamente far sua la “stracittadina” (già vinta all’andata grazie al 3-0 dello Juventus Stadium) e, magari, togliersi lo sfizio di festeggiare in casa dei cugini; tuttavia, se anche ciò non dovesse accadere, noi tifosi siamo ben disposti ad aspettare prima di stappare lo champagne…</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>10 novembre 2002, Juventus-Milan 2-1: quando Nedved annullò Pirlo</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 16:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica sera Juventus e Milan si affronteranno allo Juventus Stadium con obiettivi differenti: i bianconeri cercheranno tre punti che li avvicineranno alla conquista del titolo iridato (quell’altra parola che inizia con la lettera s non sarà utilizzata da chi scrive finchè non arriverà il momento), mentre i rossoneri cercheranno una vittoria che possa consentire loro]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Domenica sera<strong> Juventus e Milan</strong> si affronteranno allo Juventus Stadium con obiettivi differenti: i bianconeri cercheranno tre punti che li avvicineranno alla conquista del titolo iridato (quell’altra parola che inizia con la lettera s non sarà utilizzata da chi scrive finchè non arriverà il momento), mentre i rossoneri cercheranno una vittoria che possa consentire loro di continuare a sperare di raggiungere il Napoli al secondo posto; unico comune denominatore tra le ambizioni delle due squadre sarà la voglia di vincere una gara che rimane, in ogni caso, una grande classica del calcio italiano. <strong>Per Andrea Pirlo</strong> sarà la sesta gara da avversario contro la squadra che in dieci stagioni lo ha fatto diventare il grande campione che oggi è; eppure, fu proprio in uno Juventus-Milan giocato quasi undici anni fa che il calcio italiano scoprì, grazie ad un’intuizione tattica di <strong>Marcello Lippi,</strong> che era possibile disinnescare il regista bresciano facendolo marcare a uomo. Torniamo indietro con la memoria e riviviamo proprio quel precedente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È il 10 novembre 2002</strong>. Allo stadio “Delle Alpi” la Juventus di Lippi, terza forza del campionato, affronta il Milan di Ancelotti primo in classifica: considerata la sconfitta patita il giorno prima dall’Inter (seconda della classe) in casa contro l’Udinese, la sfida tra bianconeri e rossoneri rappresenta una ghiotta occasione di avvicinare la vetta in un caso e di staccare le inseguitrici nell’altro. La Juventus presenta in campo <em>Buffon, Thuram, Ferrara, Iuliano, Birindelli, Camoranesi, Davids, Tacchinardi, Nedved, Del Piero, Di Vaio</em>; il Milan risponde con <em>Abbiati, Simic, Nesta, Maldini, Kaladze, Ambrosini, Pirlo, Seedorf, Rui Costa, Rivaldo, Inzaghi</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Paparesta di Bari.</p>
<p style="text-align: justify;">Partono decisamente meglio i bianconeri: al 2’ Abbiati deve impegnarsi in un&#8217;uscita bassa per fermare Del Piero, lanciato splendidamente da Camoranesi, mentre al 5’ Nedved manca di poco il bersaglio con una conclusione dal limite dell’area. Il Milan appare come tramortito e al 7’ la Juventus passa in vantaggio: <strong>la marcatura asfissiante di Nedved su Pirlo</strong> favorisce il ceco, che ruba il pallone all’avversario e lo smista per Del Piero, che tutto solo davanti ad Abbiati appoggia per l’accorrente Di Vaio che deposita nella porta sguarnita; per l’attaccante prelevato a fine agosto dal Parma si tratta del primo gol in campionato con la maglia della Juventus. Proprio Di Vaio potrebbe siglare la doppietta all’11’, ma il guizzo di Maldini è fondamentale per impedire al centravanti bianconero di calciare a colpo sicuro verso la porta rossonera. Al 15’ si vede per la prima volta il Milan in attacco: un rimpallo fa giungere il pallone sul piede di Seedorf, ma la conclusione del calciatore olandese è troppo debole e centrale per impensierire Buffon; pochi minuti dopo Del Piero vede Abbiati fuori dai pali e tenta di sorprenderlo con un pallonetto, ma l’invenzione del capitano bianconero non sortisce gli effetti sperati. Conseguenza naturale di un andazzo simile è il raddoppio dei padroni di casa, che arriva al 20’: sul corner di Rivaldo la palla arriva a Pirlo al limite dell’area; il centrocampista del Milan (e futuro bianconero) viene fermato da Iuliano, che innesca subito Del Piero, il quale serve a Thuram, che vola nella prateria lasciata dai difensori rossoneri e fredda Abbiati con un diagonale chirurgico; per il difensore francese si tratta del primo gol in assoluto con la maglia della Juventus e per lui è la fine di un digiuno in Serie A che durava dal 2 marzo 1997 (all’epoca giocava nel Parma, il cui allenatore era proprio Carlo Ancelotti). Al 30’, in maniera quasi inaspettata, il Milan torna in partita: Paparesta, infatti, punisce con il calcio di rigore un tocco di mano di Birindelli in area juventina; sul dischetto si presenta Pirlo, che spiazza nettamente il futuro compagno di squadra e di Nazionale Buffon, consentendo alla squadra di Ancelotti di accorciare le distanze. I rossoneri, ringalluzziti dal gol che li ha rimessi in partita, provano a farsi vedere dalle parti di Buffon con maggiore convinzione e al 37’ una punizione di Rivaldo chiama Buffon all’intervento difficile. La Juventus rimane comunque viva lì davanti e al 39’ Birindelli parte da sinistra, supera in velocità due difensori del Milan e cerca Del Piero al centro dell’area, ma Abbiati anticipa in uscita bassa il capitano bianconero; sul capovolgimento di fronte, tuttavia, è Rivaldo a concludere verso la porta di Buffon, che si rifugia in calcio d’angolo. È l’ultima azione del primo tempo, che si chiude con la Juventus in vantaggio per 2-1.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La ripresa</strong> si apre con una novità nelle file rossonere: fuori Kaladze, dentro Costacurta. Sono sempre i bianconeri a rendersi pericolosi al 3’ con Nedved: servito da Di Vaio, il ceco conclude al volo di sinistro, ma la sfera finisce sul fondo; poco dopo Ancelotti opera il secondo cambio della gara inserendo Serginho in luogo di Pirlo. Proprio il nuovo entrato si mette subito in mostra con un cross che trova la testa di Rivaldo, ma la sfera termina abbondantemente alta; a questo punto anche Lippi decide di cambiare e inserisce Moretti e Zalayeta al posto di Iuliano e Di Vaio, mentre nel Milan l’ultimo cambio vede l’ingresso di Shevchenko al posto di Rui Costa. La gara non è più spettacolare come nel primo tempo, ma vive di improvvise fiammate: al 30’ Nedved penetra centralmente nelle maglie della difesa rossonera e impegna Abbiati con una violenta conclusione di sinistro, mentre poco dopo Ambrosini tenta di sorprendere Buffon con un pallonetto, senza però avere fortuna. Nel frattempo Lippi opera anche l’ultima sostituzione inserendo Fresi al posto dell’acciaccato Ferrara. Non accade nient’altro di saliente, e così Paparesta dichiara concluso il match con la vittoria juventina per 2-1. Una vittoria che consente alla squadra di Marcello Lippi di superare l’Inter al secondo posto e di continuare la rincorsa che la vedrà trionfare nel suo 27esimo titolo nazionale (ricordate il discorso fatto in apertura di articolo circa quella parola che inizia con la lettera s?); il Milan, che finirà il campionato al terzo posto, si prenderà tuttavia una grande rivincita andando a battere proprio la Juventus nella finale di Champions League a Manchester qualche mese dopo, in una partita che vedrà i bianconeri privi di un certo Pavel Nedved futuro Pallone d’Oro…storia nota (purtroppo), su cui non è il caso di tornare.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza è che domani la squadra di Conte possa battere quella di Allegri e avvicinarsi ulteriormente alla vittoria finale; sperando che il tecnico milanista non imiti la quasi totalità dei suoi colleghi quest’anno e non prenda spunto dalla mossa tattica con cui Lippi disinnescò Pirlo (e con lui tutto il Milan) undici anni fa…</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>2 maggio 2011, Lazio-Juventus 0-1: Pepe firma l&#8217;ultima vittoria dell&#8217;era Delneri</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 16:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Archiviata la delusione per l&#8217;eliminazione in Champions League contro il Bayern Monaco, la Juventus si rituffa in campionato e lunedì sarà attesa da una difficile trasferta sul campo della Lazio, squadra che ha già dato un dispiacere alla squadra di Conte quest&#8217;anno eliminandola dalla semifinale di Coppa Italia. La partita si giocherà di lunedì,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Archiviata la delusione per l&#8217;eliminazione in Champions League contro il Bayern Monaco, <strong>la Juventus</strong> si rituffa in campionato e lunedì sarà attesa da una difficile trasferta <strong>sul campo della Lazio</strong>, squadra che ha già dato un dispiacere alla squadra di Conte quest&#8217;anno eliminandola dalla semifinale di Coppa Italia. La partita si giocherà di lunedì, dati gli impegni infrasettimanali ravvicinati delle due squadre (la Juventus ha giocato mercoledì con il Bayern, mentre la Lazio ha affrontato la Roma nel derby lunedì scorso e poi ha affrontato ieri sera il tiratissimo match di ritorno contro il Fenerbahçe in Europa League): una ricorrenza che porta fortuna ai bianconeri, dato che, poco meno di due anni fa, riuscirono a sconfiggere proprio la Lazio all&#8217;Olimpico in un&#8217;altra gara disputata di lunedì.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il 2 maggio 2011. <strong>La Lazio di Reja e la Juventus di Delneri</strong> si affrontano in un match che ha il sapore dello spareggio per un posto in Champions League; i biancocelesti occupano la quinta posizione, dunque per i bianconeri l&#8217;unico risultato possibile è la vittoria. La Lazio schiera <em>Muslera, Lichtsteiner, Biava, Andrè Dias, Garrido, Brocchi, Ledesma, Matuzalem, Hernanes, Zarate, Floccari; </em>la Juventus risponde con <em>Buffon, Motta, Barzagli, Chiellini, Grosso, Krasic, Felipe Melo, Aquilani, Pepe, Del Piero, Matri. </em>Arbitro dell&#8217;incontro è il signor Mazzoleni di Bergamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Partono decisamente meglio i padroni di casa, che dopo un quarto d&#8217;ora provano a rendersi pericolosi: Brocchi ruba un buon pallone a Krasic e lancia nello spazio Zarate, che giunto al limite dell&#8217;area serve Hernanes, la cui conclusione esce di poco alla sinistra di Buffon. Poco dopo è Brocchi a calciare, dopo una corta respinta della difesa bianconera su un cross di <strong>Lichtsteiner</strong> (che di lì ad un mese vestirà proprio la casacca bianconera), ma senza fortuna; lo stesso Brocchi colpisce di testa su cross di Ledesma, ma la sua incornata finisce a lato. Alla mezz&#8217;ora sono ancora i padroni di casa ad andare ad un passo dal vantaggio: palla filtrante di Zarate per Floccari che calcia di prima intenzione, ma Buffon respinge di piede e la porta bianconera rimane inviolata. I bianconeri si scuotono e al 35&#8242; è Matri ad andare vicinissimo al gol: sul tocco di Del Piero la deviazione aerea di Lichtsteiner smarca proprio il centravanti bianconero, sulla cui conclusione al volo è strepitoso l&#8217;intervento in tuffo di Muslera. Il primo tempo si chiude con una conclusione di marca biancoceleste al 42&#8242;: Zarate parte da sinistra, supera di slancio Chiellini, si accentra e calcia, ma la sfera finisce alta sopra la traversa della porta difesa da Buffon. Si va al riposo con le due squadre ferme sullo 0-0, ma con una Lazio decisamente più incisiva in avanti.</p>
<p style="text-align: justify;">La ripresa si apre senza cambi, ma con una Juventus decisamente più votata all&#8217;attacco. Dopo appena 8 minuti è Grosso a liberarsi sulla sinistra e a mettere in mezzo un pallone su cui Matri arriva con un attimo di ritardo, favorendo l&#8217;uscita bassa di Muslera. Al 16&#8242; è ancora Brocchi a sfiorare il gol del vantaggio laziale: Ledesma apre a destra per Lichtsteiner, che arriva sul fondo e crossa per il centrocampista ex Milan, che di controbalzo manca il bersaglio di pochissimo; al 24&#8242; ci prova anche Hernanes con un destro fortissimo dalla distanza, ma Buffon respinge in tuffo; poco dopo Scaloni rileva Biava nella Lazio, mentre Salihamidzic e Toni rilevano Motta e Matri nella Juventus. Al 35&#8242; la squadra di Reja rimane in inferiorità numerica: Ledesma commette fallo su Felipe Melo a centrocampo e rimedia il secondo giallo, così il signor Mazzoleni si ritrova costretto ad estrarre il rosso. Al 42&#8242;, però, è la Juventus a trovare il gol: cross di Salihamidzic dalla destra, Toni non ci arriva, ma ci arriva <strong>Pepe che fredda Muslera</strong> con un diagonale incrociato; quinto gol stagionale per l&#8217;esterno ex Udinese (che nella stagione successiva, quando sulla panchina bianconera siederà Antonio Conte, segnerà ai biancocelesti sia nella gara d&#8217;andata a Roma che in quella di ritorno a Torino) e Juventus che trova il gol nel momento più atteso. Per la Lazio non c&#8217;è più tempo di recuperare (malgrado gli ingressi di Bresciano e Kozak per Zarate e Brocchi, mentre nella Juventus Bonucci rileva Del Piero) e la gara finisce con il successo juventino per 1-0: un successo a suo modo storico, dato che sarà<strong> l&#8217;ultimo successo ottenuto dalla Juventus di Gigi Delneri</strong> (che pareggerà per 2-2 contro il Chievo, poi perderà 1-0 a Parma e infine pareggerà per 2-2 contro il Napoli), che in questo modo riuscirà a rimanere fuori da tutte le competizioni europee a 20 anni di distanza da un&#8217;altra simile &#8220;impresa&#8221; compiuta dalla Juventus di Maifredi. Il resto è poi storia nota, con l&#8217;avvicendamento a fine campionato tra lo stesso Delneri e Antonio Conte, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza è che lunedì sera la Juventus possa bissare l&#8217;impresa di due anni fa, anche perchè stavolta non c&#8217;è in palio un posto in Europa come allora: stavolta c&#8217;è <strong>in palio un pezzo di scudetto</strong>, per conquistare il quale sarà necessario fare bottino pieno sia contro i biancocelesti che domenica prossima <strong>contro il Milan</strong> allo Juventus Stadium.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong> </em>(<em>@VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>3 novembre 2005, Juventus-Bayern Monaco 2-1: decide la doppietta di Trezeguet</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 17:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Questa sera la Juventus sarà chiamata ad un&#8217;impresa a dir poco titanica contro il Bayern Monaco: allo Juventus Stadium, infatti, i bianconeri saranno chiamati a ribaltare il 2-0 subìto otto giorni fa all&#8217;Allianz Arena per effetto delle reti messe a segno da Alaba e Muller. Il compito dei ragazzi di Conte è proibitivo e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Questa sera la <strong>Juventus</strong> sarà chiamata ad un&#8217;impresa a dir poco titanica contro il <strong>Bayern Monaco</strong>: allo Juventus Stadium, infatti, i bianconeri saranno chiamati a ribaltare il 2-0 subìto otto giorni fa all&#8217;Allianz Arena per effetto delle reti messe a segno da Alaba e Muller. Il compito dei ragazzi di Conte è proibitivo e le possibilità di riuscirci non sono tantissime, ma la spinta del pubblico potrebbe rappresentare l&#8217;arma in più per sperarci; e, d&#8217;altra parte, non è ammissibile uscire dalla Champions League senza averci almeno provato fino alla fine. Può essere di conforto, inoltre, la storia, visto che l&#8217;ultima volta che bianconeri e bavaresi si sono affrontati al &#8220;Delle Alpi&#8221; (antesignano dell&#8217;odierno Juventus Stadium) la partita si è conclusa con la vittoria dei padroni di casa; andiamo dunque a rivivere quel precedente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; il 3 novembre 2005.</strong> Juventus e Bayern si ritrovano di fronte una settimana dopo la vittoria bavarese per 2-1 all&#8217;Allianz Arena (Deisler e Demichelis i marcatori tedeschi, Emerson quello bianconero); entrambe le squadre sono alla disperata ricerca di punti per ipotecare la qualificazione anticipata agli ottavi di finale. La Juventus schiera <em>Abbiati, Thuram, Kovac, Cannavaro, Zambrotta, Emerson, Vieira, Chiellini, Del Piero, Trezeguet, Ibrahimovic; </em>il Bayern risponde con <em>Kahn, Sagnol, Lucio, Ismael, Schweinsteiger, Deisler, Demichelis, Ballack, Ze Roberto, Makaay, Pizarro. </em>Arbitro dell&#8217;incontro è lo slovacco Michel.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Bayern Monaco parte forte e già al 4&#8242; Abbiati deve impegnarsi parecchio per alzare in calcio d&#8217;angolo la palla colpita di testa da Ballack sugli sviluppi di un calcio di punizione di Deisler; la Juventus risponde un minuto più tardi con Trezeguet che, lanciato da Ibrahimovic, calcia da 20 metri chiamando Kahn alla respinta di pugni. Al 12&#8242; è Makaay a sfiorare il gol: favorito da un errore di Emerson in fase di disimpegno, l&#8217;olandese entra in area, ma il suo diagonale esce di poco alla destra di Abbiati; due minuti dopo è invece Trezeguet a divorarsi il gol del vantaggio juventino, quando gira di poco a lato la palla recapitatagli da Zambrotta. Dopo un inizio divertente, la gara nella seconda parte del primo tempo cala drasticamente di intensità, anche se la Juventus si rende pericolosa un&#8217;altra volta con Ibrahimovic, che però non riesce ad approfittare dell&#8217;uscita incerta di Kahn. Il primo tempo, comunque, si chiude con le due squadre ancora ferme sullo 0-0.</p>
<p style="text-align: justify;">La ripresa si apre con una novità importante nelle file bianconere: Pavel Nedved rileva un Del Piero impalpabile. La prima occasione, tuttavia, arriva dopo circa 60 secondi ed è di marca bavarese: Ze Roberto porta palla sulla sinistra e mette al centro, dove Pizarro non arriva e Makaay viene anticipato da Chiellini appena prima di calciare verso la porta di Abbiati. Al 5&#8242; è la Juventus a provarci, ma la conclusione rasoterra di Ibrahimovic dopo un disimpegno sbagliato di Lucio non crea particolari problemi a Kahn. Al 13&#8242; entra anche Camoranesi in luogo di Kovac, ma al17&#8242; i bianconeri passano in vantaggio: Ibrahimovic serve in area Nedved, che finisce a terra dopo un contrasto con un avversario; sarebbe rigore, ma sul prosieguo dell&#8217;azione la palla arriva a Trezeguet, che batte Kahn da due passi e mette a segno il suo terzo gol stagionale in Champions League, nonchè il 105esimo in maglia bianconera (gol che consente al centravanti franco-argentino di superare Platini come miglior bomber straniero di tutti i tempi). Quattro minuti più tardi, tuttavia, il Bayern pareggia: la punizione calciata da Deisler non trova alcuna deviazione, ma la traiettoria inganna Abbiati e la sfera si insacca alle spalle del portiere bianconero; secondo gol consecutivo di Deisler contro la Juventus dopo quello segnato la settimana precedente all&#8217;Allianz Arena. A questo punto nella Juventus esce anche Camoranesi, rimpiazzato nella circostanza da Mutu. I bianconeri continuano a premere alla ricerca del raddoppio e, dopo un colpo di testa alto di Vieira al 38&#8242;, lo trovano al 40&#8242;: lancio di Vieira per Trezeguet, che stoppa il pallone di petto e lo scarica alle spalle dell&#8217;incolpevole Kahn. I bavaresi ci provano al 42&#8242; con una conclusione di Schweinsteiger che finisce a lato di poco (nei bavaresi, nel frattempo, Scholl e Guerrero hanno rilevato Demichelis e Makaay), mentre al 44&#8242; Ibrahimovic viene espulso per aver scalciato da terra Ballack. Per il Bayern, tuttavia, non c&#8217;è più tempo per recuperare e la partita si chiude con il successo bianconero per 2-1; grazie a questo risultato e al successivo 1-0 al Bruges (rete di Del Piero), la squadra di Capello potrà accedere agli ottavi di finale, dove però sarà l&#8217;Arsenal a stroncare i sogni di gloria dei bianconeri.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza è che questa sera si riesca nuovamente a battere i bavaresi, anche se con un risultato diverso rispetto a quello di quasi otto anni fa: per compiere il miracolo, infatti, <strong>bisogna vincere con almeno tre gol di scarto</strong>. Come diceva un ex allenatore juventino, <em>&#8220;non succede, ma se succede&#8230;&#8221;</em>.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong> </em>(<em>@VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>11 novembre 2006, Juventus-Pescara 2-0: contro gli abruzzesi decide un doppio Nedved</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 18:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Archiviata la delusione per la sconfitta europea di Monaco, la Juventus si rituffa nel campionato ospitando allo Juventus Stadium il fanalino di coda Pescara, ormai sempre più destinato al ritorno in Serie B. Una gara dall&#8217;esito apparentemente scontato, ma la storia del calcio (neanche troppo lontana nel tempo) è piena di &#8220;scherzetti&#8221; rifilati dalle]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Archiviata la delusione per la sconfitta europea di Monaco, la Juventus si rituffa nel campionato ospitando allo Juventus Stadium il fanalino di coda Pescara, ormai sempre più destinato al ritorno in Serie B. Una gara dall&#8217;esito apparentemente scontato, ma la storia del calcio (neanche troppo lontana nel tempo) è piena di &#8220;scherzetti&#8221; rifilati dalle cosiddette squadre-materasso alle prime della classe; attenzione massima, dunque, alla sfida di domani sera con gli abruzzesi. L&#8217;ultima volta in cui Juventus e Pescara si sono affrontate in uno stesso campionato risale alla sciagurata stagione 2006/07, quella in cui i bianconeri hanno militato in Serie B in seguito alla farsa di Calciopoli; andiamo dunque a ripercorrere quel precedente.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;11 novembre 2006. Nell&#8217;undicesimo turno del campionato cadetto la Juventus, che dopo lo stentato pareggio di Rimini ha inanellato una serie di risultati positivi, ospita il Pescara, alla ricerca di punti-salvezza. I bianconeri si presentano con <em>Buffon, Birindelli, Kovac, Chiellini, Balzaretti, Camoranesi, Paro, C. Zanetti, Nedved, Del Piero, Trezeguet</em>; gli abruzzesi, guidati dal tecnico Ammazzalorso, rispondono con <em>Tardioli, De Martis, Gonnella, Delli Carri, De Falco, Antonelli, Carozza, Luci, Papini, Rigoni, Martini. </em>Arbitro dell&#8217;incontro è il signor Ciampi di Roma.</p>
<p>Contrariamente alle aspettative, la prima occasione da rete è di marca abruzzese: al 5&#8242; il giovane centravanti Martini entra in area e conclude, ma la sfera termina lontana dalla porta difesa da Gigi Buffon. I bianconeri replicano rendendosi pericolosi al 13&#8242; con Del Piero, ma la conclusione del capitano juventino su assist di Camoranesi finisce fuori di poco. E&#8217; solo il preludio al vantaggio degli uomini di Deschamps, che arriva al 18&#8242;: un velo di Trezeguet libera alla grande Nedved, che supera il portiere Tardioli con un destro a giro dal limite dell&#8217;area; per il centrocampista di Cheb, che insieme a Del Piero era stato il primo a giurare fedeltà eterna ai colori bianconeri, si tratta del primo gol in campionato. Al 23&#8242; Deschamps è costretto a fare a meno di Del Piero, che mette male il piede in un contrasto, e a sostituirlo con Bojinov. Bianconeri vicini al raddoppio al 25&#8242; quando il difensore pescarese Gonnella, nel tentativo di anticipare Trezeguet, sbaglia l&#8217;appoggio di petto verso Tardioli e rischia l&#8217;autorete fantozziana; in chiusura di primo tempo ci riprova Nedved, ma sulla sua conclusione è attento Tardioli. Si va dunque al riposo con la Juventus in vantaggio per 1-0.</p>
<p>La ripresa si apre senza cambi, ma all&#8217;11&#8242; i bianconeri chiudono i conti ancora grazie a Nedved: innescato da Cristiano Zanetti, il centrocampista ceco batte ancora dal limite un incerto Tardioli e realizza la sua doppietta personale. A questo punto gli spunti di cronaca della mezz&#8217;ora successiva sono rappresentati dai cambi (dentro Zebina e Guzman per Birindelli e Nedved nella Juventus, mentre nel Pescara entrano Ferrante, Gautieri e Olivieri per Papini, Martini e Gonnella) e da conclusioni senza fortuna firmate da Trezeguet e Bojinov, entrambi animati dalla voglia di gloria personale: il francese non vuole rimanere a secco, mentre il bulgaro vuole rifarsi delle numerose panchine riservategli da Deschamps (e che saranno una delle ragioni del divorzio tra Bojinov e i bianconeri a fine stagione). La gara finisce con il successo bianconero per 2-0. Il resto è storia nota, con la Juventus che dominerà la stagione in cadetteria e tornerà trionfalmente in Serie A vincendo per 5-1 in casa dell&#8217;Arezzo allenato da un emergente tecnico leccese con un glorioso passato da calciatore alle spalle: Antonio Conte, che non è un omonimo dell&#8217;uomo che attualmente guida con successo la Juventus.</p>
<p>La speranza di tutti noi è che domani la Juventus possa ottenere i tre punti e consolidare il proprio primato in classifica. Sperando poi, quattro giorni dopo, in un miracolo contro il Bayern: come diceva qualcuno &#8220;non succede, ma se succede&#8230;&#8221;.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong> </em>(<em>@VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>22 marzo 2008, Inter-Juventus 1-2: vittoria bianconera nel sabato di Pasqua</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 18:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Domani sera Inter e Juventus si sfideranno a San Siro nel big match del Sabato Santo. Una sfida importante per varie ragioni: differenti ragioni di classifica (i bianconeri vogliono vincere per consolidare il proprio primato in classifica, i nerazzurri vogliono continuare ad inseguire la terza posizione attualmente occupata dai cugini del Milan), veleni recenti]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domani sera Inter e Juventus si sfideranno a San Siro nel big match del Sabato Santo. Una sfida importante per varie ragioni: differenti ragioni di classifica (i bianconeri vogliono vincere per consolidare il proprio primato in classifica, i nerazzurri vogliono continuare ad inseguire la terza posizione attualmente occupata dai cugini del Milan), veleni recenti (Calciopoli docet) e passati (le continue rivendicazioni su presunte ruberie accadute nell&#8217;anno del Signore 1998) e vigilie di gare più o meno importanti (la Juventus affronterà il Bayern Monaco in Champions League martedì, mentre l&#8217;Inter mercoledì giocherà a Genova contro la Samp in un recupero di campionato che promette uno spettacolo fuori dal comune). C&#8217;è stata, tuttavia, un&#8217;altra occasione in cui bianconeri e nerazzurri si sono affrontati a San Siro alla vigilia di Pasqua: andiamo dunque a rivivere quel precedente.</p>
<p>E&#8217; il 22 marzo 2008. A San Siro Inter e Juventus si affrontano in condizioni di classifica decisamente opposte rispetto a quelle attuali: l&#8217;Inter di Mancini è prima in classifica e deve tenere a distanza la Roma (vittoriosa nel pomeriggio in casa contro l&#8217;Empoli), la neopromossa Juventus di Claudio Ranieri vuole consolidare il terzo posto per poter accedere ai preliminari della Champions League della stagione successiva. I nerazzurri, falcidiati dalle assenze, schierano <em>Julio Cesar, Maicon, Burdisso, Materazzi, Maxwell, J. Zanetti, Stankovic, Chivu, Jimenez, Ibrahimovic, Cruz</em>; i bianconeri rispondono con <em>Buffon, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Salihamidzic, Camoranesi, Sissoko, Nedved, Del Piero, Trezeguet. </em>Arbitro dell&#8217;incontro è il signor Farina di Novi Ligure.</p>
<p>Partono bene i nerazzurri, che dopo 13 secondi si fanno subito vivi dalle parti di Buffon: cross di Maicon per Chivu, ma il romeno colpisce male e la palla esce abbondantemente a lato. I bianconeri, tuttavia, crescono alla distanza e al 16&#8242; Del Piero tenta di segnare in spaccata sul cross di Nedved, ma Julio Cesar è attento e alza il pallone in calcio d&#8217;angolo. Trema anche Buffon al 22&#8242; quando, sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Jimenez, Burdisso fa da torre per Stankovic, la cui conclusione scheggia la parte alta della traversa; nerazzurri nuovamente pericolosi su palla inattiva intorno alla mezz&#8217;ora, quando Buffon deve impegnarsi più del dovuto per respingere in angolo il pallone calciato da Chivu. La Juventus prova a reagire, ma sul cross volante di Del Piero (servito magistralmente da Camoranesi) non c&#8217;è nessuno juventino pronto alla deviazione vincente; poco dopo ci prova anche Legrottaglie di testa, ma la conclusione aerea del centrale pugliese della Juventus non crea particolari problemi a Julio Cesar. Al 41&#8242; arriva il primo squillo della gara da parte di Zlatan Ibrahimovic, ma la punizione dello svedese manca della precisione necessaria per impensierire Buffon. L&#8217;ultima occasione del primo tempo è di marca bianconera e porta la firma di Momo Sissoko, la cui conclusione radente da fuori area viene bloccata a terra da Julio Cesar. Si va dunque al riposo con le due squadre ferme sullo 0-0.</p>
<p>La ripresa si apre senza cambi, ma con una Juventus decisamente arrembante. Dopo appena 25 secondi Nedved calcia al volo su cross di Grygera (un evento talmente straordinario da essere secondo solo al celebre miracolo del sangue di San Gennaro a Napoli!) e costringe Julio Cesar alla parata in tuffo, ma al 3&#8221; la squadra di Ranieri passa in vantaggio: lancio di Molinaro per Camoranesi, che parte in sospetta posizione di fuorigioco e trafigge Julio Cesar in uscita; per l&#8217;argentino si tratta del terzo gol stagionale, nonchè del secondo segnato all&#8217;Inter dopo quello messo a segno nella gara d&#8217;andata giocata a Torino e terminata 1-1. Sotto di un gol, Mancini effettua il primo cambio inserendo Suazo in luogo di Jimenez, ma al 16&#8242; arriva il raddoppio juventino: Del Piero sbaglia l&#8217;appoggio per Trezeguet, ma l&#8217;involontaria deviazione di Burdisso permette al francese di calciare al volo e di battere Julio Cesar; per il centravanti ex Monaco si tratta del 17° centro in campionato. Intanto Mancini inserisce Maniche in luogo di Cruz per dare un po&#8217; più di equilibrio al centrocampo, ma la squadra di Ranieri è in dominio quasi assoluto del gioco: al 22&#8242; Del Piero si beve Materazzi e costringe Julio Cesar alla parata in tuffo, mentre alla mezz&#8217;ora lo stesso Del Piero e Trezeguet si divorano letteralmente il gol del 3-0 dopo essersi presentati tutti soli davanti a Julio Cesar; prosegue, nel frattempo, la girandola dei cambi con Balotelli che rileva Chivu nell&#8217;Inter e Iaquinta che rileva Trezeguet. Scampato il pericolo del terzo gol, l&#8217;Inter riesce a rientrare in partita al37&#8242;: Balotelli serve sulla destra Maicon, che arriva sul fondo e mette al centro per Maniche, che non fallisce il tap-in a due passi da Buffon; per il portoghese, che l&#8217;Inter ha prelevato a gennaio dal Chelsea. A questo punto Ranieri si copre con l&#8217;inserimento di Nocerino al posto di Nedved, ma in pieno recupero i nerazzurri sciupano una clamorosa occasione per centrare il 2-2: Stankovic chiede ed ottiene il triangolo con Maxwell, si presenta davanti a Buffon, ma colpisce il palo quando il portiere della Juventus era ormai fuori causa. E&#8217; l&#8217;ultima occasione del match, che si chiude con il successo juventino per 2-1; a fine stagione i bianconeri potranno festeggiare il ritorno in Champions League grazie al terzo posto ottenuto, mentre i nerazzurri dovranno sudare più del dovuto per vincere lo scudetto contro la Roma (chissà senza qualche &#8220;spintarella&#8221; arbitrale come sarebbe andata, vero cari onesti?).</p>
<p>La speranza è che domani la Juventus di Conte possa bissare il risultato ottenuto da quella di Ranieri cinque anni fa, nonchè il risultato finale dell&#8217;Inter di Mancini di cinque anni fa. Magari con qualche patema d&#8217;animo in meno&#8230;</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong> </em>(<em>@VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>30 ottobre 2008, Bologna-Juventus 1-2: al &#8220;Dall&#8217;Ara&#8221; decide Nedved</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 17:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domani sera la Juventus di Antonio Conte affronterà il Bologna in un difficile anticipo serale: il &#8220;Dall&#8217;Ara&#8221;, infatti, si è sempre dimostrato un campo difficile per i bianconeri, date anche alcune polemiche del passato (basti pensare alle vittorie bianconere per 1-0 del 2004 e del 2006, con polemiche arbitrali a dir poco roventi). La stessa Juventus scudettata e imbattuta dello scorso anno non ha avuto vita facile contro i felsinei: in campionato le due gare si sono chiuse sull&#8217;1-1 (a Torino reti di Vucinic e Portanova, a Bologna reti di Di Vaio e dello stesso Vucinic), mentre in Coppa Italia alla squadra di Conte sono serviti i supplementari per avere la meglio (2-1 firmato dalle reti di Giaccherini, Raggi e Marchisio). Tornando all&#8217;attualità, la squadra di Pioli è reduce da ben tre vittorie consecutive in campionato (l&#8217;ultima delle quali ottenuta a San Siro contro l&#8217;Inter domenica scorsa) e all&#8217;andata è stato necessario un guizzo di Paul Pogba a tempo ormai scaduto per regalare i tre punti alla Juventus. Eppure, ironia del destino, la Juventus degli anni bui post-Calciopoli è riuscita per ben due volte ad espugnare il &#8220;Dall&#8217;Ara&#8221;: andiamo a rivivere il primo di questi due successi, quello targato da uno dei campioni rimasti in bianconero in quegli anni difficili, ovvero Pavel Nedved.</p>
<p>E&#8217; il 30 ottobre 2008. La Juventus di Ranieri, dopo un difficile inizio di campionato, si è rimessa in carreggiata vincendo il derby e battendo il Real Madrid in Champions; il neo-promosso Bologna, invece, ha iniziato il torneo alla grande sbancando il campo del Milan (2-1, reti di Ambrosini, Di Vaio e Valiani), ma è successivamente incappato in una crisi di risultati che l&#8217;ha fatto nuovamente finire nei quartieri bassi della classifica. I rossoblu schierano <em>Antonioli, Castellini, Moras, Terzi, Zenoni, Lavecchia, Mudingayi, Mingazzini, Bombardini, Marazzina, Di Vaio</em>; la Juventus, priva di tantissimi titolari, risponde con <i>Manninger, Mellberg, Knezevic, Chiellini, Molinaro, Marchionni, Sissoko, Tiago, Nedved, Iaquinta, Amauri. </i>Arbitro dell&#8217;incontro è il signor Trefoloni di Siena.</p>
<p>Partono bene i padroni di casa, che al 7&#8242; sfiorano il gol del vantaggio: Marazzina lancia Di Vaio, che passa tra le maglie della rimaneggiata difesa bianconera e sfiora il palo con un diagonale velenosissimo. Sono però i bianconeri a passare in vantaggio al primo tentativo, che arriva al 12&#8242;: fa tutto Pavel Nedved (capitano per l&#8217;occasione, date le contemporanee assenze di Del Piero e Buffon), che parte da sinistra e lascia partire un tiro che si insacca sul primo palo della porta difesa da Antonioli. Il primo tempo vive una fase di complessivo stallo, che viene però interrotto al 41&#8242;: Bombardini apre per Lavecchia, che salta secco Mellberg e mette al centro per Marazzina, che però non riesce a girare nel modo giusto verso la porta di Manninger. E&#8217; l&#8217;ultimo episodio del primo tempo, che si chiude con la Juventus in vantaggio per 1-0.</p>
<p>La ripresa si apre con una novità tra i padroni di casa: Arrigoni lascia negli spogliatoi Zenoni (ex di turno) e inserisce al suo posto Marchini. E&#8217; la Juventus ad avere la prima occasione della ripresa: cross di Nedved per Amauri che centra il palo di testa, mentre sulla ribattuta Marchionni calcia alto da posizione favorevole; il Bologna si fa vedere all&#8217;8&#8242;, ma la scivolata di Marazzina non crea particolari patemi d&#8217;animo a Manninger. Al 12&#8242; arriva il raddoppio dei bianconeri: ci pensa ancora Nedved, che parte ancora da sinistra e lascia partire un tiro-cross che Antonioli non trattiene e la sfera si insacca alle spalle del portiere felsineo; poco dopo arriva anche il primo cambio nelle file bianconere, con Ekdal (che oggi veste proprio la casacca del Bologna) che rileva Sissoko. Al 23&#8242; la Juventus sfiora il 3-0 con Tiago, la cui conclusione volante dopo una respinta difettosa della difesa bolognese sfiora il palo alla destra di Antonioli, mentre poco dopo Ranieri richiama in panchina Amauri e inserisce Giovinco. Al 26&#8242; il Bologna sfiora il gol a causa di un liscio di Tiago su un cross di Bombardini, ma Manninger fa buona guardia; è il preludio al gol che i padroni di casa trovano al 29&#8242; grazie al loro bomber Di Vaio (altro ex di giornata), che corregge in rete la traiettoria aerea disegnata da Carrus (nel frattempo subentrato a Mingazzini). I padroni di casa, dimezzato lo svantaggio, si buttano in avanti alla ricerca del 2-2: prima Marazzina si vede annullare un gol per fuorigioco, dopodichè è Knezevic ad anticipare Di Vaio prima che quest&#8217;ultimo possa concludere a rete. I bianconeri provano a rispondere in contropiede, prima con Iaquinta e poi con Marchionni, ma in entrambi i casi Antonioli fa buona guardia. Finisce, dunque, con il successo bianconero per 2-1; il resto è storia nota, con la Juventus di Ranieri che continuerà la sua rincorsa nei confronti dell&#8217;Inter (la prima Inter mourinhana), ma i risultati negativi di fine stagione porteranno all&#8217;esonero del tecnico romano e a tutti i disastri che purtroppo ne conseguiranno.</p>
<p>Quello che tutti ci auguriamo è che domani Antonio Conte e la sua truppa possano fare bottino pieno al &#8220;Dall&#8217;Ara&#8221;, sia per le ragioni citate all&#8217;inizio che per il doppio impegno che attenderà i bianconeri dopo la sosta per le Nazionali: due trasferte, quella di Milano con l&#8217;Inter e quella di Monaco con il Bayern, che non hanno certo bisogno di presentazioni&#8230;</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong> </em>(<em>@VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>18 febbraio 2012, Juventus-Catania 3-1: il Catania chiama con Barrientos, la Juve risponde con Pirlo, Chiellini e Quagliarella</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 17:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Domenica pomeriggio allo Juventus Stadium la squadra di Antonio Conte affronterà il Catania: l’obiettivo degli uomini di Antonio Conte è quello di confermarsi dopo l’importante pareggio di Napoli e la qualificazione ai quarti di finale di Champions League a sette anni di distanza dall’ultima volta; un obiettivo non facile da raggiungere, dal momento che i siciliani guidati da Maran sono la grande rivelazione di questo campionato. Polemiche (roventi, è il caso di aggiungere) della partita d’andata a parte, il Catania si è sempre rivelato un avversario ostico, come dimostrano le statistiche degli ultimi anni: dalla stagione 2007/08 ad oggi, infatti, i bianconeri hanno vinto a Torino contro i rossoazzurri una volta sola, pareggiato tre e perso una; l’unica vittoria juventina risale alla scorsa stagione, dunque andiamo a rivivere proprio quel precedente.</p>
<p>È il 18 febbraio 2012. La Juventus di Antonio Conte, reduce dai due 0-0 consecutivi contro Siena e Parma (partite non prive di polemiche arbitrali, visti i tre rigori concessi ai bianconeri nello spazio di 180 minuti), affronta il Catania ad una settimana dal delicato scontro diretto con il Milan di Allegri; il Catania di Montella, dal canto suo, naviga in acque tranquillissime e sogna il colpaccio allo Juventus Stadium. L’undici scelto dal mister bianconero è <em>Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Padoin, Giaccherini, Pirlo, Marchisio, De Ceglie, Quagliarella, Borriello</em>; i siciliani rispondono con <em>Kosicky, Motta, Legrottaglie, Bellusci, Marchese, Izco, Lodi, Almiron, Gomez, Bergessio, Barrientos</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Brighi di Cesena.</p>
<p>Partono forte i bianconeri, che si rendono pericolosi al 2’ con Marchisio, ma il colpo di testa del centrocampista su cross di Padoin termina alto. Il Catania risponde prima con Izco, la cui conclusione viene bloccata da Buffon, e poi con Almiron, che chiama all’intervento difficile il portiere bianconero. Al 4’ gli ospiti passano in vantaggio: l’ex di turno Motta ruba palla a De Ceglie e la serve per Barrientos, abile a girarsi e a trafiggere Buffon con un diagonale di sinistro dal limite dell’area; per l’esterno del Catania si tratta del quarto gol in campionato e per la Juventus la partita si mette subito in salita. La Juventus prova a reagire sfruttando i centimetri dei propri calciatori: prima Borriello non crea troppi problemi a Kosicky colpendo di testa su assist di De Ceglie e poi una mischia sugli sviluppi di un calcio d’angolo termina con un nulla di fatto. I bianconeri, che non appaiono nella loro serata migliore, trovano comunque il pari al 22’: ci pensa Andrea Pirlo, che disegna una parabola su punizione che trafigge Kosicky (il cui modo di posizionare la barriera è comunque rivedibile) e sigla il suo primo gol in assoluto in maglia juventina. Galvanizzata dal pareggio, la Juventus attacca alla ricerca del sorpasso e al 28’ Quagliarella centra in pieno la traversa a Kosicky battuto; la traversa la colpisce anche il Catania intorno alla mezz’ora, ma a far finire il pallone calciato da Bergessio sul legno superiore ci pensa uno strepitoso Buffon. Al 32’ Pirlo cerca il bis con una conclusione da 25 metri, ma Kosicky respinge in tuffo; al 42’, invece, Quagliarella arriva in precario equilibrio sull’assist aereo di Borriello e l’azione offensiva juventina sfuma. È l’ultima occasione del primo tempo, che si chiude con le squadre ferme sull’1-1.</p>
<p>La ripresa si apre senza cambi su entrambi i fronti. Al 4’ Pirlo tenta di bissare la prodezza su punizione del primo tempo, ma il pallone calciato dal regista della Juventus sorvola di poco la traversa di Kosicky; poco dopo Montella effettua due cambi inserendo Biagianti e Spolli al posto di Barrientos, autore del gol del provvisorio vantaggio catanese, e Lodi, mentre Conte sostituisce Padoin con Pepe. Al 19’ l’episodio che segnerà le sorti del secondo tempo: Motta, già ammonito, interviene da dietro su De Ceglie e riceve la seconda ammonizione, e dunque l’espulsione, da Brighi. Nonostante l’inferiorità numerica, il Catania sfiora il gol del 2-1 al 21’: Bergessio serve Almiron, che entra in area ma viene fermato da Buffon in uscita bassa; scampato il pericolo, Conte avverte la possibilità di portare a casa il risultato e inserisce Vucinic al posto di De Ceglie. Proprio il montenegrino manca di poco il bersaglio andando a colpire di testa su un calcio di punizione battuto da Pirlo. Il vantaggio juventino arriva comunque al 29’: un calcio di punizione battuto dalla destra da Pirlo si trasforma in un assist per la testa di Chiellini, che sfrutta i propri centimetri e la difettosa uscita di Kosicky e sigla il gol del vantaggio bianconero; trovato il vantaggio, Conte opta per una maggiore copertura e inserisce Lichtsteiner in luogo di Borriello. Sotto di un uomo e di un gol, il Catania getta la spugna e al 41’ un rinvio completamente errato di Kosicky si trasforma in un assist d’oro per Quagliarella, che ringrazia e mette a segno il suo secondo gol in campionato (il primo lo aveva segnato a dicembre contro il Novara); nella grande esultanza dei giocatori bianconeri c’è spazio anche per un “auto-infortunio”, dato che Pepe viene colpito da un compagno e riporta un piccolo taglio sullo zigomo. Non accade più nulla e la Juventus vince la partita per 3-1; il resto è storia notissima, visto che è storia che risale a meno di un anno fa.</p>
<p>La speranza è che domenica pomeriggio Conte e i suoi ragazzi possano bissare l’impresa di 13 mesi fa; possibilmente senza le polemiche arbitrali feroci che hanno funestato la gara d’andata.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>18 settembre 2001, Juventus-Celtic 3-2: decide Amoruso sul filo di lana</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 19:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa sera la Juventus affronterà il Celtic nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League. I bianconeri partono dal confortante 3-0 ottenuto in Scozia (reti di Matri, Marchisio e Vucinic), ma faranno bene a non prendere sotto gamba l’impegno: come ricordato da Antonio Conte e da un altro specialista di notti europee come Andrea]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Questa sera la Juventus affronterà il Celtic nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League. I bianconeri partono dal confortante 3-0 ottenuto in Scozia (reti di Matri, Marchisio e Vucinic), ma faranno bene a non prendere sotto gamba l’impegno: come ricordato da Antonio Conte e da un altro specialista di notti europee come Andrea Pirlo, il Celtic si presenterà allo Juventus Stadium non avendo niente da perdere e bisognerà evitare di incappare in brutte sorprese. Le statistiche (che, come diceva qualcuno, non sono mai espressioni di una scienza esatta) sono favorevoli ai bianconeri, che hanno vinto entrambi i confronti diretti contro i biancoverdi tra le mura amiche: in attesa di vedere se anche stasera questo trend sarà rispettato, andiamo a rivivere l’ultimo precedente a Torino.</p>
<p>È il 18 settembre 2001. La Juventus di Marcello Lippi (appena tornato sulla panchina bianconera dopo il biennio targato Ancelotti) debutta in Champions contro il Celtic: un debutto insolito, poiché gli attentati a New York della settimana precedente avevano fatto slittare la gara inaugurale dei bianconeri sul campo del Porto. La Juventus, priva di Nedved squalificato e di Tudor infortunato, si presenta in campo con <em>Buffon, Thuram, Montero, Iuliano, Zenoni, Tacchinardi, Davids, Pessotto, Del Piero, Salas, Trezeguet</em>; il Celtic, guidato dal mister scozzese Martin O’Neill, risponde con <em>Douglas, Balde, Valgaeren, Mjallby, Agathe, Lambert, Lennon, Petrov, Thompson, Larsson, Sutton</em>. Arbitro dell’incontro è il tedesco Krug.</p>
<p>Il primo tempo vede da un lato c’è una Juventus ancora lontana dalla miglior condizione (basti pensare che appena tre giorni prima i bianconeri hanno battuto per 3-2 il Chievo partendo da uno svantaggio di 0-2), dall’altro c’è un Celtic decisamente attendista ma ordinato. La prima occasione da gol è per i padroni di casa al 3’: Del Piero recupera palla, si libera di Lambert e conclude, ma il pallone esce di poco alla sinistra di Douglas; al 10’ è ancora il capitano bianconero a provarci su punizione, ma senza fortuna. Gli ospiti hanno un sussulto e si rendono pericolosi al 31’, quando un colpo di testa di Sutton costringe Buffon alla parata difficile; per il portiere è un intervento importante, che vanifica la papera commessa in campionato contro il Chievo. Pochi minuti dopo è Montero a sfiorare il gol sugli sviluppi di un calcio d’angolo: il difensore colpisce di testa approfittando dell’uscita errata di Douglas, ma a salvare la porta scozzese è l’intervento sulla linea di Balde. Al 43’ i bianconeri passano: grande azione sulla destra di Salas, che salta secco Valgaeren, arriva sul fondo e crossa per il tap-in facile facile di Trezeguet, che da due passi trafigge l’incolpevole Douglas; il secondo gol juventino in Europa di Trezeguet (il primo lo aveva segnato un anno prima contro il Panathinaikos) è l’ultima occasione del primo tempo, che si conclude con i bianconeri in vantaggio per 1-0.</p>
<p>La ripresa si apre senza cambi, ma i secondi 45 minuti riservano decisamente più emozioni rispetto ai primi. Al 4’ Salas lancia Trezeguet, ma il francese viene stoppato dall’uscita provvidenziale di Douglas. Il pareggio è rinviato di pochi minuti, visto che al 10’ i bianconeri vanno a segno: triangolo tra Del Piero e Salas e cross del capitano juventino per l’inzuccata vincente dello scatenato Trezeguet, che può così festeggiare la sua doppietta personale. Il Celtic prova a scuotersi, ma il colpo di testa di Sutton al 17’ è molto simile ad un passaggio a Buffon; poco dopo Lippi effettua il primo cambio inserendo Birindelli in luogo di Pessotto. Al 22’, tuttavia, gli scozzesi tornano in partita: la punizione di Petrov trova la deviazione decisiva proprio del nuovo entrato Birindelli, che mette fuori causa Buffon; non bastasse la ritrovata vena degli ospiti, al 29’ l’arbitro Krug espelle Davids per doppia ammonizione. Al 34’ Sutton riprende una respinta di Buffon, ma colpisce in pieno il proprio compagno di squadra Petrov, mentre al 40’ il direttore di gara punisce con il rigore un intervento dubbio di Birindelli sullo stesso Sutton: sul dischetto si presenta Larsson, che spiazza nettamente Buffon e riporta il punteggio in parità; incassato il punto del 2-2, Lippi (che in precedenza aveva richiamato in panchina Salas per inserire O’Neill) sostituisce Del Piero con Amoruso. La gara sembra ormai destinata a finire 2-2, quando al 44’ Valgaeren atterra Amoruso in area e l’arbitro concede il calcio di rigore ai bianconeri ed espelle per proteste l’allenatore scozzese O’Neill (che, a differenza del suo successore Lennon, ci risparmierà ricorsi all’UEFA…): sul dischetto si presenta Amoruso, che non sbaglia e sigla il gol del 3-2. Sudano freddo tutti i presenti al “Delle Alpi” in pieno recupero, quando Larsson aggancia un pallone vagante in area e lo gira verso la porta: a negare la doppietta all’attaccante svedese, tuttavia, ci pensa Gigi Buffon con un intervento provvidenziale; è l’ultimo brivido di una gara che i bianconeri vincono per 3-2. Quell’avventura europea, tuttavia, si concluderà amaramente per la Juventus: dopo aver superato brillantemente il primo girone (che, oltre al Celtic, comprendeva anche Porto e Rosenborg), la squadra di Lippi sarà eliminata al secondo girone finendo terza dietro Bayer Leverkusen (che poi arriverà in finale, dove sarà sconfitto per 2-1 dal Real Madrid di Zidane) e Deportivo La Coruna e davanti all’Arsenal.</p>
<p>La speranza è che questa sera “non ci sia due senza tre”: niente calcoli e in campo per vincere. La storia, d’altra parte, insegna che in Europa vendere la pelle dell’orso prima di averlo fatto fuori del tutto equivale a suicidarsi; e Antonio Conte e i suoi ragazzi, c’è da starne certi, non hanno nessuna intenzione di fare “harakiri”…</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>30 settembre 2000, Napoli-Juventus 1-2: ultimo successo bianconero al San Paolo</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 17:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa sera al San Paolo Napoli e Juventus si affronteranno in uno scontro al vertice che si preannuncia spettacolare: è indubbio che chi ha più da perdere in questo match sarà l’undici guidato da Walter Mazzarri, che in caso di sconfitta vedrebbe scappare i bianconeri a +9; Conte, tuttavia, non si fida e ha ripetutamente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" alt="Precedenti Storici2" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Questa sera al San Paolo Napoli e Juventus si affronteranno in uno scontro al vertice che si preannuncia spettacolare: è indubbio che chi ha più da perdere in questo match sarà l’undici guidato da Walter Mazzarri, che in caso di sconfitta vedrebbe scappare i bianconeri a +9; Conte, tuttavia, non si fida e ha ripetutamente ammonito i suoi, esortandoli a scendere in campo per vincere. Il mister fa bene a preoccuparsi, visto che in gioco non ci saranno solo mere questioni di classifica, ma soprattutto una rivalità che nell’ultimo anno e mezzo si è notevolmente accentuata, visti i confronti diretti in Coppa Italia e in Supercoppa e le relative polemiche: un giorno sì e l’altro pure, infatti, i tifosi partenopei lamentano di essere stati derubati durante l’ultima finale di Supercoppa giocata a Pechino lo scorso 11 agosto; peccato che si dimentichino sempre di aggiungere che loro quella partita avrebbero dovuto terminarla non in nove bensì in sette, visto il sistematico gioco duro messo in campo. Polemiche a parte, quello di Fuorigrotta è un campo difficilissimo, come dimostrano le statistiche: fatta eccezione per i cinque anni durante i quali il Napoli ha oscillato tra la Serie B e la Serie C1, dal 2006 ad oggi i confronti diretti al San Paolo hanno visto prevalere i partenopei per 4 volte, con le sole eccezioni di 2 pareggi (l’1-1 in Serie B del novembre 2006 e il pirotecnico 3-3 del novembre 2011); la Juventus non batte il Napoli nel suo stadio da ben 13 anni, sebbene la tradizione a Torino sia decisamente favorevole (basti pensare al 3-0 del 1 aprile scorso o al 2-0 della partita d’andata). E allora, nella speranza che questa tradizione negativa si interrompa, andiamo a rivivere proprio l’ultimo successo bianconero all’ombra del Vesuvio.</p>
<p>È il 30 settembre 2000. L’anticipo serale della prima giornata di campionato mette di fronte la Juventus di Ancelotti, desiderosa di rifarsi dopo la beffa di pochi mesi prima sotto il diluvio di Perugia, e il neo-promosso Napoli di Zdenek Zeman (toh, chi non muore si rivede…) in un San Paolo gremito come sempre. Il Napoli schiera <em>Coppola, Saber, Baldini, Fresi, Baccin, Vidigal, Matuzalem, Tedesco, Sesa, Stellone, Bellucci</em>; la Juventus, priva di numerosi titolari, risponde con <em>Van der Sar, Zanchi, Tudor, Ferrara, Bachini, Conte, Tacchinardi, Pessotto, Zidane, Del Piero, Inzaghi</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Collina di Viareggio (dopo aver diretto la Juventus nella contestata gara di Perugia, tocca ancora a lui dirigerla nel primo impegno del nuovo campionato).</p>
<p>Il Napoli, spinto dall’entusiasmo del pubblico di Fuorigrotta e favorito anche dalla cattiva condizione atletica e dalle numerose assenze che penalizzano gli avversari, parte decisamente meglio e al 6’ Van der Sar deve impegnarsi parecchio nel respingere in angolo un cross sbagliato e beffardo di Saber; nel tornare a terra, il portierone olandese riesce a strappare la rete della propria porta, rattoppata da un ausiliario con la stringa della propria scarpa. La Juventus prova a reagire con una debole conclusione di Zidane, ma al 27’ è ancora Van der Sar a salvare i bianconeri (espressione che a molti potrebbe apparire strana, visto cosa combinerà il numero uno olandese nel corso della stagione…) respingendo di piede una conclusione di controbalzo di Sesa. Alla mezz’ora la squadra di Ancelotti si rende pericolosa sugli sviluppi di un calcio di punizione: sulla parabola disegnata da Zidane è Bachini ad impattare di testa, ma la palla colpita dal numero 14 bianconero si stampa sul palo a Coppola battuto. Al 40’ i partenopei passano in vantaggio: clamoroso errore di Ferrara in fase di disimpegno che favorisce Sesa, che arriva sul fondo e mette al centro, dove Stellone in scivolata ruba il tempo a Zanchi e infila in rete da due passi; il gol del Napoli getta i bianconeri nel panico, tanto che al 45’ è Tudor con il corpo a salvare la propria porta da sicura capitolazione sulla conclusione ravvicinata di Vidigal. Si va così al riposo con il Napoli meritatamente in vantaggio per 1-0.</p>
<p>La ripresa si apre senza cambi, ma con una Juventus che sfodera la grinta smarrita nel primo tempo: al 4’ è Inzaghi a centrare la traversa a Coppola battuto, mentre poco dopo Del Piero conclude debolmente da buona posizione. Al 10’ il Napoli getta letteralmente alle ortiche il gol che chiuderebbe definitivamente i giochi: Matuzalem ruba un buon pallone a centrocampo e lo serve a Stellone, il cui destro in corsa sibila di poco alla destra di Van der Sar. Al 13’ Del Piero e Inzaghi confezionano la più ghiotta delle occasioni, ma Superpippo sciupa come peggio non si potrebbe lo splendido assist di Alex, mentre al 20’ ci vuole un miracolo di Coppola per neutralizzare ancora Inzaghi, liberatosi alla grande di uno stralunato Fresi. A questo punto Ancelotti decide di cambiare inserendo Birindelli e Kovacevic in luogo di Zanchi e Conte (Zeman, nel frattempo, aveva già sostituito Tedesco con Magoni). Al 23’ arriva il pareggio bianconero, grazie al neo-entrato Kovacevic: Zidane si libera sulla sinistra e crossa al centro per l’indisturbato ariete serbo, che di testa batte l’incolpevole Coppola. Trovato il gol del pari, la Juventus inizia a caricare a testa bassa alla ricerca del punto del sorpasso: lo sfiora Zidane al 27’, quando calcia alto da ottima posizione, lo trova Del Piero alla mezz’ora, grazie ad un destro a giro che si infila nell’angolino basso alla sinistra di Coppola. Nel momento più importante la Juventus riesce a risollevarsi grazie al suo campione, che cancella con un lampo di genio una prestazione sin lì inguardabile; il Napoli, invece, assiste inebetito al sorpasso degli avversari ma è troppo stanco per poter raddrizzare la situazione. Non accade più nulla e la Juventus vince la partita per 2-1; una Juventus che a fine stagione, tuttavia, dovrà accontentarsi del secondo posto alle spalle della Roma di Capello (anche se quella norma sugli extra-comunitari cambiata a tre giorni dallo scontro diretto…) e che nell’estate successiva saluterà Ancelotti per far posto al rientrante Lippi, con i risultati che tutti ricordiamo bene.</p>
<p>La speranza è che tra poche ore gli uomini di Conte (che, come detto, la partita appena raccontata l’ha vissuta direttamente dal campo) scendano in campo senza timori reverenziali nei confronti del Napoli e del suo caldissimo pubblico per interrompere un digiuno di 13 anni diventato decisamente troppo lungo.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>21 dicembre 2005, Juventus-Siena 2-0: ci pensano Cannavaro e Trezeguet</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 18:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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<p>Domenica pomeriggio la Juventus affronterà il Siena, ultimo impegno prima del big match del 1 marzo al San Paolo contro il Napoli di Mazzarri: uno scontro diretto nel quale saranno in palio tre punti pesanti in chiave scudetto. L&#8217;impegno contro i toscani, tuttavia, non è da sottovalutare per diverse ragioni: il buon momento di forma che il Siena sta attraversando (la squadra di Iachini è riuscita ad annichilire con prestazioni maiuscole due squadre nettamente superiori come Inter e Lazio) e le difficoltà che la Juventus ha incontrato nella gara d&#8217;andata, quando fu necessario un guizzo di Marchisio nel finale per espugnare il &#8220;Franchi&#8221;. Per Antonio Conte, poi, questa sfida ha un vago sapore di amarcord: a Siena il mister iniziò la propria carriera da vice di De Canio nel 2005 e sempre a Siena il mister ha vissuto una stagione indimenticabile nel 2010-11, nel bene (promozione in Serie A dopo un campionato dominato, presagio di cosa sarebbe accaduto a Torino nella stagione successiva) e nel male (la squalifica che il mister ha dovuto scontare ad inizio stagione era dovuta, infatti, a vicende accadute quando era proprio sulla panchina dei toscani); a tal proposito, andiamo a ripercorrere cosa accadde quando Conte sedeva sulla panchina senese in qualità di allenatore in seconda.</p>
<p>E&#8217; il 21 dicembre 2005. A Torino la lanciata Juventus di Fabio Capello è attesa, nell&#8217;ultimo match dell&#8217;anno solare, dalla sfida contro il Siena, autentica colonia di ex juventini: oltre al già citato Conte, infatti, ci sono i calciatori Mirante, Legrottaglie, Tudor, Gastaldello, Molinaro, Paro e Volpato. La Juventus si presenta con <em>Abbiati, Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Chiellini, Camoranesi, Emerson, Vieira, Mutu, Ibrahimovic, Trezeguet</em>; il Siena risponde con <em>Mirante, Portanova, Gastaldello, Legrottaglie, Tudor, Molinaro, Foglio, Paro, Alberto, Locatelli, Bogdani</em>. Arbitro dell&#8217;incontro è il signor De Santis di Roma.</p>
<p>A dispetto dei pronostici, la prima occasione da gol è del Siena: al 2&#8242; Locatelli lancia splendidamente Bogdani, ma il centravanti albanese sbaglia l&#8217;aggancio e favorisce il recupero della retroguardia juventina. Con un cinismo a tratti sorprendente, la Juventus sblocca il risultato al 12&#8242;: sul corner di Camoranesi è imperioso lo stacco di Fabio Cannavaro, che svetta su tutti e batte l&#8217;incolpevole Mirante; per il difensore napoletano si tratta del primo gol in campionato. Passata in vantaggio, la squadra di Capello prende in mano il pallino del gioco e sfiora per due volte il raddoppio con Ibrahimovic: al 15&#8242; lo svedese calcia su Mirante dopo un lancio perfetto di Mutu, mentre al 22&#8242; colpisce malissimo di sinistro su invito di Camoranesi. Il Siena prova a contenere, ma al 33&#8242; i toscani sfiorano il pareggio con Tudor, che però manca l&#8217;impatto con il pallone al momento decisivo. Non accade nient&#8217;altro di rilevante e il primo tempo si chiude con la Juventus in vantaggio per 1-0 e in controllo totale del match.</p>
<p>La ripresa si apre senza cambi, ma anche stavolta è il Siena ad avere la prima occasione da rete, ma Bogdani indugia troppo prima di calciare e viene fermato da Chiellini prima e da Thuram poi. Come nel primo tempo, anche stavolta i bianconeri padroni di casa colpiscono al primo tentativo: è il 9&#8242; quando Camoranesi lancia in campo aperto Trezeguet, che approfitta dell&#8217;uscita avventata di Mirante e deposita nella porta sguarnita. A questo punto la gara termina qui e gli unici spunti di cronaca dei rimanenti minuti sono i cambi (Capello inserisce Del Piero e Zalayeta per Trezeguet e Ibrahimovic, mentre De Canio sostituisce Gastaldello, Legrottaglie e Foglio con Chiesa, Colonnese e Mignani), una traversa colpita da Chiesa su punizione e una parata di Abbiati su colpo di testa di Alberto. Finisce, dunque, con il netto successo juventino per 2-0; un successo indiscutibile, che sarà bissato anche nella gara di ritorno (3-0 con gol di Vieira, Mutu e Trezeguet nei primi dieci minuti di gioco) che sarà il preambolo alla bufera di Calciopoli che scoppierà di lì a poco. Storia nota, su cui non è il caso di tornare&#8230;</p>
<p>Quello che tutti i tifosi juventini si augurano è che domenica la squadra di Conte ottenga il massimo risultato per presentarsi nel migliore dei modi alla supersfida di venerdì prossimo a Napoli. Magari evitando anche ammonizioni stupide, dato l&#8217;elevato numero di calciatori juventini in diffida.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo </strong></em><strong></strong>(<em>@VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>19 novembre 2005, Roma-Juventus 1-4: Nedved, Ibra e Trezeguet firmano il poker bianconero</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2013 17:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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<p>Archiviata la Champions League con la splendida impresa di Glasgow, la Juventus si rituffa in campionato andando a far visita a casa di una Roma in piena crisi dopo l’esonero del “maestro” Zeman (che era stato accolto a furor di popolo dai tifosi giallorossi appena sei mesi fa), l’avvicendamento in panchina con Andreazzoli e la rovinosa sconfitta per 3-1 di domenica scorsa contro la Sampdoria. La crisi dei giallorossi, tuttavia, non deve trarre in inganno: non da oggi, infatti, uno degli obiettivi stagionali dichiarati della Roma è quello di battere l’odiata Juventus; inoltre ai tifosi giallorossi brucia ancora il pesante 4-1 che la Juventus ha inflitto proprio alla Roma guidata da Zeman nella gara d’andata disputata lo scorso 29 settembre allo Juventus Stadium; da ultimo, ma non per importanza, c’è la statistica che vede la Juventus imbattuta all’Olimpico da nove anni, da quel 4-0 che Francesco Totti sottolineò con un gesto che ancora oggi rappresenta un invidiabile monumento allo stile e al garbo. Eppure, un anno e mezzo dopo quel gesto, il capitano giallorosso un poker lo incassò proprio dagli avversari cui lo aveva rinfacciato nel 2004; andiamo a ripercorrere quella partita.</p>
<p>È il 19 novembre 2005. La Juventus di Capello, dominatrice assoluta del campionato, fa visita ad una Roma che Luciano Spalletti sta rimettendo a posto dopo un avvio di campionato estremamente difficile; per il tecnico bianconero si tratta del secondo ritorno all’Olimpico da avversario dopo quello di sei mesi prima (il famoso Roma-Juventus 1-2, caratterizzato dal gol in fuorigioco di Cannavaro, dal gol regolare annullato ad Ibrahimovic, dalla caccia all’uomo scatenata dai calciatori giallorossi e dal pugno rifilato da Cufrè a Del Piero in pieno volto). La Roma, che nel riscaldamento perde Mancini per un infortunio, si schiera con <em>Doni, Panucci, Mexes, Kuffour, Cufrè, Taddei, De Rossi, Dacourt, Perrotta, Totti, Montella</em>; la Juventus risponde con <em>Abbiati, Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Chiellini, Camoranesi, Emerson, Vieira, Nedved, Ibrahimovic, Trezeguet</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Paparesta di Bari.</p>
<p>La prima conclusione degna di nota è bianconera e porta la firma di Zlatan Ibrahimovic: Emerson ruba palla all’ex compagno di reparto Dacourt e serve lo svedese, il cui sinistro da fuori sorvola la traversa della porta difesa da Doni; proteste giallorosse al 7’, quando Montella va giù in area bianconera ma Paparesta non ritiene ci siano gli estremi per la concessione di un calcio di rigore. Poco dopo l’attuale allenatore della Fiorentina semina tre avversari, entra in area di rigore e calcia da posizione defilata, senza però creare problemi particolari a Christian Abbiati; al 12’ è ancora Montella a provarci su assist di Totti, ma il portiere bianconero blocca senza difficoltà. Al 13’ Emerson recapita un pallone con il contagiri a Trezeguet, che calcia da posizione defilata e costringe Doni alla respinta in calcio d’angolo con i piedi; ha il suo bel da fare anche Abbiati, che al 14’ deve distendersi in angolo per respingere una conclusione velenosa di Taddei. L’attuale portiere del Milan (giunto alla Juve in quella stagione per sostituire Buffon, infortunatosi proprio contro i rossoneri durante il Trofeo Berlusconi) sbaglia l’uscita poco dopo, quando deve anticipare il colpo di testa di De Rossi, ma per fortuna il centrocampista giallorossa manca di poco il bersaglio. Al 22’ i giallorossi si rendono pericolosi in contropiede: Thuram perde banalmente palla sulla tre-quarti e Montella ne approfitta, ma anziché calciare verso la porta di Abbiati il numero 9 giallorosso preferisce l’assist per Totti, favorendo così l’intervento in scivolata di Cannavaro; il portiere bianconero è bravissimo alla mezz’ora, quando sceglie il tempo giusto per l’uscita su Montella, lanciato ottimamente a rete da Taddei. Al 44’ la Juventus passa in vantaggio: Zambrotta ruba palla a Taddei e la serve a Camoranesi, il quale crossa sul secondo palo dove Nedved brucia sullo stacco Panucci e batte l’incolpevole Doni; per il centrocampista della Repubblica Ceca si tratta del secondo gol stagionale dopo quello segnato in Champions League contro il Bruges. Il primo tempo, che sembrava avviato verso lo 0-0, si chiude così con la Juventus in vantaggio per 1-0.</p>
<p>La ripresa si apre senza cambi, ma con una Juventus rinfrancata dal gol segnato in chiusura di primo tempo. Al 4’ Nedved supera di slancio Panucci e conclude facendosi respingere la conclusione da Doni e al 7’ i bianconeri raddoppiano: Emerson lancia Ibrahimovic, che si libera di Kuffour con uno splendido colpo di tacco e batte Doni in uscita con un delizioso esterno destro; per lo svedese si tratta del terzo gol in campionato dopo quelli realizzati contro Lecce e Livorno. La Juventus è ormai padrona assoluta del campo e poco dopo arriva il tris: Zambrotta approfitta delle praterie aperte sulla sua fascia e crossa in area per Trezeguet, che schiaccia di testa e batte Doni. A questo punto Spalletti tenta il tutto per tutto inserendo Nonda in luogo di De Rossi, ma al 16’ la squadra di Capello cala il poker: Nedved apre per Ibrahimovic che mette al centro, dove arriva come un falco Trezeguet, che realizza il 4-0 e sigla la propria doppietta; il centravanti franco-argentino può così portarsi a quota 9 gol realizzati. Al 20’ un contatto inesistente tra Thuram e Montella in area bianconera viene punito da Paparesta con il calcio di rigore e con l’espulsione per il difensore francese: sul dischetto si presenta Totti, che spiazza Abbiati e realizza il gol della bandiera per la Roma, che ormai non può fare molto altro per risollevare le proprie sorti. Sotto di un uomo, Capello inserisce Kovac in luogo di Trezeguet e la Juventus bada a contenere le rare sortite di una Roma ormai rassegnata alla sconfitta; le ultime due emozioni del match sono rappresentate da un diagonale di Totti che esce di poco e dall’ingresso di Alex Del Piero in luogo di Ibrahimovic, autore di un gol da cineteca. Non accade più nulla e la gara finisce con il successo bianconero per 4-1; il resto è storia nota, con la Juventus che si laureerà Campione d’Italia con ben 91 punti prima di essere travolta dallo scandalo di Calciopoli (o Farsopoli, ognuno usi il termine che preferisce…).</p>
<p>La speranza di tutti è che domani la Juventus possa far persistere la tradizione favorevole di cui si parlava in apertura di articolo. A tal proposito, chi scrive sottopone a tutti un dato statistico: nel post-Calciopoli la Juventus all’Olimpico ha giocato contro la Roma 5 volte, l’ha battuta 3 e ha pareggiato 2; cari amici (?!) giallorossi, proprio sicuri che tra le tante nefandezze di cui è stato accusato Moggi ci siano anche le vostre ripetute figuracce contro la Vecchia Signora?</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>5 dicembre 2012, prima fase di Champions League, Shakhtar Donetsk-Juventus 0-1: dove eravamo rimasti&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 12:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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<p>Stasera a Glasgow la <strong>Juventus</strong> affronterà il <strong>Celtic</strong> nella gara d&#8217;andata degli ottavi di finale di <strong>Champions League</strong>. Sarà una gara insidiosa (il Celtic in casa è temibile e al &#8220;Celtic Park&#8221; ci ha perso persino il Barcellona durante la fase a gironi&#8230;) e che rappresenterà il debutto ufficiale in Europa di Antonio <strong>Conte</strong> in panchina: il tecnico, infatti, aveva dovuto assistere dalla tribuna alle partite disputate dai suoi ragazzi durante la prima fase; ci hanno pensato Massimo<strong> Carrera</strong> prima e Angelo <strong>Alessio</strong> poi a traghettare la squadra bianconera verso il primo posto nel girone. Poiché la massima competizione europea per club ha osservato una sosta di due mesi, è bene ricordare da dove si arriva: andiamo, dunque, a rivivere la gara che ha sancito la qualificazione della Juventus a questi ottavi di finale.</p>
<p>E&#8217; il 5 dicembre 2012. Alla &#8220;<em>Donbass Arena</em>&#8221; di Donetsk si affrontano <strong>Shakhtar</strong> e <strong>Juventus</strong> in una gara dall&#8217;esito apparentemente scontato: un pareggio, infatti, consentirebbe ad entrambe di qualificarsi per gli ottavi, costringendo i Campioni d&#8217;Europa in carica alla &#8220;retrocessione&#8221; in Europa League; una vittoria bianconera consentirebbe alla squadra di Conte di qualificarsi da prima del girone proprio davanti agli ucraini, mentre una vittoria degli ucraini potrebbe costare alla Juventus l&#8217;eliminazione in caso di vittoria (quasi scontata) del Chelsea contro il Nordsjaelland. Lo Shakhtar (che a Torino aveva creato non pochi grattacapi alla Juventus) si schiera con <em>Pyatov, Srna, Kucher, Rakitskiy, Rat, Stepanenko, Fernandinho, Alex Texeira, Mkhitariyan, Willian, Eduardo</em>; la Juventus risponde con <em>Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah, Giovinco, Vucinic</em>. Arbitro dell&#8217;incontro è lo svedese Eriksson.</p>
<p>La partenza dei padroni di casa è veemente e dopo appena 8 minuti c&#8217;è già il primo cartellino giallo estratto dal signor Eriksson ai danni di <strong>Vidal</strong>, reo di aver trattenuto il temibile numero 10 ucraino Willian; pochi minuti dopo, invece, è necessaria tutta l&#8217;esperienza e la grinta di Chiellini per fermare in calcio d&#8217;angolo lo scatenato Mkhitariyan (che poche settimane prima aveva segnato con la maglia dell&#8217;Armenia contro l&#8217;Italia). La Juventus, attendista in questa prima fase, nella seconda parte del primo tempo inizia a mettere la testa fuori dalla propria area di rigore e al 23&#8242; reclama invano un rigore per un fallo di mano piuttosto plateale di Fernandinho sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Pirlo. I bianconeri sfiorano il gol del vantaggio al 29&#8242;: Vucinic ruba un buon pallone sulla tre-quarti ucraina e lo recapita a Giovinco, che entra in area e calcia di pochissimo a lato; al 39&#8242; è lo stesso Vucinic ad avere una ghiotta occasione, ma sul lancio di Vidal il montenegrino viene anticipato in uscita bassa da Pyatov. Non accade nient&#8217;altro di rilevante e il primo tempo si chiude sullo 0-0: stante questa situazione, lo Shakhtar è qualificato agli ottavi come primo del girone, la Juventus come seconda.</p>
<p>La ripresa si apre con un cambio nelle file dei padroni di casa: rimane negli spogliatoi Eduardo, sostituito da Devic. Al 4&#8242; lo Shakhtar va vicinissimo al gol del vantaggio: la punizione di Rakitskiy viene respinta da Buffon, ma sulla ribattuta Alex Texeira calcia alto da posizione favorevole; la Juventus risponde al 7&#8242; con una conclusione di Pirlo che sfiora il palo alla sinistra di Pyatov. La gara si è ormai infiammata e all&#8217;11&#8242; i bianconeri trovano il gol del vantaggio: Vucinic serve sulla destra Lichtsteiner (in posizione sospetta) sul cui cross Kucher devia nella propria porta nel tentativo di anticipare l&#8217;accorrente Giovinco; è il gol che, a prescindere dal risultato di Londra tra Chelsea e Nordsjaelland, qualificherebbe la Juventus come prima del girone. A questo punto lo Shakhtar effettua il suo secondo cambio con l&#8217;ingresso di Ilsinho in luogo di Alex Texeira (colui che a Torino aveva segnato il gol del provvisorio 1-0, prima del pareggio juventino firmato da Bonucci), e al 22&#8242; è proprio il nuovo entrato a centrare il palo su assist di Rat dalla sinistra. Pericolosa anche la Juventus al 24&#8242; quando Vidal lancia in profondità Vucinic, che salta Pyatov ma perde l&#8217;attimo per calciare e l&#8217;azione sfuma. A questo punto gli ucraini iniziano a palesare una certa stanchezza, mentre la Juventus (nella quale, nel frattempo, Matri e Giaccherini subentrano a Vucinic e Giovinco) ha gioco facile nel gestire il vantaggio. Finisce dunque 1-0 per i bianconeri, che possono così staccare il tagliando per gli ottavi di finale da primi del girone; lo Shakhtar finisce secondo, mentre il Chelsea (largamente vittorioso sul Nordsjaelland) finisce in Europa League.</p>
<p>Stasera, per la prima volta dopo sette anni, la Juventus torna ad assaporare gli ottavi di Champions con la consapevolezza di avere i mezzi per essere protagonista anche in Europa; l&#8217;ultima volta era stata nel 2006, quando la Juventus di Capello aveva eliminato (non senza fatica) il Werder Brema. So già che qualcuno obietterà dicendo che nel 2009 la Juventus targata Ranieri si era qualificata agli ottavi di finale, dove poi fu eliminata dal Chelsea; è vero, ma paragonare quella Juventus a quella di oggi (o, peggio ancora, a quella del 2006) è da ritenersi un&#8217;eresia bella e buona. Questa sera vogliamo vedere lo spirito che questa squadra ha ampiamente dimostrato di aver riscoperto, quello spirito che porta a lottare per vincere, sempre e comunque. Magari anche con un pensierino rivolto alla finale di Wembley: d&#8217;altra parte, come disse qualcuno tempo fa, &#8220;non succede, ma se succede&#8230;&#8221;.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo </strong></em><strong></strong>(<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>24 gennaio 2009, Juventus-Fiorentina 1-0: il primo gol bianconero di Claudio Marchisio</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 18:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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<p>Domani pomeriggio Juventus e Fiorentina si affronteranno allo Juventus Stadium in una partita dai mille significati: una rivalità più che trentennale (l’astio tra bianconeri e viola, infatti, nasce nel 1982), acuita dalle recenti vicende estive di mercato e spesso trascesa oltre il dovuto (leggere alla voce “cori, magliette e striscioni sull’Heysel”). Rimanendo al campo, tuttavia, i bianconeri devono assolutamente vincere contro l’undici di Montella (che all’andata è riuscito nella non facile impresa di disinnescare il gioco degli uomini di Antonio Conte) per iniziare nel migliore dei modi il trittico infernale di partite che poi li vedrà impegnati contro il Celtic nell’andata degli ottavi di finale di Champions League e poi all’Olimpico contro la Roma. A queste difficoltà se ne aggiunge una di natura puramente statistica: sono quattro anni, infatti, che la Juventus non batte la Fiorentina sul proprio terreno di gioco; e allora, nella speranza che questa “astinenza” si interrompa, andiamo a rivivere l’ultimo precedente vittorioso dei bianconeri contro i viola a Torino.</p>
<p>È il 24 gennaio 2009, giorno del sesto anniversario della scomparsa dell’Avvocato Agnelli. La Juventus di Ranieri affronta nell’anticipo serale la Fiorentina di Prandelli: i bianconeri devono vincere per ridurre (almeno momentaneamente) lo svantaggio nei confronti dell’Inter capolista, mentre i viola sono alla ricerca di punti utili per la qualificazione in Champions League; entrambe, dunque, hanno un disperato bisogno dei tre punti in palio allo Stadio Olimpico. La Juventus si schiera con <em>Buffon, Grygera, Legrottaglie, Mellberg, De Ceglie, Marchionni, C. Zanetti, Marchisio, Nedved, Del Piero, Amauri</em>; la Fiorentina risponde con <em>Frey, Comotto, Gamberini, Kroldrup, Pasqual, Felipe Melo, Montolivo, Santana, Jovetic, Vargas, Gilardino</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Saccani di Mantova.</p>
<p>La Juventus parte con il piede giusto e al 10’ sfiora il vantaggio: palla di Zanetti per Marchionni, che di prima intenzione serve Del Piero, ma l’esterno sinistro del capitano bianconero sorvola di poco la traversa della porta difesa da Frey; proteste viola poco dopo, quando Mellberg aggancia fallosamente Jovetic, ma per Saccani l’intervento del difensore svedese è regolare e il gioco prosegue (peccato che ad originare l’azione ci fosse un fallo piuttosto netto su Cristiano Zanetti a centrocampo, ma ovviamente pochi lo noteranno e nessuno ne parlerà…). Al 20’ i bianconeri passano in vantaggio: Del Piero riceve sulla destra da Marchionni e smarca con un tocco delizioso Marchisio, che a tu per tu con Frey non sbaglia e sigla il gol dell’1-0; per il “principino”, appena rientrato in bianconero dopo il prestito ad Empoli, si tratta del primo gol in bianconero (e, alla luce dei gol realizzati negli anni successivi, questo sarà il primo di una lunga serie). La Fiorentina ha una ghiotta opportunità per pareggiare pochi minuti dopo: lancio in profondità per Gilardino, che scatta sul filo del fuorigioco ma viene fermato in maniera perfetta dal rientrante Buffon (il portiere, infatti, è reduce da uno stop di ben 110 giorni per i problemi alla coscia patiti ad ottobre nella gara contro il Cagliari). Ancora proteste viola al 32’: cross di Pasqual da sinistra e colpo di testa di Santana con palla che si stampa sulla traversa, ma sul prosieguo dell’azione la sfera arriva a Montolivo che calcia, Buffon respinge male e sulla respinta si avventa Gilardino; peccato che l’arbitro Saccani annulli il gol del centravanti viola per un fuorigioco che si rivelerà inesistente. Al 35’ Nedved cerca il 2-0 su punizione, ma la sfera termina non lontana dalla porta di Frey; lo stesso portiere francese salva i suoi in chiusura di primo tempo, quando risponde per due volte da campione a Marchionni, lanciato in campo aperto da un lancio perfetto di Del Piero. L’ultima occasione del primo tempo è di marca viola: calcio di punizione tagliato di Jovetic e colpo di testa di Gamberini che termina di poco a lato tra le proteste dell’altro centrale fiorentino Kroldrup, disturbato proprio dall’intervento del compagno di reparto. Il primo tempo si chiude con la Juventus in vantaggio per 1-0, ma con la Fiorentina che protesta per le decisioni arbitrali e che è tenuta ancora in partita dalle parate del suo portiere.</p>
<p>La ripresa si apre senza cambi e la prima occasione da gol è ancora della squadra di Prandelli all’11’: apertura di Felipe Melo (e quante aperture sbaglierà nei due anni successivi, quando vestirà la casacca bianconera…) per Pasqual, il quale entra in area da sinistra e calcia, ma Buffon respinge la conclusione; al 15’ una carambola tra Grygera e Gilardino su cross di Zauri per poco non beffa il portiere della Juventus. Poco dopo è Frey a rispondere da campione sul destro in corsa di Grygera, servito alla perfezione da Marchionni, mentre al 25’ Del Piero calcia alto su assist dello stesso numero 32 bianconero. Grande occasione viola alla mezz’ora, quando Jovetic crossa basso da sinistra per Gilardino, sul cui tap-in è strepitosa la parata di piede di Buffon; poco dopo i due allenatori cambiano alcuni uomini con gli ingressi di Giovinco per Del Piero nella Juventus e di Bonazzoli per Santana nella Fiorentina. Al 37’ è proprio il nuovo entrato Giovinco ad avere una buona occasione per il 2-0: lanciato da Marchisio, il piccolo attaccante bianconero entra in area da sinistra, ma viene fermato in uscita bassa da Frey. L’ultima occasione del match è ancora per gli ospiti, ma sulla conclusione dal limite di Jovetic è bravissimo Buffon nella respinta. Non accade più nulla e la Juventus vince il match per 1-0 e riduce le distanze dall’Inter, distanze che 24 ore dopo saranno ripristinate a causa del successo dei nerazzurri contro la Sampdoria di Mazzarri. Il finale di questa stagione è noto: i bianconeri terranno testa all’Inter fino a marzo, poi arriverà la crisi di risultati che porterà all’esonero di Claudio Ranieri a due giornate dalla fine, con tutte le conseguenze disastrose che conosciamo bene.</p>
<p>Quello che si augurano i tifosi juventini, ovviamente, è che domani la squadra di Conte faccia risultato pieno contro i viola, in maniera tale da arrivare nel migliore dei modi all’appuntamento di Glasgow contro il Celtic.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>14 settembre 2003, Chievo-Juventus 1-2: D&#8217;Anna lancia il Chievo, Legrottaglie e Trezeguet lo riprendono</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 17:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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<p>Archiviata la delusione per l’eliminazione in semifinale di Coppa Italia contro la Lazio, la Juventus si rituffa nel campionato e domenica affronterà il Chievo. Partita insidiosa per i bianconeri, che al “Bentegodi” non vincono dal novembre 2008 (2-0 firmato da Del Piero e Iaquinta) e che all’andata si erano facilmente imposti per 2-0 grazie ad una doppietta di Quagliarella. In attesa di vedere cosa accadrà dopodomani, andiamo a rivivere un felice precedente vecchio di nove anni e mezzo.</p>
<p>È il 14 settembre 2003. Al “Bentegodi” la Juventus di Lippi affronta il Chievo di Gigi Delneri nel posticipo della seconda giornata: i bianconeri sono reduci dal roboante 5-1 inflitto all’Empoli la settimana prima, mentre i veronesi sono reduci dal pareggio per 1-1 sul campo del Brescia. Il Chievo si presenta con Marchegiani, Moro, Sala, D’Anna, Lanna, Santana, Perrotta Morrone, Sculli, Cossato, Amauri; la Juventus risponde con Buffon, Thuram, Legrottaglie, Montero, Zambrotta, Camoranesi, Appiah, Tacchinardi, Nedved, Del Piero, Trezeguet. Arbitro dell’incontro è il signor Trefoloni di Siena.</p>
<p>Il Chievo parte bene e al 4’ sfiora il vantaggio con Amauri, ma il colpo di testa del centravanti brasiliano sul corner di Santana finisce a lato di poco; al 10’ ci prova senza esito lo stesso Santana, che sbaglia tutto sul cross da sinistra di Sculli. Al 20’ l’arbitro Trefoloni punisce con il rigore una trattenuta di Camoranesi ai danni di Sculli: sul dischetto si presenta D’Anna, che batte Buffon e porta il Chievo in vantaggio. I padroni di casa non hanno nemmeno il tempo di festeggiare che la Juventus pareggia: al 25’ la punizione di Camoranesi trova la testa bionda di Nicola Legrottaglie, che non dà scampo a Marchegiani e sigla il gol del pareggio; per il difensore pugliese, che i bianconeri hanno appena prelevato dal Chievo, si tratta del primo gol con la casacca juventina. Al 31’ ci prova Nedved su assist di Del Piero, ma la conclusione dal limite del ceco termina alta senza creare problemi a Marchegiani. Non accade più nulla e il primo tempo si chiude con le squadre ferme sull’1-1.</p>
<p>Non ci sono cambi nella ripresa, ma al 3’ la Juventus trova il punto del sorpasso: cross di Zambrotta per Trezeguet, che controlla di petto e batte Marchegiani da distanza ravvicinata; per il francese si tratta del terzo gol consecutivo in campionato dopo la doppietta siglata contro l’Empoli (ci fosse ancora un giocatore così nella Juventus di oggi…). Sotto di un gol, la squadra di Delneri cambia assetto tattico e uomini con l’ingresso di Zanchetta e Pinilla in luogo di Sculli e Amauri; è ancora la Juventus, tuttavia, a sfiorare il gol con Nedved, ma la conclusione del ceco su torre di Trezeguet si infrange sul palo alla sinistra di Marchegiani. Mancato il 3-1, i bianconeri rischiano seriamente di subire il 2-2 nel finale: Pinilla supera in velocità Montero, entra in area e conclude, ma la risposta di Gigi Buffon è da campione e il vantaggio bianconero resiste; negli ultimi minuti i due allenatori esauriscono i cambi con gli inserimenti di Di Vaio, Davids, Pellissier e Birindelli in luogo, rispettivamente, di Trezeguet, Camoranesi, Morrone e Del Piero. Ma non accade più nulla e il signor Trefoloni chiude le ostilità: vince la Juventus per 2-1.</p>
<p>L’auspicio di tutti noi è che i bianconeri replichino quella vittoria domenica: sarebbe il modo migliore per lasciarsi alle spalle le delusioni e le polemiche seguite alle gare contro Genoa e Lazio, nonché per ribadire la leadership bianconera sul campionato e tenere a debita distanza il Napoli di Mazzarri.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>5 febbraio 2006, Juventus-Udinese 1-0: decide Del Piero</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 17:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Domani sera la Juventus affronterà l&#8217;Udinese nella speranza di centrare la prima vittoria in campionato del nuovo anno, visto che i bianconeri hanno raccolto un solo punto dalle partite contro Sampdoria e Parma. In attesa di vedere come i bianconeri torinesi si comporteranno contro i bianconeri friulani, andiamo a rivivere un precedente risalente a qualche anno fa.</p>
<p>E&#8217; il 5 febbraio 2006. La Juventus di Capello, saldamente al comando della classifica davanti al Milan di Ancelotti e all&#8217;Inter di Mancini (che arriverà terza e che però, grazie alle magie di &#8220;mago Silvan&#8221; Guido Rossi, a fine stagione riuscirà a cucirsi comunque lo scudetto sulla maglietta), ospita al &#8220;Delle Alpi&#8221; l&#8217;Udinese di Cosmi; la squadra friulana, dal canto suo, ha bisogno di punti per salvarsi. La capolista si presenta in campo con <em>Buffon, Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Balzaretti, Mutu, Emerson, Camoranesi, Nedved, Ibrahimovic, Trezeguet; </em>i friulani rispondono con <em>De Sanctis, Bertotto, Zapata, Felipe, Pieri, Zenoni, Vidigal, Muntari, Candela, Di Natale, Iaquinta. </em>Arbitro dell&#8217;incontro è il signor Dattilo di Locri.</p>
<p>La gara resta equilibrata per una buona mezz&#8217;ora, ma al 33&#8242; la Juventus va vicinissima al vantaggio: lancio di Emerson per Trezeguet, che supera in velocità Zapata, ma l&#8217;uscita di De Sanctis è perfetta e l&#8217;azione bianconera sfuma. Al 36&#8242; Muntari, già ammonito per una trattenuta ai danni di Camoranesi, entra a piedi uniti e Dattilo lo punisce con il secondo giallo e quindi con il rosso: scomposta la reazione del ghanese, che prima di uscire dal campo si toglie la maglietta e la getta addosso al fischietto calabrese (in occasione del gol non assegnatogli da Tagliavento in Milan-Juventus la reazione sarà più composta, ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;). Ancora Juventus pericolosa al 38&#8242;: la punizione di Camoranesi trova puntuale la testa di Ibrahimovic, ma tra lo svedese e il gol dell&#8217;1-0 ci si mette la traversa che salva De Sanctis; lo stesso portiere friulano deve superarsi al 42&#8242; sulla conclusione da 25 metri di Nedved. La conclusione del ceco è l&#8217;ultima occasione degna di nota del primo tempo, che si conclude con le squadre ferme sullo 0-0.</p>
<p>La ripresa si apre con l&#8217;Udinese che prova a spaventare Buffon, ma la conclusione di Vidigal al 4&#8242; è ben poca cosa. La prima occasione juventina del secondo tempo è un quasi autogol di Felipe al 10&#8242;: cross di Nedved e il brasiliano, nel tentativo di anticipare Camoranesi, per poco non beffa il proprio portiere. Poco dopo Capello e Cosmi decidono di effettuare dei cambi: nella Juventus Del Piero rileva Camoranesi, mentre nell&#8217;Udinese Rossini rileva Iaquinta. Al 23&#8242; ci vuole un doppio miracolo di De Sanctis per mantenere la parità: l&#8217;attuale portiere del Napoli prima respinge in tuffo un&#8217;insidiosa punizione e poi ha un riflesso straordinario sulla ribattuta di testa di Ibrahimovic; poco dopo il portiere si ripete su Mutu, che gira a rete un assist aereo di Del Piero sul cross di Zambrotta. Al 25&#8242;, tuttavia, la Juventus passa: cross di Zambrotta sulla sinistra (Capello, infatti, ha da poco scambiato le posizioni del terzino azzurro e di Balzaretti) e deviazione vincente sotto misura di Del Piero, che trova l&#8217;angolino alla sinistra di De Sanctis; settimo gol in campionato per il numero 10 bianconero, anche se il replay ne evidenzia la posizione di fuorigioco. Poco dopo Capello inserisce Giannichedda per Mutu, mentre Cosmi inserisce Pepe (sì, proprio quel giocatore che oggi indossa la maglia juventina numero 7) in luogo di Zenoni. Al 41&#8242; i friulani sfiorano clamorosamente l&#8217;1-1: lancio di Iaquinta per Vidigal, che salta Buffon con un pallonetto; sembra fatta, ma appena prima che il portoghese possa ribadire nella porta sguarnita arriva il prodigioso intervento di Cannavaro, che sventa la minaccia e preserva l&#8217;1-0. Non accade più nulla e la partita finisce con la vittoria juventina; ciò che accadrà dopo è storia (purtroppo) nota, quindi non è il caso di tornarci su.</p>
<p>Speriamo che la Juventus di Conte possa ottenere una vittoria contro i friulani, in modo tale da ribadire la propria leadership in campionato: il divario ridotto nei confronti della Lazio e l&#8217;annullamento della penalizzazione del Napoli, d&#8217;altra parte, sono un chiaro segnale che non bisogna in alcun modo abbassare la guardia.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>6 gennaio 2010, Parma-Juventus 1-2: ultima vittoria targata Ciro Ferrara</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 17:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello di Parma si è dimostrato, negli ultimi anni, un campo difficilissimo: il 15 maggio 2011 la Juventus di Gigi Delneri venne punita al &#8220;Tardini&#8221; da un gol di Giovinco (guarda un po&#8217; le coincidenze) nell&#8217;ultima sconfitta prima della striscia record dei 49 risultati utili consecutivi inanellata dalla Juventus di Antonio Conte; il 15 febbraio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Quello di Parma si è dimostrato, negli ultimi anni, un campo difficilissimo: il 15 maggio 2011 la Juventus di Gigi Delneri venne punita al &#8220;Tardini&#8221; da un gol di Giovinco (guarda un po&#8217; le coincidenze) nell&#8217;ultima sconfitta prima della striscia record dei 49 risultati utili consecutivi inanellata dalla Juventus di Antonio Conte; il 15 febbraio di un anno fa, invece, la proprio la squadra di Conte pareggiò per 0-0 contro i gialloblu al termine di una partita contrassegnata dagli errori dell&#8217;arbitro Mazzoleni, che non fischiò due netti calci di rigore in favore dei bianconeri suscitando le ire dell&#8217;allenatore bianconero nel dopo-partita. Per l&#8217;ultima vittoria bianconera sul campo del Parma bisogna tornare indietro con la memoria di tre anni e risalire all&#8217;epoca buia (a dir poco) della gestione di Ciro Ferrara.</p>
<p>E&#8217; il 6 gennaio 2010. La Juventus si presenta al cospetto del Parma di Guidolin dopo aver chiuso malamente il 2009: in campionato l&#8217;anno solare si è chiuso con le sconfitte contro Bari (1-3) e Catania (1-2), mentre in Champions l&#8217;1-4 subìto in casa dal Bayern ha condannato i bianconeri alla &#8220;retrocessione&#8221; in Europa League. I bianconeri, privi di alcune pedine importanti, scendono in campo con <em>Manninger, Caceres, Legrottaglie, Chiellini, Grosso, Salihamidzic, Felipe Melo, Poulsen, Marchisio, Diego, Amauri</em>; il Parma risponde con <em>Mirante, Zaccardo, Dellafiore, Panucci, Zenoni, Dzemaili, Morrone, Galloppa, Castellini, Biabiany, Amoruso. </em>Arbitro dell&#8217;incontro è il signor Rizzoli di Bologna.</p>
<p>I bianconeri partono subito forte e dopo 120 secondi sono già in vantaggio: calcio d&#8217;angolo di Diego, torre di Chiellini e colpo di testa vincente da parte di Salihamidzic; per il bosniaco ex Bayern Monaco si tratta del secondo gol consecutivo in campionato dopo quello realizzato nel turno precedente contro il Catania. Lo svantaggio, tuttavia, non crea particolari problemi ai ducali, che sfiorano il pareggio al 16&#8242; con Biabiany (conclusione deviata in corner da Manninger) e lo trovano al 25&#8242; con Amoruso: il cross di Zenoni dalla destra è perfetto, così come è perfetta l&#8217;elevazione dell&#8217;ex attaccante bianconero (che segnerà contro i bianconeri anche qualche mese più tardi con la casacca dell&#8217;Atalanta). Nel frattempo Ferrara deve rinunciare a Trezeguet, vittima di un guaio muscolare, e ad effettuare il primo cambio inserendo Amauri e la squadra sembra accusare il colpo del gol incassato, ma al 38&#8242; i bianconeri raddoppiano: l&#8217;azione nasce ancora da un calcio d&#8217;angolo battuto da Diego, su cui arriva la sfortunata autorete di Paolo Castellini; Juventus, dunque, che ritrova il vantaggio nel momento più difficile della partita. Il primo tempo si conclude con un&#8217;occasione per parte: prima Amoruso costringe Manninger all&#8217;intervento difficile con una bordata da 30 metri, dopodichè Amauri manca di poco il bersaglio di testa; si va così al riposo con la Juventus in vantaggio per 2-1.</p>
<p>La ripresa sembra scorrere via con pochi sussulti, eccezion fatta per una punizione di Diego terminata di poco alta al 19&#8242;, finchè al 28&#8242; la Juventus non rimane in inferiorità numerica per l&#8217;espulsione di Caceres: già ammonito dall&#8217;arbitro Rizzoli, l&#8217;uruguayano entra in ritardo su Zaccardo e guadagna anzitempo gli spogliatoi; a questo punto Ferrara decide di &#8220;tappare la falla&#8221; inserendo Grygera per Diego, con Amauri a tenere palla lì davanti. Il Parma prova a rompere gli argini della difesa bianconera, tanto che una conclusione di Amoruso termina poco distante dalla porta di Manninger, ma il muro eretto da Chiellini e soci regge e la Juventus riesce nell&#8217;impresa di portare a casa i tre punti. Sarà soltanto un fuoco di paglia, visto che da lì in avanti per Ciro Ferrara e la sua squadra sarà notte fonda: arriveranno le sconfitte contro Milan, Chievo e Roma in campionato, mentre il KO subito dall&#8217;Inter in Coppa Italia sancirà la fine dell&#8217;avventura del tecnico napoletano sulla panchina del club di Corso Galileo Ferraris; a subentrare a Ferrara sarà Alberto Zaccheroni, che non riuscirà a portare la squadra più in alto del settimo posto e che a sua volta lascerà il posto a Gigi Delneri (i cui risultati, nella stagione successiva, non saranno certo migliori).</p>
<p>La speranza è che domenica la Juventus torni dal &#8220;Tardini&#8221; con in tasca i tre punti e che la squadra di Conte possa lasciarsi definitivamente alle spalle la sconfitta subita contro la Sampdoria; contro il Milan una reazione già si è vista, adesso serve continuità.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>20 marzo 2012, semifinale di ritorno di Coppa Italia, Juventus-Milan 2-2: decide Vucinic ai supplementari</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jan 2013 14:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani Juventus e Milan si giocheranno, allo Juventus Stadium, l&#8217;accesso alle semifinali della Coppa Italia. Questa sfida non può non far ritornare alla mente di tutti i tifosi bianconeri la sfida di ritorno dell&#8217;anno scorso, quando i ragazzi riuscirono a guadagnare l&#8217;accesso alla finale (poi persa a Roma contro il Napoli) ai tempi supplementari; andiamo,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Domani Juventus e Milan si giocheranno, allo Juventus Stadium, l&#8217;accesso alle semifinali della Coppa Italia. Questa sfida non può non far ritornare alla mente di tutti i tifosi bianconeri la sfida di ritorno dell&#8217;anno scorso, quando i ragazzi riuscirono a guadagnare l&#8217;accesso alla finale (poi persa a Roma contro il Napoli) ai tempi supplementari; andiamo, dunque, a rivivere le emozioni di quella sera di dieci mesi fa.</p>
<p>E&#8217; il 20 marzo 2012. Juventus e Milan si affrontano nella semifinale di ritorno ad un mese di distanza dalla sfida di andata, sfida vinta a San Siro dai bianconeri per 2-1 (doppietta di Caceres, con in mezzo il pareggio milanista firmato da El-Shaarawy): i rossoneri sono quindi chiamati all&#8217;impresa di ribaltare il risultato della sfida precedente nella bolgia dello Juventus Stadium. La Juventus si schiera con <em>Storari, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, De Ceglie, Vidal, Pirlo, Giaccherini, Pepe, Del Piero, Vucinic; </em>il Milan risponde con <em>Amelia, Antonini, Mexes, Thiago Silva, Mesbah, Aquilani, Seedorf, Muntari, Emanuelson, Ibrahimovic, El-Shaarawy. </em>Arbitro dell&#8217;incontro è il signor Orsato di Schio.</p>
<p>E&#8217; il Milan ad avere la prima occasione buona per sbloccare il risultato con Ibrahimovic, ma sulla conclusione dello svedese (non al top della condizione fisica) Storari è attento e fa buona guardia. Al 28&#8242; il risultato si sblocca, ma a passare in vantaggio è la Juventus: apertura di Pirlo per Lichtsteiner, che crossa dalla destra per Del Piero; il capitano è bravissimo a scattare sul filo del fuorigioco, a saltare Amelia e a depositare nella porta sguarnita; per il capitano si tratta del secondo gol stagionale, nonchè del secondo in Coppa Italia dopo quello segnato alla Roma nei quarti di finale. L&#8217;ultima circostanza degna di nota del primo tempo è la mancata espulsione, da parte dell&#8217;arbitro Orsato, del già ammonito Aquilani per un brutto fallo ai danni di Pirlo; si va così al riposo con la Juventus in vantaggio per 1-0.</p>
<p>La ripresa si apre con una novità importante nelle file milaniste: fuori un impalpabile Ibrahimovic e dentro il più fresco Maxi Lopez. Passano appena sei minuti e i rossoneri pareggiano: il lancio di Mexes da centrocampo trova la testa di Mesbah che, dimenticato completamente da Pepe, batte Storari per il gol dell&#8217;1-1; per l&#8217;algerino si tratta del secondo gol segnato ai bianconeri dopo quello segnato con la maglia del Lecce nel febbraio del 2011. I rossoneri, rinfrancati dal pari, iniziano a premere alla ricerca del gol che annullerebbe il risutato dell&#8217;andata e al 16&#8242; è Thiago Silva ad impegnare Storari con una conclusione da fuori area, mentre un minuto dopo il portiere bianconero deve dire di no a Maxi Lopez, ben imbeccato da El-Shaarawy. Al 29&#8242; Conte richiama in panchina Del Piero, salutato con una standing ovation da tutto lo stadio, e inserisce Borriello per dare più peso all&#8217;attacco e trovare il gol della tranquillità; poco dopo cambia anche Allegri, che inserisce il veterano Inzaghi in luogo di El-Shaarawy. Al 36&#8242; arriva il gol del sorpasso milanista e a firmarlo è Maxi Lopez, che si libera con una serpentina e infila la palla sotto la traversa; 2-1 e risultato dell&#8217;andata ribaltato. Al 41&#8242; la Juventus (nella quale, nel frattempo, Caceres e Marchisio hanno rilevato Lichtsteiner e Pepe) si divora il gol che vorrebbe dire finale: passaggio filtrante di Giaccherini per Borriello, che si invola in campo aperto, si presenta davanti ad Amelia ma lascia partire una conclusione troppo debole per impensierire il portiere milanista; il 2-2 se lo divora anche Vidal in pieno recupero, quando colpisce debolmente di testa su un cross di Caceres. La ripresa si chiude sul punteggio di 2-1 in favore del Milan: per decretare la prima finalista della Tim Cup saranno necessari i tempi supplementari.</p>
<p>L&#8217;extra-time si apre con la Juventus che spinge alla ricerca del pari: pari cercato vanamente da Marchisio e Borriello, ma trovato al 6&#8242; da Vucinic, che fulmina Amelia con una staffilata da oltre venti metri; un gol da cineteca per il montenegrino, abulico per larga parte del match, ma svegliatosi nel momento decisivo. Il resto della mezz&#8217;ora supplementare è caratterizzato dalla comprensibile stanchezza che logora i muscoli e i nervi delle squadre; si arriva così al 120&#8242; e l&#8217;arbitro dichiara concluso il match. La Juventus pareggia per 2-2 e vola in finale; curioso il dopo-partita, con Galliani che per diversi giorni sosterrà la tesi secondo cui il Milan avrebbe vinto la partita in base al fatto che conta il risultato dei 90 minuti di gioco e non dei 120.</p>
<p>L&#8217;auspicio è che domani non siano necessari i supplementari per passare il turno e proseguire la rincorsa alla decima Coppa Italia. Piccola nota a margine: domani è assai probabile che nel Milan giochi titolare Muntari, a quasi un anno dal famoso gol non convalidato dall&#8217;arbitro Tagliavento a San Siro&#8230;</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>28 ottobre 2009, Juventus-Sampdoria 5-1: l&#8217;ultimo grande acuto della Juventus targata Ferrara</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 17:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica la Juventus inizierà l&#8217;anno nuovo affrontando allo Juventus Stadium la Sampdoria. I bianconeri si presenteranno al match da primi in classifica, mentre i blucerchiati (che poco prima della sosta hanno cambiato allenatore, passando dalla gestione di Ciro Ferrara a quella di Delio Rossi) sono alla ricerca di punti-salvezza dopo un periodo non proprio esaltante.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Domenica la Juventus inizierà l&#8217;anno nuovo affrontando allo Juventus Stadium la Sampdoria. I bianconeri si presenteranno al match da primi in classifica, mentre i blucerchiati (che poco prima della sosta hanno cambiato allenatore, passando dalla gestione di Ciro Ferrara a quella di Delio Rossi) sono alla ricerca di punti-salvezza dopo un periodo non proprio esaltante. Benchè la Samp abbia conosciuto lo scorso anno l&#8217;inferno della Serie B, va detto che i blucerchiati si sono spesso rivelati un cliente scomodo per la squadra bianconera; dall&#8217;ultima vittoria juventina a Torino sono passati tre anni, e noi andiamo a rivivere proprio quel precedente.</p>
<p>E&#8217; il 28 ottobre 2009. Juventus-Sampdoria ha tutto il sapore della sfida d&#8217;alta classifica: i bianconeri di Ferrara sono partiti benissimo e sono secondi alle spalle dell&#8217;Inter, mentre i blucerchiati di Del Neri sono terzi. La Juventus si schiera con <em>Buffon, Grygera, Cannavaro, Chiellini, Grosso, Sissoko, Felipe Melo, Camoranesi, Diego, Giovinco, Amauri; </em>la Sampdoria risponde con <em>Castellazzi, Stankevicius, Gastaldello, Lucchini, Zauri, Mannini, Poli, Tissone, Ziegler, Cassano, Pazzini. </em>Arbitro dell&#8217;incontro è il signor Rocchi di Firenze.</p>
<p>La Juventus parte subito con il piede sull&#8217;acceleratore: al 9&#8242; Diego pesca in area Grosso, il mancino della Juventus perde l&#8217;attimo giusto per crossare ma dal limite arriva lo stesso Diego, la cui conclusione è deviata in angolo dal corpo di Gastaldello; dal calcio d&#8217;angolo che ne nasce è Chiellini a svettare su tutti, ma Castellazzi devia nuovamente in corner con uno strepitoso colpo di reni. Al 13&#8242; ci prova la Sampdoria con Cassano che pesca al centro dell&#8217;area Ziegler, ma il laterale svizzero (nonchè futuro juventino, seppur per pochi mesi) viene fermato in uscita bassa da Buffon. Al 26&#8242; la Juventus passa in vantaggio: sul corner di Diego è Amauri a controllare e a battere Castellazzi da distanza ravvicinata; per il centravanti italo-brasiliano si tratta del terzo gol in altrettante partite, dopo quelli realizzati contro Fiorentina e Siena. Al 38&#8242; Delneri effettua il primo cambio della gara, richiamando in panchina Zauri ed inserendo Bellucci, ma al 43&#8242; arriva il raddoppio bianconero: Chiellini ruba un pallone a centrocampo e innesca Amauri; il centravanti brasiliano si allarga sulla sinistra, salta Stankevicius e mette il pallone al centro dell&#8217;area, dove irrompe Chiellini che sigla il gol del 2-0 (nonchè il suo primo in campionato). L&#8217;ultima azione degna di nota del primo tempo è di marca blucerchiata, ma la conclusione da fuori di Stankevicius esce di poco alla destra di Buffon; si va dunque al riposo con la squadra di Ferrara in vantaggio per 2-0.</p>
<p>La ripresa si apre seguendo lo stesso copione dei primi 45 minuti, ovvero con la Juventus pericolosissima sui calci piazzati: al 2&#8242; una punizione di Diego non innesca per poco l&#8217;autogol di Lucchini; è necessario un ottimo riflesso di Castellazzi per evitare il 3-0. Al 4&#8242; Padalino sostituisce Tissone nella Samp, ma al 5&#8242; i bianconeri calano il tris: Giovinco riceve palla sulla sinistra, entra in area e appoggia all&#8217;indietro per il piattone vincente dell&#8217;accorrente Camoranesi, che sigla il suo primo gol in campionato. Messo al sicuro il risultato, Ferrara decide di far rifiatare alcuni uomini-chiave: fuori Grosso, Felipe Melo e Amauri, dentro De Ceglie, Poulsen e Trezeguet; dall&#8217;altra parte Del Neri effettua il suo terzo cambio inserendo Cacciatore in luogo di Stankevicius. La Juventus sfiora il poker con Giovinco, la cui conclusione termina sull&#8217;esterno della rete, e lo trova al 17&#8242; con Amauri, che stacca di testa alla perfezione sul cross di Camoranesi dalla destra; grande festa per Amauri, autore di una doppietta e autentico mattatore della serata (ah, avessero continuato così lui e tutta la squadra&#8230;). La Sampdoria è al tappeto, anche se la squadra di Del Neri ha un sussulto al 19&#8242;: Grosso perde palla a vantaggio di Bellucci, sul cui cross è perfetto lo stacco di Pazzini, che batte Buffon per il punto del 4-1. La gara, tuttavia, è ampiamente conclusa e l&#8217;ultimo spunto di cronaca è il quinto gol della Juventus, che arriva al 43&#8242;: cross di De Ceglie e colpo di testa vincente di Trezeguet; per il centravanti francese si tratta del terzo gol stagionale, a dispetto del poco minutaggio concessogli da Ferrara (e, conoscendo la storia di Trezeguet, questa è una bestemmia bella e buona!). Non accade più nulla e la partita finisce con la netta vittoria per 5-1 dei bianconeri, che si lanciano così all&#8217;inseguimento dell&#8217;Inter e staccano di altre tre lunghezze la stessa Samp; scenario diametralmente opposto a quello che sarà l&#8217;esito finale del campionato, che vedrà la Sampdoria quarta e qualificata per i preliminari di Champions e la Juventus settima e qualificata per i preliminari di Europa League dopo aver cambiato allenatore per la seconda stagione di fila (via Ferrara per far posto ad Alberto Zaccheroni). Nella  stagione seguente le cose non andranno meglio, nonostante gli arrivi dei &#8220;sampdoriani&#8221; Marotta e  Delneri; storia nota, insomma, che non abbiamo certo voglia di ricordare.</p>
<p>L&#8217;auspicio è che domenica la Juventus possa ottenere il massimo risultato possibile contro la Samp e consolidare ulteriormente il proprio primato in classifica.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>6 maggio 2012, Cagliari-Juventus 0-2: 30 SUL CAMPO!</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 17:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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<p>A soli nove giorni dalla sfida che le ha viste affrontarsi in Coppa Italia, Cagliari e Juventus si affrontano nell’ultima giornata dell’anno solare 2012. La sfida contro i sardi non può non far tornare alla mente di tutti i tifosi juventini la partita giocata a Trieste quasi otto mesi fa, che consegnò alla squadra di Conte la certezza matematica dello scudetto (il ventottesimo per la Federazione, per gli anti-juventini e per i tifosi bianconeri “Travaglio-style”, il trentesimo per tutti noi). Andiamo, dunque, a rivivere la sfida che ha reso indimenticabile l’anno solare che sta per concludersi.</p>
<p>È il 6 maggio 2012. La Juventus di Conte, beffata sul filo di lana contro il Lecce pochi giorni prima, è impegnata a Trieste contro il Cagliari (la manfrina dell’inagibilità dello stadio “Sant’Elia” era iniziata già allora) e deve sperare che il Milan non vinca nel derby contro l’Inter per potersi laureare campione d’Italia con una giornata di anticipo; i sardi, tuttavia, non vanno presi affatto con le molle, visto lo scherzetto della gara di andata (1-1, gol di Vucinic e Cossu). La Juventus scende in campo con <em>Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Vidal Pirlo, Marchisio, Pepe, Matri, Vucinic</em>; il Cagliari risponde con <em>Agazzi, Pisano, Canini, Astori, Ariaudo, Ekdal, Conti, Nainggolan, Ibarbo, Pinilla, Thiago Ribeiro</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Orsato di Schio.</p>
<p>La squadra di Conte parte con il piede giusto e dopo appena 6 minuti è già in vantaggio: lancio di Bonucci per Vucinic, che scatta sul filo del fuorigioco, entra in area e supera Agazzi in uscita con un diagonale chirurgico. Juventus pericolosa al 17’ con Pepe, servito splendidamente da Pirlo, ma il destro a rientrare del numero 7 bianconero viene respinta in tuffo da Agazzi. Lo stesso Lichtsteiner è costretto ad abbandonare il campo al 24’, in seguito ad un violento scontro aereo con Pinilla: al suo posto Conte getta nella mischia Caceres. Al 33’ proteste bianconere per un mancato giallo a Nainggolan: il centrocampista belga entra duro su Vidal, ma Orsato gli risparmia la seconda ammonizione (con conseguente espulsione). Al 36’ sardi pericolosi per la prima volta, ma la conclusione di Pinilla da 20 metri non trova di poco lo specchio della porta difesa da Buffon; fuori di poco termina pure, qualche minuto più tardi, il diagonale di Pepe dal lato sinistro dell’area di rigore. È l’ultima occasione del primo tempo, che termina con la Juventus in vantaggio per 1-0 e Milan e Inter ferme sull’1-1: i bianconeri, all’intervallo, sono virtualmente campioni d’Italia.</p>
<p>La ripresa si apre con un cambio nel Cagliari: fuori Thiago Ribeiro e dentro Cossu, castigatore della Juventus nella gara d’andata (complice un clamoroso svarione di Bonucci, che all’epoca era ancora nella sua “fase negativa”); dopo 40 secondi circa arriva la notizia del vantaggio del Milan sull’Inter (2-1, gol di Ibrahimovic), che rinvierebbe di una settimana la festa scudetto bianconera. Proteste del Cagliari quando al 7’ Cossu va giù in area dopo un contatto con Chiellini: Orsato opta per l’ammonizione per simulazione al fantasista sardo e le immagini gli danno pienamente ragione. Continua, intanto, la girandola di cambi: dentro Larrivey per Ibarbo nel Cagliari, mentre nella Juventus Giaccherini rileva Vidal. Poco dopo Vucinic prova a siglare la sua doppietta personale su assist di Marchisio, ma il pallone termina alto; al 25’ ci prova anche il Cagliari con Cossu, ma la sfera finisce abbondantemente a lato rispetto alla porta di Buffon, mentre un minuto dopo Conte sostituisce un impalpabile Matri con Borriello. Pericolosissima la Juventus al 27’, quando Agazzi è costretto alla grande parata su un destro a giro di Giaccherini destinato all’incrocio dei pali; sugli sviluppi del corner seguente è Caceres a svettare su tutti, ma il colpo di testa dell’uruguayano termina di pochissimo a lato. È solo il preludio al gol del 2-0, che arriva al 29’: cross di Caceres dalla destra e Canini, nel tentativo di anticipare l’accorrente Borriello, devia maldestramente il pallone alle spalle di Agazzi; è il gol del 2-0 che chiude i conti, mentre a Milano Milito ha trasformato i due rigori che portano l’Inter avanti per 3-2 sul Milan. Nei minuti finali non accade più nulla, eccezion fatta per il gol del 4-2 interista firmato da Maicon, e quindi la Juventus può liberare la gioia per lo scudetto: una gioia rimasta sopita per sei anni, una gioia che sembrava smarrita dopo gli anni bui del post-Calciopoli, ma una gioia che può finalmente essere liberata per merito di Antonio Conte e della sua truppa, autori di un’impresa straordinaria.</p>
<p>La speranza di tutti i tifosi è che domani la Juventus possa replicare questo risultato, nella speranza di replicare la vittoria finale a maggio.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>13 maggio 2012, Juventus-Atalanta 3-1: la festa-scudetto e la passerella finale di Alex Del Piero</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2012 17:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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<p>Domenica la Juventus affronterà l’Atalanta nella gara che segna il ritorno di Antonio Conte in panchina allo Juventus Stadium in campionato (il ritorno ufficiale c’è stato domenica scorsa a Palermo, quello ufficiale nello stadio di casa c’è stato invece mercoledì in Coppa Italia contro il Cagliari). Parlare di Juventus-Atalanta, tuttavia, ci riporta alla mente la grande festa del 13 maggio scorso: quel giorno, nell’ultima gara di campionato, la Juventus veniva insignita ufficialmente dello scudetto conquistato matematicamente a Trieste sette giorni prima e lo stadio tributava l’ultimo saluto ad Alex Del Piero (il congedo vero e proprio ci sarebbe stato la domenica seguente nella finale di Coppa Italia persa a Roma contro il Napoli); vista la grande mole di emozioni che questa giornata ha suscitato nell’animo di tutti i tifosi bianconeri (chi scrive era a festeggiare per le vie di Torino quel giorno), riviviamo quella partita.</p>
<p>È il 13 maggio 2012. La Juventus di Conte, si congeda dal campionato appena vinto affrontando l’Atalanta in una festa collettiva: i bianconeri hanno da festeggiare per le ovvie ragioni sopra spiegate, mentre i nerazzurri festeggiano una salvezza ottenuta dopo una partenza da -6 a causa delle vicende del calcioscommesse che avevano visto protagonista pochi mesi prima Cristiano Doni (e che, purtroppo, avrebbero visto protagonista Antonio Conte di lì a poco, ma questa è un’altra storia). Nella Juventus viene dato spazio a coloro che hanno giocato di meno durante la stagione e in campo scendono <em>Storari, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Estigarribia, Padoin, Pirlo, Marrone, Giaccherini, Borriello, Del Piero</em>; nell’Atalanta, invece, il tecnico Colantuono schiera <em>Frezzolini, Bellini, Lucchini, Manfredini, Peluso, Schelotto, Cazzola, Carmona, Bonaventura, Moralez, Denis</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Gava di Conegliano Veneto.</p>
<p>Atalanta subito pericolosa al 2’: Schelotto appoggia per Bellini, il quale pesca in area Denis, ma sul colpo di testa dell’argentino Storari è attento. Poco dopo è Borriello a sfiorare il vantaggio, ma la conclusione su assist di Del Piero termina a lato di nulla. È il preludio al gol bianconero, che arriva al 9’: Giaccherini lancia in profondità Borriello, che vince due contrasti con due difensori atalantini e appoggia di tacco per Marrone, il cui destro si infila sotto la traversa della porta difesa da Frezzolini; grande gioia per il giovane Marrone, voluto fortemente da Conte in prima squadra (il tecnico leccese lo aveva allenato l’anno precedente durante il prestito a Siena) e autore di uno splendido assist per il gol di Giaccherini nella partita d’andata. Al 28’ arriva il raddoppio, siglato dal protagonista più atteso, ovvero Alex Del Piero: palla di Giaccherini per il capitano, che piazza un destro chirurgico su cui è nullo il tuffo di Frezzolini; un gol nella partita più emozionante, quella dell’addio al proprio pubblico. L’Atalanta prova a reagire al 34’ con Denis, ma il centravanti argentino calcia altissimo dopo essersi presentato a tu per tu con Storari; poco dopo è Borriello a sfiorare il 3-0 con un sinistro dal limite, ma Frezzolini riesce comunque a salvare. Si va al riposo con la Juventus in vantaggio per 2-0 e con uno Juventus Stadium in cui le coreografie si sprecano.</p>
<p>Ad inizio ripresa Colantuono inserisce i giovani Minotti e Gabbiadini (che di lì a poco verrà acquistato dalla Juventus, che poi lo girerà in prestito al Bologna), e proprio Minotti cerca di riaprire il match al 10’, ma sulla sua conclusione è decisiva la deviazione in angolo di Bonucci. Al 12’ il momento più atteso e più commovente della giornata: Conte inserisce Pepe e richiama in panchina Alex Del Piero, che si congeda in maniera definitiva dal suo popolo; poco dopo lo stesso capitano regalerà un giro di campo da vero trionfatore al suo pubblico, ricevendone in cambio applausi scroscianti e tante lacrime da parte di chi per 19 anni è rimasto estasiato dalle sue gesta. Desideroso, probabilmente, di imitare il campione appena uscito, Bonaventura cerca il gol da cineteca al 17’ con una splendida conclusione volante, ma è il palo a salvare uno Storari ormai battuto. Poco dopo nella Juventus entrano anche Barzagli e Quagliarella per l’infortunato Chiellini ed Estigarribia, mentre nell’Atalanta Cigarini rileva Cazzola. C’è spazio ancora per un paio di azioni interessanti: al 38’ Gabbiadini finisce a terra dopo un fallo di Bonucci, ma sugli sviluppi dell’azione la palla finisce a Bellini che la crossa in area e trova la deviazione di Lichtsteiner nella propria porta per il gol che vale il 2-1; al 45’ l’arbitro Gava punisce con il rigore un fallo di mano di Lucchini nella propria area e sul dischetto si presenta Andrea Barzagli, che segna e corona nel migliore dei modi un campionato disputato da autentico pilastro del reparto arretrato. Non accade più nulla e l’arbitro dichiara chiuso il match: la Juventus vince 3-1 e la festa del popolo bianconero può iniziare; comincia con la consegna della coppa nello stadio e proseguirà successivamente per le strade di una Torino traboccante di gente.</p>
<p>Domenica la gara non sarà la festa dello scorso 13 maggio, ma sarà sicuramente una partita importante: l’Atalanta è infatti una delle squadre migliori del campionato e vincere può consentire alla Juventus di proseguire nel suo cammino in vetta alla classifica</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>8 dicembre 2011, ottavi di finale di Coppa Italia, Juventus-Bologna 2-1 d.t.s.: decide Marchisio ai supplementari</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2012 18:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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<p>Questa sera la Juventus fa il suo debutto stagionale in Coppa Italia contro il Cagliari. Una gara importante per diverse ragioni: da un lato c’è la volontà di aggiudicarsi la coppa nazionale (che manca dalla bacheca bianconera dal 1995) per la decima volta e di cucirsi sul petto la stellina d’argento; dall’altro c’è il ritorno allo Juventus Stadium di Antonio Conte dopo sette mesi di assenza (l’ultima presenza del mister bianconero allo stadio torinese è datata 13 maggio 2012, giorno della festa scudetto contro l’Atalanta). In attesa di vedere come finirà la sfida contro la squadra sarda, ripercorriamo un precedente felice per i colori bianconeri.</p>
<p>È l’8 dicembre 2011. Allo Juventus Stadium la squadra di Antonio Conte affronta il Bologna nella gara valida per gli ottavi di finale della Coppa Italia; nei giorni immediatamente precedenti il mister aveva caricato i propri ragazzi esortandoli a fare bene sia per una questione di “fame di vittoria” che per il fatto che, mancando le coppe europee, l’importanza della Tim Cup assume per la Juventus un significato particolarmente importante (Marchisio, con un evidente paradosso, affermerà nella conferenza stampa della vigilia che la Coppa Italia ha lo stesso valore della Champions League in una stagione senza impegni internazionali). La Juventus, nella quale figurano molte seconde linee schiera <em>Storari, Sorensen, Barzagli, Bonucci, De Ceglie, Marrone, Pazienza, Giaccherini, Krasic, Quagliarella, Del Piero</em>; il Bologna, anch’esso imbottito di riserve, risponde con <em>Agliardi, Garics, Crespo, Loria, Raggi, Pulzetti, Perez, Taider, Gimenez, Vantaggiato, Acquafresca</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Peruzzo di Schio.</p>
<p>Il primo tempo è pressoché soporifero: entrambe le squadre giocano con il freno a mano tirato e il gioco stenta a decollare. Si segnalano, nei primi 45 minuti, appena due occasioni: al 33’ Storari deve volare per respingere in angolo un’insidiosa punizione battuta da Vantaggiato, mentre al 41’ Sorensen (che a gennaio verrà girato in prestito dalla Juventus proprio al club felsineo) manda a lato dopo una respinta di Agliardi su conclusione ravvicinata di Quagliarella. Si va al riposo sullo 0-0, ma le emozioni con la “E” maiuscola devono ancora arrivare.</p>
<p>La ripresa si apre senza cambi, ma è tutt’altra cosa rispetto alla precedente frazione di gioco. Dopo appena 18 secondi i bianconeri si divorano il vantaggio: palla di Del Piero per Quagliarella che appoggia per Giaccherini che conclude; Agliardi respinge, ma sulla ribattuta del portiere rossoblu Krasic calcia incredibilmente a lato. Al 5’ ancora Krasic serve Del Piero che si gira e conclude, ma Agliardi riesce a respingere fortunosamente in corner; il portiere del Bologna ha appena dato il via alla sua “serata di grazia” e al 7’ si distende per respingere la conclusione dal limite di Quagliarella. Al 12’ Del Piero riceve da Barzagli, controlla il pallone con uno stop da applausi, si gira e mira il secondo palo, ma la sfera esce di un soffio nonostante Agliardi fosse abbondantemente battuto. Le tante occasioni create e non concretizzate rischiano di costare carissime al 20’: Vantaggiato riceve da Taider e crossa basso per Acquafresca, sul cui tap-in è decisivo l’intervento in angolo di Storari. Scampato il pericolo, tuttavia, la Juventus riprende a caricare a testa bassa: al 14’ Agliardi respinge in angolo una punizione di Del Piero, mentre al 27’ il portiere del Bologna vola a deviare una conclusione volante di Giaccherini dal limite. Nel frattempo i due tecnici hanno cambiato le carte in tavola: nella Juventus Elia ha rilevato Krasic (singolare “staffetta” tra quelle che a fine stagione saranno etichettate come le autentiche delusioni della Juventus scudettata) ed Estigarribia ha preso il posto di Quagliarella; nel Bologna, invece, Morleo e Khrin hanno rilevato Garics e Perez. Al 34’ è ancora Agliardi a frapporsi tra la Juventus e il gol dell’1-0, quando respinge in tuffo una conclusione ravvicinata del nuovo entrato Elia; nel frattempo Conte e Pioli hanno esaurito i cambi inserendo Marchisio al posto di Marrone e Paponi in luogo di Gimenez. Al 40’ il Bologna si affaccia dalle parti di Storari con Acquafresca che conclude su assist di Paponi, ma il portiere bianconero dice di no con una parata in tuffo. Al 45’, tuttavia, i bianconeri trovano il punto dell’1-0: Marchisio ruba palla a Loria e lancia in profondità Giaccherini, che si presenta davanti ad Agliardi e lo batte con un diagonale imprendibile per il portiere rossoblu; per l’ex ala del Cesena si tratta del primo gol in bianconero, mentre per Antonio Conte si tratta di una scommessa vinta (era stato proprio il tecnico leccese a caldeggiare, in estate, l’arrivo del giocatore dal club romagnolo). Sembra fatta, ma proprio a pochi secondi dal fischio finale del signor Peruzzo arriva la beffa: sul calcio d’angolo battuto da Pulzetti è Raggi a svettare su tutti e a trafiggere Storari per il gol che vale l’1-1 e che significa tempi supplementari; tutto da rifare, dunque, per Antonio Conte e la sua truppa.</p>
<p>I supplementari sono caratterizzati da una generale (e comprensibilissima) stanchezza da entrambe le parti, ma alla prima occasione utile la Juventus trova il raddoppio: è l’11’ quando Elia serve sulla sinistra Marchisio, che salta secco Khrin e trafigge Agliardi da due passi; per il centrocampista bianconero si tratta del settimo gol stagionale, il secondo consecutivo dopo quello segnato appena quattro giorni prima contro il Cesena. Il Bologna accusa il colpo e al 14’ rischia di incassare anche il terzo gol: Sorensen lancia in profondità Elia che mette al centro, ma è Raggi ad anticipare di un soffio Del Piero davanti alla porta spalancata; per il capitano la maledizione del primo gol stagionale continua, anche se verrà interrotta un mesetto dopo con il gol segnato alla Roma, sempre in Coppa Italia. Il primo tempo supplementare si chiude, dunque, con la squadra di Conte avanti per 2-1.</p>
<p>Nel secondo tempo supplementare i bianconeri badano a non scoprirsi troppo, mentre il Bologna sembra non averne più. All’8’ Del Piero pesca in area Marchisio, ma Agliardi sbarra la strada al centrocampista bianconero e l’azione sfuma. Prima del fischio finale di Peruzzo, tuttavia, c’è tempo per un’altra perla di grande calcio regalata da Alex Del Piero: al 28’ il capitano juventino lancia in profondità Elia; poco importa che l’esterno olandese si faccia poi ipnotizzare dal solito Agliardi, resta comunque la grande giocata da parte di Pinturicchio. Non accade più nulla e Peruzzo dichiara conclusa la sfida con il successo della Juventus per 2-1: i bianconeri staccano così il biglietto per i quarti di finale, dove affronteranno (e batteranno con un secco 3-0) la Roma di Luis Enrique.</p>
<p>L’auspicio di tutti i tifosi bianconeri è che anche domani la squadra di Conte possa passare il turno, specie considerando il fatto che ai quarti di finale c’è la possibilità di affrontare il Milan (impegnato contro la Reggina, ma l’esito appare piuttosto scontato) e che Antonio Conte, tornato nuovamente in sella dopo le note vicende estive, merita un’accoglienza come si deve da parte dello Juventus Stadium. Speriamo soltanto, però, che per poter festeggiare non siano necessari i 120 minuti di un anno fa ma ne bastino solo 90…</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>7 aprile 2012, Palermo-Juventus 0-2: Bonucci e Quagliarella firmano il sorpasso sul Milan</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2012 17:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a><br />
Domenica pomeriggio la Juventus sarà di scena a Palermo, in una gara speciale: sarà, infatti, la gara che segnerà il ritorno di Antonio Conte su quella panchina su cui si è seduto per l’ultima volta (in gare ufficiali) il 20 maggio scorso in occasione della finale di Coppa Italia persa dalla Juventus contro il Napoli a Roma (2-0 per i partenopei, con gol di Cavani su rigore e Hamsik); dopo quella partita, purtroppo, è arrivata la vicenda giudiziaria nata dalle dichiarazioni di “Pippo” Carobbio, vicenda su cui non è certo il caso di tornare. Conte ritroverà una Juventus prima in classifica, esattamente nella stessa posizione in cui l’aveva lasciata lui al termine della scorsa stagione; eppure quel primato, per un curioso scherzo del destino, era “iniziato” proprio in terra siciliana contro i rosanero. Per tutte queste ragioni, dunque, andiamo a rivivere l’ultimo precedente tra Palermo e Juventus.</p>
<p>È il 7 aprile 2012, il sabato che precede la domenica di Pasqua. Nel “pre-posticipo” delle 18 (tutte le altre partite sono già state disputate alle 15, mentre Lazio-Napoli è il posticipo delle 20.45) la Juventusaffronta il Palermo di Mutti dopo aver appreso la notizia della sconfitta del Milan in casa contro la Fiorentina grazie ad uno speciale ex, ovvero Amauri; l’occasione per il sorpasso è quindi ghiotta e l’impressione è che, se quest’occasione venisse sprecata, i bianconeri potrebbero abbandonare definitivamente ogni ambizione tricolore. La Juventussi schiera con <em>Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Caceres, Vidal, Pirlo, Marchisio, Estigarribia, Vucinic, Quagliarella</em>; il Palermo di Mutti (subentrato da pochi mesi a Mangia, attuale C.T. della Nazionale Under 21) risponde con <em>Viviano, Munoz, Milanovic, Labrin, Pisano, Migliaccio, Della Rocca, Barreto, Acquah, Ilicic, Miccoli. </em>Arbitro dell’incontro è il signor Brighi di Cesena.</p>
<p>La Juventusfiuta l’occasione del sorpasso, e infatti la prima azione d’attacco della partita è confezionata dai due attaccanti bianconeri: al9’spunto sulla sinistra di Quagliarella e cross basso dello stesso centravanti napoletano, sul quale Vucinic arriva con un attimo di ritardo; lo stesso Vucinic ci prova qualche minuto dopo su suggerimento di Quagliarella, ma la sua conclusione non crea particolari problemi a Viviano. Ghiotta, invece, l’opportunità che Quagliarella spreca al13’, quando Vidal lo libera davanti a Viviano e lui manda a lato di un soffio. Il Palermo; al “festival dei gol mangiati” prende parte anche Caceres che, lanciato splendidamente da Vucinic, manda fuori di poco sull’uscita di Viviano. Il Palermo subisce gli attacchi incessanti dei bianconeri, ma il muro rosanero regge: l’unico spunto dei padroni di casa nel primo tempo è un tiro di Barreto, a pochi secondi dall’intervallo, su cui Buffon fa buona guardia. Si va al riposo sullo 0-0 e l’impressione è che il vantaggio della Juventus sia solo questione di tempo.</p>
<p>La ripresa si apre senza cambi e all’11’ il gol della squadra di Conte arriva: sul calcio d’angolo battuto da Pirlo è Bonucci a svettare su tutti e a trafiggere Viviano; per l’ex difensore di Pisa e Bari si tratta del secondo gol consecutivo (dopo quello segnato la domenica precedente contro il Napoli) e della definitiva uscita dal tunnel delle critiche in cui era sprofondato nei mesi precedenti. Eppure, poco dopo il gol juventino, il Palermo (nel quale, nel frattempo, Budan ha rilevato Acquah) va vicinissimo al pari: sul lancio di Barreto, tuttavia, Migliaccio arriva con un attimo di ritardo e Buffon può così tirare un sospiro di sollievo; un altro sospiro di sollievo il portiere della Juventus lo tira quando è Ilicic a mancare l’appuntamento con il pallone su suggerimento di Miccoli. Nel frattempo Conte sostituisce Vucinic con Matri, e proprio il nuovo entrato confeziona il gol del raddoppio bianconero al 24’: appoggio per Quagliarella e piattone vincente dell’attaccante di Castellammare di Stabia, sul quale Viviano non può nulla; anche per Quagliarella si tratta del secondo gol consecutivo (anche lui, come Bonucci, aveva segnato nel 3-0 rifilato sei giorni prima al Napoli). Nel finale cerca gloria anche Del Piero (subentrato proprio a Quagliarella), ma tra il numero 10 bianconero e il gol del 3-0 ci si mette il piedone di Viviano. Non accade più nulla e il signor Brighi dichiara concluso l’incontro con la vittoria della Juventus per 2-0: vittoria che proietta così la squadra di Conte al primo posto e che la lancia, di fatto, verso la conquista del suo meritatissimo scudetto; nel finale di stagione non mancheranno le insidie, come le gare contro Lazio, Cesena e il “grande spavento” contro il Lecce, ma il 6 maggio i bianconeri festeggeranno il tricolore a Trieste dopo il 2-0 rifilato al Cagliari.</p>
<p>Speriamo di poter rivivere un’altra grande partita domenica pomeriggio: sarà il modo migliore per dare il bentornato al nostro mister. D’altra parte, per parafrasare il grande Claudio Zuliani, “Vincere è l’unica cosa che Con…te!”.</p>
<p><strong><em>Vincenzo Murgolo </em></strong>(<em>@VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>9 dicembre 1998, Juventus-Rosenborg 2-0: Inzaghi e Amoruso (e l’Athletic Bilbao) regalano la qualificazione all’ultimo respiro</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Dec 2012 12:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa sera a Donetsk non ci sono calcoli che tengano: bisogna giocare unicamente per vincere. Antonio Conte lo sa bene e lo avrà ripetuto fino alla nausea ai suoi calciatori; del resto una Juventus agli ottavi di Champions League significa anche una Juventus che torna in Europa con Antonio Conte in panchina, dunque una Juventus]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Questa sera a <strong>Donetsk</strong> non ci sono calcoli che tengano: bisogna giocare unicamente per vincere. Antonio <strong>Conte</strong> lo sa bene e lo avrà ripetuto fino alla nausea ai suoi calciatori; del resto una <strong>Juventus</strong> agli ottavi di <strong>Champions League</strong> significa anche una Juventus che torna in Europa con Antonio Conte in panchina, dunque una Juventus che si presenta davvero al completo nella massima competizione continentale (detto che a Massimo Carrera e ad Angelo Alessio vanno fatti i più vivi complimenti per il lavoro svolto fino ad ora). Il mister, d’altra parte, sa bene cosa significa una qualificazione ottenuta all’ ultimo turno, dato che era in campo, con tanto di fascia di capitano al braccio, quando 14 anni fa la Juventus di Marcello<strong> Lippi</strong> ha ottenuto il visto per i quarti di finale (allora le squadre ammesse alla fase a gironi della Champions erano ancora 16) all’ ultimo respiro. Riviviamo quella serata, augurandoci che stasera per festeggiare sia necessario un pathos inferiore rispetto ad allora.</p>
<p>È il 9 dicembre 1998. La Juventus presenta all’ultimo incontro del girone di Champions contro il Rosenborg in una situazione delicatissima di classifica: i bianconeri sono reduci da cinque pareggi in altrettante partite e, per poter passare il turno, devono battere i norvegesi e sperare che il Galatasaray (guidato, allora come oggi, da Fatih Terim) non vinca contro l’Athletic Bilbao; la Juventus è chiamata ad un’impresa identica a quella dell’anno prima (quando solo la vittoria sul Manchester United e la contemporanea vittoria dell’Olympiakos sullo stesso Rosenborg le avevano consentito di passare il turno) e la pre-condizione è che i bianconeri battano i norvegesi. Per riuscire in quest’impresa il tecnico viareggino (che da un mese è privo di Alessandro Del Piero, vittima del gravissimo infortunio al ginocchio patito a Udine) si affida a: <em>Peruzzi, Birindelli, Tudor, Montero, Pessotto, Conte, Deschamps, Tacchinardi, Zidane, Inzaghi, Amoruso</em>; i norvegesi, guidati dall’allenatore Trond Sollied, rispondono con <em>Jamtfall, Bergdolmo, Bragstad, Hoftun, Pedersen, Berg, Johnsen, Strand, Jakobsen, Sorensen, Rushfeldt</em>. Arbitro dell’incontro è l’olandese Van der Ende.</p>
<p>La Juventus, che ancora deve assorbire il trauma del grave infortunio che ha colpito il suo numero 10, inizia la partita intimorita: la posta in gioco è alta e il suo destino non dipende solo da lei. Accade così che al 10’ i norvegesi vadano ad un passo dal clamoroso vantaggio: il pallonetto di Jakobsen scavalca Peruzzi e sembra destinato a finire in rete, ma è provvidenziale il colpo di testa sulla linea da parte di Montero. Scampato il pericolo i bianconeri trovano il vantaggio al 16’: una palla vagante in area norvegese finisce sui piedi di quell’implacabile “animale da gol” di nome Filippo Inzaghi, abile a girarlo alle spalle del portiere Jamtfall; è il gol del vantaggio bianconero, che scuote un “Delle Alpi” sin lì sonnacchioso, data la scarsa mole di gioco prodotta dagli uomini di Lippi, e che rivolge orecchie e testa al “San Mamès” di Bilbao, dove Athletic e Galatasaray sono ancora fermi sullo 0-0. L’occasione per i norvegesi e il gol di Inzaghi sono due fuochi di paglia, visto che fino al 35’ il gioco è frammentato e quasi soporifero; al 35’, però, arriva la rete del 2-0 ad opera di Amoruso, bravo a controllare di petto e a girare in rete un pallone splendidamente recapitatogli da Zidane. È l’ultima azione degna di nota del primo tempo, ma al 44’ un boato scuote il “Delle Alpi”: a Bilbao, Julen Guerrero ha portato in vantaggio l’Athletic contro il Galatasaray. Al fischio finale dell’arbitro Van der Ende, dunque, la Juventus è virtualmente qualificata.</p>
<p>La ripresa si apre con un cambio nelle file dei norvegesi: Dahlum rileva Rushfeldt. Nei secondi 45 minuti il copione è chiarissimo: la Juventus bada quasi esclusivamente a tenere il Rosenborg lontano dalla propria area di rigore, nella speranza che a Bilbao il risultato non cambi. Le uniche occasioni degne di nota sono di marca norvegese: prima ci prova Strand e poi Dahlum, ma Peruzzi fa buona guardia in entrambi i casi; nel finale ci prova anche Berg (che due anni e mezzo più tardi conoscerà il campionato italiano con la maglia del Venezia), ma la sua conclusione termina alta sopra la traversa. Non accade nient’altro di rilevante e finisce con la Juventus vittoriosa per 2-0; bisogna aspettare le notizie provenienti da Bilbao, ma, dopo un recupero di oltre cinque minuti, la gara in Spagna finisce con i baschi vittoriosi per 1-0. La Juventus può così festeggiare la qualificazione ai quarti, e nella memoria dei tifosi (o almeno in quella di chi scrive) resterà scolpita l’immagine di Antonio Conte: l’attuale allenatore bianconero, infatti, esulta come un bambino pazzo di gioia quando il compianto Alberto Daguanno di Mediaset (che in quel momento lo sta intervistando) gli comunica il risultato finale della gara del “San Mamès”.</p>
<p>Come detto in precedenza, tutti ci auguriamo che stasera non sia necessaria tanta sofferenza per festeggiare. La differenza fondamentale rispetto a 14 anni fa è che oggi la Juventus sarà padrona del suo destino: se la squadra di Conte affronterà con la grinta giusta questa partita, ci sono buone possibilità che la vinca e che non siano necessari (improbabili) regali da parte del Nordsjaelland per accedere agli ottavi di finale. Credici Juve, l’impresa è possibile!</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>25 ottobre 2008, Juventus-Torino 1-0: decide Amauri!</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2012 17:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo tre stagioni di assenza torna il &#8220;derby della Mole&#8221;. Una gara speciale per le ovvie ragioni, e al tempo stesso importante in quanto precede di appena quattro giorni la delicatissima trasferta di Donetsk in Champions League. In attesa di vedere come andrà la prima stracittadina disputata allo Juventus Stadium, andiamo a ripercorrere l&#8217;ultimo precedente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Dopo tre stagioni di assenza torna il &#8220;derby della Mole&#8221;. Una gara speciale per le ovvie ragioni, e al tempo stesso importante in quanto precede di appena quattro giorni la delicatissima trasferta di Donetsk in Champions League. In attesa di vedere come andrà la prima stracittadina disputata allo Juventus Stadium, andiamo a ripercorrere l&#8217;ultimo precedente disputato &#8220;in casa&#8221; dai bianconeri.</p>
<p>E&#8217; il 25 ottobre 2008. Allo stadio Olimpico (che all&#8217;epoca era &#8220;condiviso&#8221; da bianconeri e granata) Juventus e Torino si affrontano in un derby delicato per entrambe: i bianconeri di Ranieri sono reduci dalla vittoria ottenuta contro il Real Madrid in Champions e devono ritornare a fare risultato in campionato dopo le due sconfitte consecutive contro Palermo e Napoli; i granata guidati da De Biasi sono reduci da diversi risultati negativi dopo un avvio incoraggiante. La Juventus, piena di infortunati (Buffon, Poulsen, Marchisio, Cristiano Zanetti, Camoranesi e Trezeguet, solo per citarne alcuni), si schiera con <em>Manninger, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Marchionni, Sissoko, Nedved, De Ceglie, Del Piero, Amauri; </em>il Torino, invece, risponde con <em>Calderoni</em><em>, Diana, Natali, Di Loreto, Pisano, Abate, P. Zanetti, Barone, Rubin, Rosina, Bianchi. </em>Arbitro dell&#8217;incontro è il signor Rocchi di Firenze (lo stesso che arbitrerà la stracittadina di domani sera allo Juventus Stadium).</p>
<p>Parte meglio la Juventus, che prova ad insidiare la porta di Calderoni con una conclusione da fuori di Sissoko, ma il pallone esce di poco alla destra del portiere granata; lo stesso centrocampista maliano ci prova qualche minuto dopo, ma stavolta è necessaria tutta la bravura di Calderoni per alzare in calcio d&#8217;angolo la conclusione violenta del bianconero. Il portiere granata, tuttavia, compie un vero e proprio doppio miracolo al 24&#8242;: Del Piero va via sulla destra e appoggia all&#8217;indietro per Marchionni che impegna severamente il portiere granata, strepitoso nel ribattere in calcio d&#8217;angolo la seconda conclusione dell&#8217;esterno bianconero. Il Toro, dal canto suo, di azioni pericolose ne crea davvero poche: se si fa eccezione per un tiro di Rosina terminato a lato e un pallonetto fuori misura di Rolando Bianchi, il peso dei granata in avanti è pressochè nullo. Si va così al riposo con le squadre ferme sullo 0-0.</p>
<p>La ripresa si apre con la Juventus che sostituisce Grygera con Mellberg e che trova il vantaggio dopo appena 3 minuti: Nedved ruba palla a Barone a centrocampo e lancia nello spazio Amauri, che salta secco Di Loreto, entra in area e trafigge Calderoni con un diagonale che il portiere granata può soltanto sfiorare. Il Toro prova a reagire al 16&#8242;, ma sul cross di Diana dalla destra è Legrottaglie ad anticipare di un soffio Bianchi. Nel frattempo De Biasi rinforza l&#8217;attacco con Abbruscato, Ventola e Amoruso in luogo di Rubin, Rosina e Bianchi, e al 22&#8242; è proprio il nuovo entrato Abbruscato a mancare di poco la porta sugli sviluppi di un calcio d&#8217;angolo battuto da Rosina; poi è Amoruso a non trovare di poco la porta quando stacca di testa su un cross di Diana. Non accade più nulla e la Juventus può così festeggiare la seconda vittoria consecutiva tra campionato e Champions dopo la crisi che aveva colpito gli uomini di Ranieri nei precedenti 20 giorni. Il resto della stagione è storia nota: la Juventus chiuderà al secondo posto dietro l&#8217;Inter, ma l&#8217;esonero di Ranieri a due settimane dalla fine del torneo aprirà il biennio terribile targato Ferrara-Zaccheroni-Delneri; il Torino, al termine della stagione, retrocederà malamente in Serie B e sarà necessario l&#8217;avvento di Giampiero Ventura per riportare, nella scorsa primavera, i granata in Serie A.</p>
<p>La speranza è che domani la Juventus possa aggiudicarsi la stracittadina, preparandosi nel migliore dei modi alla grande sfida contro lo Shakhtar: il momento è cruciale, chi si ferma è perduto!!</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo </strong></em>(<em>@VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>30 ottobre 2010, Milan-Juventus 1-2: Quagliarella-Del Piero e la Juventus espugna San Siro</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2012 19:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Milan e Juventus si affronteranno domenica sera in una gara che, a differenza di quella dello scorso 25 febbraio (quella macchiata dall’ormai famosissimo gol di Muntari), non avrà il sapore di sfida scudetto: i rossoneri, infatti, sono parecchio distanti dalla capolista bianconera a causa della smobilitazione operata da Berlusconi e Galliani durante l’ultima estate; aspetto, quello appena citato, che potrebbe rivelarsi un’arma a favore dei rossoneri, i quali potrebbero vedere la vittoria contro la Juventus come una delle poche soddisfazioni da togliersi in una stagione piena di tribolazioni. In attesa di vedere come andranno le cose nel posticipo della quattordicesima giornata, riviviamo un precedente che farà sorridere il popolo bianconero.</p>
<p>È il 30 ottobre 2010 e al “Meazza” si affrontano il Milan di Allegri e la Juventus di Gigi Delneri: i rossoneri, trascinati dai gol di Ibrahimovic e dalle sorprese Thiago Silva e Boateng, sono partiti bene (eccezion fatta per la battuta d’arresto subita a Cesena) e comandano la classifica; i bianconeri, dal canto loro, sono reduci da un avvio di stagione non esaltante e si presentano al big match privi di giocatori fondamentali come Buffon (ancora fermo per l’infortunio patito durante il Mondiale in Sudafrica), Chiellini (fermatosi proprio nel riscaldamento) e Krasic (fermato dal giudice sportivo dopo la simulazione in Bologna-Juventus). I padroni di casa schierano <em>Abbiati, Bonera, Nesta, Papastathopoulos, Antonini, Gattuso, Pirlo, Boateng, Robinho, Pato, Ibrahimovic</em>; gli ospiti rispondono con <em>Storari, Motta, Bonucci, Legrottaglie, De Ceglie, Martìnez, Felipe Melo, Aquilani, Marchisio, Del Piero, Quagliarella</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Rocchi di Firenze.</p>
<p>I rossoneri partono all’arrembaggio e dopo appena 60 secondi si rendono pericolosi con Pato: imbeccato alla perfezione da Ibrahimovic, il brasiliano entra in area ma viene bloccato dall’uscita perfetta di Storari. Al 7’ è Ibrahimovic ad avere una ghiotta occasione: Boateng apre per Pato che appoggia per lo svedese, il cui destro di prima intenzione si stampa sulla traversa a Storari battuto; ancora Ibrahimovic ci prova qualche minuto dopo, ma la sua conclusione in corsa viene respinta in calcio d’angolo da Storari. Al primo affondo, tuttavia, è la Juventus a passare in vantaggio: al 24’ Martìnez apre a sinistra per De Ceglie, il cui cross è un invito a nozze per la testa di Quagliarella, che non dà scampo ad Abbiati; per l’attaccante di Castellammare, arrivato in estate dal Napoli, si tratta della quarta segnatura bianconera. Il vantaggio rinfranca i bianconeri e poco dopo ci prova anche Del Piero, con una percussione centrale conclusa con un tiro che Abbiati respinge in calcio d’angolo. Alla mezz’ora c’è uno scontro di gioco piuttosto forte tra Bonera e De Ceglie, i quali hanno la peggio e devono abbandonare la contesa: il rossonero viene sostituito da Abate, mentre il bianconero deve lasciare il posto a Pepe (l’ex Udinese, data l’emergenza, va ad occupare la posizione di terzino destro con Motta dirottato a sinistra). Il Milan prova a rendersi pericoloso ancora con Ibrahimovic: prima il colpo di testa dello svedese su cross del neo-entrato Abate non crea particolari affanni all’attento Storari, poi è ancora lui a calciare alto dopo essersi liberato con forza dalla marcatura di Pepe. Si va così al riposo con la Juventus in vantaggio per 1-0.</p>
<p>La ripresa si apre senza cambi e con un Milan arrembante alla ricerca del pareggio. Al 5’ Boateng entra in area da sinistra e appoggia per Ibrahimovic, ma tra lo svedese ed il gol si frappone il corpo di Felipe Melo. All’8’ Martìnez, fin lì più che positivo, è costretto ad uscire per un problema muscolare e a lasciare il posto a Sissoko. Proprio il maliano propizia il raddoppio bianconero al 20’: Antonini sbaglia un controllo e l’ex centrocampista di Valencia e Liverpool si presenta tutto solo davanti ad Abbiati; la conclusione completamente sbagliata da Sissoko, tuttavia, diventa un assist per Del Piero, che da due passi non fallisce e sigla il suo 179esimo gol in bianconero superando il record di gol appartenente a Giampiero Boniperti. Al 36’, tuttavia, il Milan, nel quale nel frattempo Seedorf e Inzaghi hanno rilevato Boateng e Pato, riapre i giochi: Antonini crossa dalla sinistra e Ibrahimovic di testa batte Storari per il gol del 2-1 che rimette in partita i rossoneri; per Ibrahimovic si tratta del primo gol contro la sua ex squadra (negli anni interisti l’impresa non gli era mai riuscita). A questo punto Delneri, che nel frattempo inserisce anche Amauri (recuperato in extremis) in luogo di Del Piero, ordina ai suoi di difendere a tutti i costi il vantaggio. Brividi in area bianconera al 40’, quando Abate scatta sulla destra e pesca sul secondo palo Robinho, il quale però manca il colpo vincente. Non accade più nulla e così la partita termina sul punteggio di 2-1 in favore della Juventus. Sarà, tuttavia, una delle poche soddisfazioni che la squadra di Delneri riuscirà a togliersi: a fine stagione, infatti, i bianconeri chiuderanno il campionato ad una distanza siderale dai rossoneri campioni d’Italia e rimarranno esclusi da tutte le competizioni europee della stagione successiva; il resto è storia nota, con l’avvicendamento in panchina tra lo stesso Delneri (oggi allenatore del Genoa) e Antonio Conte e lo scudetto vinto da quest’ultimo al termine di un campionato chiuso con zero sconfitte; storia nota, insomma.</p>
<p>Domenica si riproporrà una situazione diametralmente opposta rispetto a quella di due anni fa: la Juventus arriverà al confronto diretto da prima in classifica, mentre il Milan si presenterà largamente staccato; non per questo, tuttavia, bisogna prendere sotto gamba l’impegno. Perdere con una milanese può anche starci, perdere con entrambe decisamente no.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>12 marzo 2003, Juventus-Deportivo La Coruna 3-2: Tudor regala la qualificazione ai bianconeri</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 17:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La partita di domani sera contro il Chelsea è la classica sfida da &#8220;dentro o fuori&#8221;: in caso di vittoria i bianconeri potrebbero accontentarsi anche solo di un pareggio nel difficilissimo campo di Donetsk, in caso di pareggio la trasferta ucraina diventerebbe la classica ultima spiaggia, mentre in caso di sconfitta diventerebbe praticamente certa la]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>La partita di domani sera contro il Chelsea è la classica sfida da &#8220;dentro o fuori&#8221;: in caso di vittoria i bianconeri potrebbero accontentarsi anche solo di un pareggio nel difficilissimo campo di Donetsk, in caso di pareggio la trasferta ucraina diventerebbe la classica ultima spiaggia, mentre in caso di sconfitta diventerebbe praticamente certa la &#8220;retrocessione&#8221; in Europa League. Eppure i bianconeri si sono ritrovati già in passato costretti a giocarsi il passaggio del turno nella penultima gara: è il caso della Champions League 2002-03, quella poi persa in finale a Manchester contro il Milan.</p>
<p>E&#8217; il 12 marzo 2003. La Juventus di Marcello Lippi affronta il Deportivo La Coruna di Javier Irureta nel penultimo turno della seconda fase a gironi della massima competizione europea: i bianconeri sono costretti a vincere per assicurarsi il passaggio del turno (un successo contro gli spagnoli, infatti, permetterebbe alla squadra di Lippi di perdere addirittura con 4 gol di scarto nell&#8217;ultima gara in programma a Basilea) come seconda in classifica alle spalle dell&#8217;irraggiungibile Manchester United; i galiziani, tuttavia, sono avversari tosti, considerato che nelle ultime due stagioni i bianconeri hanno ottenuto contro di loro quattro pareggi e una sconfitta. La Juventus, priva del suo capitano Del Piero e reduce appena una settimana prima dallo 0-3 subìto in casa dai &#8220;Red Devils&#8221;, si schiera con <em>Buffon, Thuram, Ferrara, Montero, Zambrotta, Davids, Tacchinardi, Camoranesi, Nedved, Di Vaio, Trezeguet; </em>gli spagnoli, che presentano in panchina il portiere titolare Molina (operato pochi mesi prima per un tumore ai testicoli e accolto con uno striscione di bentornato dai tifosi di casa), rispondono con <em>Juanmi, Hector, Cesar, Naybet, Romero, Scaloni, Duscher, Mauro Silva, Fran, Tristàn, Makaay. </em>Arbitro dell&#8217;incontro è lo svedese Anders Frisk (lo stesso che un anno e mezzo più tardi verrà colpito dalla famosa monetina durante Roma-Dinamo Kiev, ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;).</p>
<p>Gli ospiti partono fortissimo e creano subito due occasioni pericolosissime: al 9&#8242; Buffon è costretto a rifugiarsi in calcio d&#8217;angolo su un diagonale velenoso di Tristàn, mentre all&#8217;11&#8242; lo stesso attaccante spagnolo calcia di pochissimo a lato dopo essersi liberato di Ferrara e Montero. Al 13&#8242;, tuttavia, i bianconeri trovano il gol del vantaggio grazie a Ciro Ferrara, che stacca con i tempi giusti sul corner calciato da Camoranesi e batte l&#8217;incolpevole Juanmi; quello del difensore napoletano è il primo gol che la Juventus realizza contro il Deportivo (le precedenti due sfide al Delle Alpi, infatti, si erano concluse sullo 0-0). Al 16&#8242; l&#8217;azione si ripete: corner dell&#8217;italo-argentino e colpo di testa ancora di Ferrara, ma stavolta il pallone termina di poco a lato. La gara è vibrante e ricca di emozioni: al 27&#8242; Buffon risponde da campione a Makaay (partito, tuttavia, in posizione irregolare, ma al 34&#8242; il portiere bianconero deve capitolare sul tap-in di Tristàn su assist dello stesso Makaay; vane le proteste bianconere in occasione del pari spagnolo per un fallo abbastanza evidente di Makaay su Tacchinardi (chissà cosa sarebbe successo se quest&#8217;azione fosse capitata in campionato a danno di qualche squadra milanese&#8230;). E&#8217; l&#8217;ultima azione degna di nota del primo tempo, che si chiude sull&#8217;1-1.</p>
<p>La ripresa si apre con due novità nelle file bianconere: Pessotto e Zalayeta rilevano i deludenti Camoranesi e Di Vaio. Al 5&#8242; i bianconeri sfiorano il vantaggio con Nedved, il cui destro su assist aereo di Trezeguet sorvola la traversa della porta difesa da Juanmi. Passano due minuti e il raddoppio lo trovano gli ospiti: bella azione di Makaay, che si libera con una finta di Montero e trafigge Buffon con una pregevole conclusione a giro. La Juventus si ritrova così ad un passo dall&#8217;eliminazione e sembra spacciata, ma al 19&#8242; la fortuna aiuta i bianconeri: una conclusione non irresistibile di Davids viene deviata da un difensore spagnolo sui piedi di Trezeguet, lesto a controllare e a trafiggere Juanmi da pochi passi; con metà ripresa da giocare la Juventus riacquista fiducia e può cercare il gol che significherebbe vittoria e, soprattutto, qualificazione ai quarti. Al 22&#8242; è ancora Trezeguet a cercare il gol su assist di Tacchinardi, ma tra il francese e la doppietta ci si mette il palo; nel frattempo Lippi effettua il suo terzo cambio, inserendo Tudor in luogo dello stesso Tacchinardi. E&#8217; il cambio che, di fatto, decide la partita perchè al 93&#8242;, quando ormai tutto sembra irrimediabilmente compromesso, proprio il gigante croato raccoglie una corta respinta della difesa spagnola e trafigge Juanmi con un destro al volo che significa vittoria e qualificazione ipotecata; con questo risultato la trasferta in Svizzera diventa poco più che una formalità. Finisce così 3-2 per la gioia di tutti i tifosi bianconeri, sia quelli presenti allo stadio che quelli seduti davanti al televisore: la Juventus può finalmente festeggiare una qualificazione che sembrava irrimediabilmente compromessa soltanto al 90&#8242;.</p>
<p>L&#8217;auspicio di tutti è di poter rivivere domani sera, contro il Chelsea, emozioni simili a quelle provate nove anni fa: magari senza bisogno di soffrire fino al 93&#8242; e di rimetterci quasi le corde vocali, ma se anche questo dovesse essere necessario non sarà certo un problema.</p>
<p><em><strong>Postilla finale. </strong>Ricordo ancora, e non provo alcuna vergogna a farlo, la gioia provata insieme a mio padre nove anni fa al momento del gol di Tudor: saltammo dal divano, ci abbracciammo e urlammo come due bambini festanti, suscitando addirittura la preoccupazione dei vicini per l&#8217;eccessivo livello dei decibel. Caro papà, gli anni sono passati e parecchi chilometri ci separano, ma aver vissuto quella gioia insieme a te è stato uno dei momenti più belli che io possa ricordare. Grazie!</em></p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo </strong></em><strong></strong>(<em>@VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>12 aprile 2012, Juventus-Lazio 2-1: la punizione di Del Piero consegna un pezzo di scudetto a Conte</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Nov 2012 17:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il passo falso contro l’Inter, la Juventus si è rimessa in cammino grazie ai due successi consecutivi contro Nordsjaelland e Pescara; adesso gli uomini di Conte sono attesi dal confronto contro la Lazio di Petkovic, rinfrancata dal successo di domenica scorsa nel derby contro la Roma di Zeman. In attesa di sapere come finirà]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Dopo il passo falso contro l’Inter, la Juventus si è rimessa in cammino grazie ai due successi consecutivi contro Nordsjaelland e Pescara; adesso gli uomini di Conte sono attesi dal confronto contro la Lazio di Petkovic, rinfrancata dal successo di domenica scorsa nel derby contro la Roma di Zeman. In attesa di sapere come finirà la sfida di domani pomeriggio allo Juventus Stadium, andiamo a ripercorrere un precedente felice per i colori bianconeri, ovvero l’ultimo; un precedente che rientra di diritto nel novero delle partite decisive per la conquista dell’ultimo scudetto.</p>
<p>È il 12 aprile 2012. La Juventus, dopo aver sorpassato il Milan nel turno pre-pasquale del sabato precedente, è chiamata a rispondere al successo rossonero del giorno prima contro il Chievo per riprendersi la vetta del campionato; la Lazio di Reja, tuttavia, è un avversario in piena lotta per la Champions e non è affatto intenzionata a vestire i panni della vittima sacrificale. I bianconeri si schierano con <em>Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Vidal, Pirlo, Marchisio, Pepe, Quagliarella, Vucinic</em>; i biancocelesti rispondono con <em>Marchetti, Scaloni, Diakitè, Biava, Garrido, Cana, Ledesma, Gonzalez, Mauri, Candreva, Rocchi</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Damato di Barletta.</p>
<p>La Juventus parte fortissimo e sfiora subito il vantaggio con Quagliarella, che arriva con un attimo di ritardo sul cross basso di Chiellini, poi alla mezz’ora è Pepe a divorarsi il vantaggio: imbeccato da Vidal, il numero 7 bianconero si ritrova a tu per tu con Marchetti ma sbaglia clamorosamente la conclusione. Poco dopo, tuttavia, l’esterno bianconero si rifà alla grande: lancio di Pirlo per Simone, che stoppa di petto e batte Marchetti con una splendida acrobazia; per Pepe, cresciuto calcisticamente nel vivaio della Roma, è il terzo gol consecutivo contro la Lazio, punita nei due precedenti confronti diretti (anche se giocati all’Olimpico di Roma). Al 34’ Vidal vede Marchetti fuori dai pali e prova a sorprenderlo, ma il portiere laziale riesce a recuperare la posizione e devia in calcio d’angolo; pochi minuti dopo Marchetti è bravissimo a respingere in calcio d’angolo la girata ravvicinata di Quagliarella, mentre al 39’ è Diakitè a salvare la propria porta su conclusione ravvicinata di Vucinic. La Juventus, tuttavia, non riesce a chiudere la partita, e così alla prima occasione la Lazio trova il gol del pari: a pochi secondi dallo scadere Mauri stacca di testa su un cross effettuato da Scaloni e batte Buffon per il punto dell’1-1; i bianconeri incappano così nel loro atavico vizio di subire il pareggio dopo aver dominato il match senza chiuderlo. Si va così al riposo sul pari.</p>
<p>Nella ripresa la Juventus scende in campo desiderosa di ritrovare il vantaggio e la testa della classifica (persi momentaneamente in virtù della vittoria milanista a Verona solo 24 ore prima). Al 7’ Pirlo lancia in profondità Vucinic, ma il montenegrino sbaglia il controllo e calcia da posizione troppo defilata, mancando così il bersaglio. A questo punto Conte inserisce anche Matri, Del Piero e Giaccherini, schierando così la sua squadra con un 4-2-4 a trazione decisamente anteriore; Reja, dal canto suo, prova ad imbastire una gabbia per contenere gli assalti avversari e per portare a casa un punto d’oro. La Juventus ci prova proprio con il neo-entrato Del Piero, ma la sua conclusione dal limite su assist di Vidal è fiacca e Marchetti blocca senza troppi problemi. Al 37’, però, la magia che manda in visibilio tutto il popolo bianconero: punizione appena fuori dall’area di rigore laziale; batte il capitano che trova l’angolo alla destra di Marchetti, riporta così la Juventus in vantaggio e in vetta alla classifica e festeggia nel migliore dei modi il suo gettone bianconero numero 700. I minuti finali sono caratterizzati da una Juventus che difende con ordine il ritrovato vantaggio e da una Lazio nervosa che perde l’allenatore Reja per proteste e Kozak per gioco scorretto. Finisce 2-1 per la Juventus, con tutto lo stadio che esplode in un boato di gioia; lo scudetto finale sarà stato deciso, in parte, proprio da questo successo (oltre che dalla preziosissima vittoria di Cesena e da quella finale sul Cagliari).</p>
<p>La speranza di tutti è che il risultato di Juventus-Lazio di domani possa essere lo stesso di sette mesi fa, e che a fine campionato questa partita possa essere annoverata tra quelle decisive per la vittoria finale.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong></em> (<em>@VincenzoMurgolo</em> on Twitter)</p>
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		<title>Italia-Francia: precedenti storici</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 17:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Lamberti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si gioca stasera al Tardini di Parma l&#8217;amichevole Italia-Francia, una partita di lusso tra due nazionali storicamente rivali. Il primo match risale al 1910 e da allora  si sono incontrate ben 36 volte con un bilancio a favore della nostra nazionale, 18 vittorie, 10 pareggi e 8 sconfitte, con 79 gol segnati e solamente 48]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></p>
<p>Si gioca stasera al<strong> Tardini</strong> di <strong>Parma</strong> l&#8217;amichevole <strong>Italia</strong>-<strong>Francia</strong>, una partita di lusso tra due nazionali storicamente rivali.<br />
Il primo match risale al 1910 e da allora  si sono incontrate ben 36 volte con un bilancio a favore della nostra nazionale, 18 vittorie, 10 pareggi e 8 sconfitte, con 79 gol segnati e solamente 48 subiti.<br />
L&#8217;esordio della Nazionale Italiana è avvenuto proprio contro i francesi, in quel lontano 1910, con una partita memorabile vinta per 6-2 nell&#8217;<strong>Arena di Milano</strong>.<br />
Questo però non è stato il nostro successo con più gol di scarto, a <strong>Torino</strong> nel 1925 L&#8217;<strong>Italia</strong> vinse per 7-0.<br />
L&#8217;incontro con più segnature, ben 13, risale al 1920. In quel caso gli azzurri sconfissero i transalpini per 9-4.<br />
La sconfitta più bruciante per l&#8217;<strong>Italia</strong>? La disfatta in finale dell&#8217;europeo del 2000 con il golden gol di<strong> Trezeguet</strong>.<br />
La vittoria più bella dell&#8217;<strong>Italia</strong>? Facile. Finale mondiale 2006, 1-1 alla fine dei tempi regolamentari e 5-3 ai calci di rigore con l&#8217;errore dello stesso <strong>Trezeguet</strong>.</p>
<p><em><strong>Alfredo Lamberti</strong></em></p>
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		<title>31 marzo 2007, Pescara-Juventus 0-1: decide Alex&#8230;Birindelli!</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 17:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani sera Pescara e Juventus si affronteranno allo stadio &#8220;Adriatico&#8221; per l&#8217;anticipo serale della 12esima giornata del campionato di Serie A. Eppure al campo abruzzese è legato un precedente particolare, visto che l&#8217;ultima volta che i bianconeri hanno giocato a Pescara erano in Serie B per le note vicende di Calciopoli; poichè da allora è]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Domani sera Pescara e Juventus si affronteranno allo stadio &#8220;Adriatico&#8221; per l&#8217;anticipo serale della 12esima giornata del campionato di Serie A. Eppure al campo abruzzese è legato un precedente particolare, visto che l&#8217;ultima volta che i bianconeri hanno giocato a Pescara erano in Serie B per le note vicende di Calciopoli; poichè da allora è passata parecchia acqua sotto i ponti, andiamo a rivivere quella partita.</p>
<p>E&#8217; il 31 marzo 2007. Pescara e Juventus si affrontano nel più classico dei testa-coda: i bianconeri sono saldamente al comando di un campionato dominato dall&#8217;inizio alla fine, mentre gli abruzzesi navigano nei bassifondi della classifica. La Juventus di Deschamps, priva dello squalificato Trezeguet, si presenta con <em>Buffon, Zebina, Boumsong, Chiellini, Balzaretti, Marchionni, Giannichedda, C. Zanetti, Nedved, Del Piero, Zalayeta; </em>il Pescara, guidato da mister De Rosa, risponde con <em>Polito, De Martis, Delli Carri, Olivieri, Zoppetti, Antonelli, Luci, De Falco, La Vista, Russo, Vantaggiato. </em>Arbitro dell&#8217;incontro è il signor.</p>
<p>Il canovaccio del primo tempo è il seguente: il Pescara si difende per non prenderle, mentre la Juventus fatica a trovare la giocata vincente; risultato di ciò sono 45 minuti piuttosto monotoni e caratterizzati da pochi sussulti. Il primo dei due portieri ad essere chiamato in causa è il pescarese Polito, che al 15&#8242; blocca senza problemi un colpo di testa di Chiellini e al 26&#8242; devia un velenoso diagonale di Zalayeta. Al 29&#8242; Del Piero manca di poco il bersaglio di testa, andando ad impattare su un calcio d&#8217;angolo battuto da Nedved, ma al 39&#8242; l&#8217;arbitro concede un calcio di rigore ai bianconeri per un tocco di mano del difensore pescarese Zoppetti su conclusione di Marchionni: sul dischetto si presenta Del Piero, ma la conclusione non è all&#8217;altezza della sua fama e Polito riesce a respingere. Non accade nient&#8217;altro e si va così al riposo con il punteggio fermo sullo 0-0.</p>
<p>La ripresa si apre con i bianconeri alla ricerca del vantaggio ed è Nedved ad avere due occasioni nello spazio di cinque minuti: prima la sua conclusione sfiora il palo alla sinistra di Polito, poi calcia alto dopo aver dribblato due difensori pescaresi. La prima palla-gol del match per i padroni di casa arriva al 20&#8242;, quando Buffon blocca senza troppi problemi la conclusione al volo di Vantaggiato. A questo punto Deschamps cambia, inserendo Birindelli e Palladino in luogo di Zebina e Marchionni; proprio i due nuovi entrati confezionano il gol-partita al 29&#8242;, quando il difensore irrompe al volo sul corner del numero 20 e batte Polito sotto misura. Il gol dei bianconeri chiude di fatto i giochi, visto che fino allo scadere le due squadre producono una sola occasione, ovvero un tiro di Nedved bloccato da Polito al 43&#8242;. Finisce con la vittoria dei bianconeri, che riescono anche ad allungare sulle dirette concorrenti per la promozione (Napoli, Genoa e Bologna) a causa dei contemporanei risultati.</p>
<p>Domani sera, per fortuna, Pescara e Juventus torneranno ad affrontarsi nella categoria che più compete loro, ovvero la Serie A. Con l&#8217;auspicio che il risultato sia lo stesso di cinque anni e mezzo fa&#8230;</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo </strong></em>(<em>@VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>2 ottobre 2005, Juventus-Inter 2-0: Trezeguet-Nedved e l&#8217;Inter è annichilita!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 18:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da ormai sei anni a questa parte Juventus-Inter è diventata ben più di un semplice &#8220;derby d&#8217;Italia&#8221;: le vicende estive del 2006 hanno reso ancor più accesa la rivalità tra bianconeri e nerazzurri, soprattutto a causa di quello scudetto vinto meritatamente dalla Juventus e finito (senza mai essere oggetto d&#8217;indagine) sulle magliette interiste. E allora,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Da ormai sei anni a questa parte Juventus-Inter è diventata ben più di un semplice &#8220;derby d&#8217;Italia&#8221;: le vicende estive del 2006 hanno reso ancor più accesa la rivalità tra bianconeri e nerazzurri, soprattutto a causa di quello scudetto vinto meritatamente dalla Juventus e finito (senza mai essere oggetto d&#8217;indagine) sulle magliette interiste. E allora, tanto per ricordare agli amici (?) tifosi della &#8220;beneamata&#8221; come è realmente andato quel campionato, ricordiamo il confronto diretto tra le due squadre andato in scena alla sesta giornata in quello che, all&#8217;epoca, era ancora lo stadio Delle Alpi (sulle cui ceneri sarebbe sorto, appena sei anni più tardi, lo Juventus Stadium).</p>
<p>E&#8217; il 2 ottobre 2005. La Juventus di Capello si presenta alla sfida contro l&#8217;Inter di Mancini a punteggio pieno (18 punti conquistati su 18), mentre i nerazzurri hanno appena tre punti in meno per effetto della sconfitta subita a Palermo alla seconda giornata. I bianconeri si presentano in campo con <em>Abbiati, Blasi, Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Emerson, Vieira, Nedved, Ibrahimovic, Trezeguet; </em>i nerazzurri, dal canto loro, rispondono con <em>Julio Cesar, Cordoba, Materazzi, Samuel, Favalli, Figo, Pizarro, Cambiasso, Stankovic, Adriano, Martins. </em>Arbitro dell&#8217;incontro è il signor Paparesta di Bari (che al termine della stagione diventerà famoso per altre vicende, ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;).</p>
<p>I bianconeri, come da copione, partono subito forte, ma è dell&#8217;Inter il primo affondo del match: al 14&#8242; Adriano prova l&#8217;affondo in area di rigore, ma Emerson è bravo a contenerlo e a favorire l&#8217;uscita di Abbiati. Lo stesso portiere bianconero, giunto in prestito dal Milan per sostituire l&#8217;infortunato Buffon, al 20&#8242; non ha problemi a bloccare un pallone calciato da Figo. Passano, tuttavia, due minuti ed è la squadra di Capello a portarsi in vantaggio: Cambiasso atterra Ibrahimovic al limite dell&#8217;area di rigore e Paparesta concede un calcio di punizione ai padroni di casa; batte lo stesso Ibra, Julio Cesar respinge, ma sul pallone si avventa come un falco Davìd Trezeguet, che è più lesto di tutti ad insaccare il pallone alle spalle del portiere brasiliano e a siglare il suo sesto gol stagionale. L&#8217;Inter, in assenza di sortite offensive rilevanti, prova ad affidarsi ai calci piazzati di Figo, ma Abbiati respinge senza particolare affanno; poco dopo Julio Cesar è chiamato all&#8217;intervento aereo fuori area per fermare Ibrahimovic, lanciato a rete da Emerson. I padroni di casa trovano il raddoppio al 34&#8242;: calcio di punizione eseguito alla perfezione da Pavel Nedved e Julio Cesar è battuto per la seconda volta; per il ceco si tratta del secondo gol in tre giorni dopo quello realizzato al Bruges in Champions League il mercoledì precedente. L&#8217;Inter prova a reagire con una combinazione nello stretto tra Adriano e Martins, ma l&#8217;uscita tempestiva di Abbiati sbarra la strada al veloce attaccante nigeriano che, nella circostanza, rifila un&#8217;involontaria ginocchiata in faccia al portiere bianconero. Proteste bianconere sul finire del primo tempo: Materazzi entra duro su Ibrahimovic e lo svedese è costretto ad uscire in barella e a lasciare il posto ad Alex Del Piero; l&#8217;intervento sarebbe da rosso (dettaglio scontato, visto che si parla di Materazzi&#8230;), ma Paparesta opta per l&#8217;ammonizione. L&#8217;ultima occasione prima dell&#8217;intervallo è ancora per i padroni di casa: al 44&#8242; Vieira stacca di testa sul corner battuto da Nedved, ma Julio Cesar respinge in tuffo; si va dunque al riposo con la Juventus in vantaggio per 2-0 e in assoluto controllo della partita.</p>
<p>La prima occasione del secondo tempo è interista: corner di Pizarro, Martins stacca di testa e Materazzi manca di poco la deviazione sotto misura. Poco dopo Capello è costretto a sostituire l&#8217;acciaccato Thuram con Kovac (il francese, infatti, era stato recuperato all&#8217;ultimo dopo un infortunio che l&#8217;aveva tenuto fermo per diversi giorni), mentre poco dopo anche Trezeguet sarà costretto a dare forfait a causa di un infortunio muscolare e ad essere rimpiazzato da Zalayeta. L&#8217;Inter continua a provarci anche da fermo e il calcio di punizione di Adriano al 12&#8242; sorvola di poco la traversa della porta di Abbiati; poco dopo anche Mancini decide di cambiare, inserendo Recoba e Cruz in luogo di Figo e Pizarro (Inter, dunque, in campo con quattro punte). Lo stesso &#8220;Chino&#8221; prova a riaprire il match, ma sulla sua punizione al 21&#8242; è strepitosa la respinta di Abbiati, che vola a togliere il pallone dall&#8217;incrocio dei pali. Alla mezz&#8217;ora Martins, servito da Cruz, prova a realizzare il 2-1 con un velenoso diagonale, ma la risposta di Abbiati è da campione e il gol nerazzurro non arriva; non arriva nemmeno quando Kovac, nel tentativo di anticipare Martins, si esibisce in un goffo retropassaggio che per poco non beffa Abbiati e non si trasforma nella più comica delle autoreti. E&#8217; l&#8217;ultima occasione di una partita che finisce con il risultato di 2-0 in favore di una Juventus sempre padrona del campo e che porta a 6 le proprie lunghezze di vantaggio nei confronti dei nerazzurri. Il seguito è storia tristemente nota: la Juventus dominerà il campionato e lo vincerà alla cifra stratosferica di 91 punti, ma poche settimane dopo saranno le sentenze (?) di Calciopoli a cancellare questo splendido risultato, a scaraventare in Serie B e a smantellare una corazzata fantastica e ad assegnare lo scudetto ad un&#8217;Inter che quel campionato lo aveva terminato al terzo posto e a ben 17 punti dai bianconeri e a 14 dal Milan secondo in classifica.</p>
<p>L&#8217;auspicio di tutti noi è che domani sera la Juventus possa dare un&#8217;ulteriore prova di forza agli &#8220;onesti&#8221;, possibilmente senza stucchevoli corredi polemici&#8230;</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo </strong></em>(<em>@VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>Juventus, 115 anni da leggenda!</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2012 18:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi è il 115° anniversario della fondazione della Juventus (e il 1/11 è anche la data di nascita di uno dei presidenti più prestigiosi della sua storia: Umberto Agnelli). Il 1° novembre del 1897 ha avuto inizio la leggenda bianconera. Non può capirla chi non è di quella fede e tanto meno chi le ostenta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/commento-post-partita-udinese-juventus-1-4/juvenewsradio2" rel="attachment wp-att-28347"><img class="alignnone size-full wp-image-28347" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/09/juvenewsradio2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Oggi è il 115° anniversario della fondazione della <em><strong>Juventus</strong></em><strong></strong> (e il 1/11 è anche la data di nascita di uno dei presidenti più prestigiosi della sua storia: Umberto Agnelli). Il 1° novembre del 1897 ha avuto inizio la leggenda bianconera.</p>
<p>Non può capirla chi non è di quella fede e tanto meno chi le ostenta odio in modo preconcetto; neppure le giovani generazioni possono capire la portata di questo mito che ha radici profonde e ramificatissime nella storia italiana, nel costume, nella cultura e perfino, direi, nel modo di concepire la vita. Chi conosce la sua storia infatti ha goduto di innumerevoli trionfi come di banali scivoloni, di ammirazione internazionale e di tragedie assurde (vedi Heysel), ma soprattutto vanta una schiera infinita di fuoriclasse e di grandi campioni:</p>
<p>il primo fu l&#8217;ungherese <strong>Ferenc Hirzer</strong> che si permise di segnare la bellezza di 55 reti in appena 42 partite (campionato, vinto,  1925-26 e seguente). Fu poi l&#8217;epoca del trio difensivo insuperabile <strong>Combi, Rosetta e Caligaris </strong>che insieme ai vari <strong>Monti, Cesarini, Ferrari, Borel II e Orsi </strong> fece parte della squadra fenomenale che trionfò per cinque anni consecutivi dal 30-31 al 34-35. Venne poi il duo difensivo <strong>Foni-Rava</strong> e gli attaccanti <strong>Gabetto</strong> (passato poi al<em><strong> grande Torino</strong></em> col quale perì nel maggio del &#8217;49, insieme a tutta la squadra, nell&#8217;incidente aereo di Superga), <strong>Colaussi </strong>e l&#8217;albanese <strong>Lushta. </strong>In quegli anni, prima della seconda guerra mondiale, guidò l&#8217;attacco bianconero il grande <em><strong>Giuseppe Meazza</strong></em><strong> </strong>e nell&#8217;immediato dopoguerra occupò quel posto l&#8217;altro grande campione <em><strong>Silvio</strong></em><strong> Piola.</strong></p>
<p>Ma è sull&#8217;inizio degli anni &#8217;50 che la storia bianconera visse altre stagioni trionfali (49-50 e 51-52) con campioni indimenticabili: <strong>Boniperti, Muccinelli, Parola, i danesi John Hanse, Karl Hansen e Praest e l&#8217;argentino Martino</strong><em>, </em>autore di un campionato strepitoso<em> (quello vinto nel 1949-50) al termine del quale fu costretto dalla moglie a tornare in Argentina.</em> Allenatore fu l&#8217;inglese<em> <strong>Jess Carver</strong></em> al quale succedette nel 1957 il danubiano <strong>Brocic</strong>.  Egli ebbe la fortuna di avere in squadra due fuoriclasse quali <strong>John Charles</strong> (per la straripante potenza fisica e il colpo di testa micidiale) e il fenomeno dei fenomeni, tale <em><strong>Enrique Omar Sivori</strong> </em> (argentino) che resterà ineguagliato per le esagerate doti tecniche, oltre all&#8217;innato senso del gol. La Juventus maramaldeggiò il campionato 1957-58 e quelli del 59-60 e 60-61 sotto la guida di <strong>Carlo Parola e Renato Cesarini</strong>.</p>
<p>Dovremo aspettare il 1966-67 per ri-vincere lo scudetto (il tredicesino) sotto la guida di <strong><em>Heriberto Herrera</em></strong> e della sua ossessione per il &#8220;movimiento&#8221;, al quale <strong>Sivori</strong> non volle mai sottomettersi. Fu infatti ceduto, suo malgrado, al <em><strong>Napoli</strong></em> dove concluse la carriera senza più particolari squilli.</p>
<p>Dopo la sfortunata e breve parentesi di rinnovamento totale, sotto la guida del compianto Armando Picch<strong>i </strong>nel 70-71, ecco a raccoglierne l&#8217;eredità quel <strong>Cestmir Vycpalek </strong>(boemo, zio di Zeman) che aveva giocato con la maglia bianconera nell&#8217;immediato dopoguerra. Vinse subito due scudetti (71-72 e 72-73) e poi gli subentrò ancora <strong>Parola</strong> vincendo il titolo del 74-75 e perdendo banalmente sul filo di lana quello seguente a favore del <em><strong>Torino.</strong></em></p>
<p>L&#8217;epoca di <strong>Trapattoni </strong>da Cusano Milanino coincise, pur senza impressionare quanto a qualità di gioco, con molti successi sia in campo nazionale che europeo e mondiale.  Il fenomenale <strong>Platini, </strong>insieme a <strong>Boniek, Tacconi e Laudrup, Cabrini, Scirea, Causio, Bettega</strong>,<strong> Zoff,</strong> fecero a gara per alimentarne i successi.</p>
<p>Pause non esaltanti furono quelle seguenti a guida <strong>Marchesi, Zoff e Maifredi.</strong> L&#8217;arrivo di un altro fenomeno (<strong>Roberto Baggio</strong> da Caldogno) portò nuovi entusiasmi ed emozioni impareggiabili oltre alla conquista della terza coppa Uefa e dello scudetto 1994-95, col mago <strong>Lippi</strong> da Viareggio.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo fu protagonista di un altro fantastico ciclo di vittorie (5 scudetti, una coppa Italia, una Champions League, una Coppa Intercontinentale e varie Supercoppe). Grandi campioni anche in questo ciclo: da <strong>Alex Del Piero</strong> (il più grande di tutti) a <strong>Jugovic, Vialli, Montero, Davids, Zidane</strong>,<strong> Nedved,</strong> <strong>Trezeguet.</strong></p>
<p>E&#8217; storia dei giorni nostri quella dell&#8217;ultimo trionfo, nello scorso campionato, per merito primo di <strong>Antonio Cont</strong>e da Lecce e poi di grandi giocatori. dal portiere numero uno al mondo<strong> Buffon</strong> a <strong>Marchisio, Vidal, Vucinic, Pirlo, Quagliarella.</strong> Siamo a 30 scudetti vinti sul campo e nessuno si permetta di dire che non è vero.</p>
<p>30 sono e 30 resteranno (per ora)&#8230; contro chiunque attenti a questa realtà stupenda delle maglie a strisce bianche e nere.</p>
<p><em><strong>Mauro Puccini</strong></em></p>
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		<title>14 marzo 2009, Juventus-Bologna 4-1: poker nel segno di Del Piero e Giovinco</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 17:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa sera la Juventus di Antonio Conte e Angelo Alessio affronterà nel turno infrasettimanale il Bologna; un test tradizionalmente ostico (i rossoblu hanno creato non pochi problemi ai bianconeri negli ultimi anni), che segue la contestatissima vittoria di Catania e che precede di soli tre giorni l&#8217;attesa sfida contro l&#8217;Inter allo Juventus Stadium. In attesa]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Questa sera la Juventus di Antonio Conte e Angelo Alessio affronterà nel turno infrasettimanale il Bologna; un test tradizionalmente ostico (i rossoblu hanno creato non pochi problemi ai bianconeri negli ultimi anni), che segue la contestatissima vittoria di Catania e che precede di soli tre giorni l&#8217;attesa sfida contro l&#8217;Inter allo Juventus Stadium. In attesa di sapere come finirà la partita di questa sera, ripercorriamo una sfida recente tra le due squadre.</p>
<p>E&#8217; il 14 marzo 2009. La Juventus di Claudio Ranieri, appena eliminata dalla Champions League dal Chelsea, affronta un Bologna alla disperata ricerca di punti salvezza: per entrambe le squadre, dunque, la partita è fondamentale per non rischiare di compromettere la stagione. I bianconeri si schierano con <em>Buffon, Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro, Salihamidzic, Marchisio, Tiago, Giovinco, Del Piero, Iaquinta; </em>i rossoblu, guidati da Mihajlovic, rispondono con <em>Antonioli, Zenoni, Britos, Terzi, Lanna, Bombardini, Mutarelli, Volpi, Mudingayi, Valiani, Di Vaio. </em>Arbitro dell&#8217;incontro è il signor Damato di Barletta.</p>
<p>Il Bologna prova a rendersi pericoloso sin dalle prime battute: è il caso dell&#8217;azione ispirata da Valiani e finalizzata da Lanna, che salta Grygera, entra in area e calcia, ma Buffon respinge di pugno; lo stesso Buffon non ha particolari problemi nel bloccare, intorno al 20&#8242;, un calcio di punizione battuto da Volpi. I rossoblu sembrano messi meglio in campo e al 24&#8242; passano in vantaggio: splendido passaggio filtrante per Di Vaio per Mutarelli, che da pochi passi batte Buffon in uscita e sigla il suo primo gol stagionale. Per assistere ad una conclusione pericolosa dei bianconeri bisogna aspettare il finale di tempo: Giovinco raccoglie una corta respinta della difesa del Bologna, entra in area e calcia da posizione leggermente defilata, ma Antonioli respinge di pugno; poco dopo lo stesso Giovinco crossa da sinistra per Del Piero, ma il colpo di testa del capitano bianconero sorvola di poco l&#8217;incrocio dei pali della porta rossoblu. Si va così al riposo con il Bologna in vantaggio per 1-0 e una Juventus in difficoltà.</p>
<p>La ripresa si apre con una novità nelle file bianconere, ovvero Poulsen in luogo di Tiago. La Juventus, tuttavia, mostra ben altro piglio rispetto alla prima frazione di gioco e al 4&#8242; trova il pareggio: sul corner di Giovinco è &#8220;Brazzo&#8221; Salihamidzic a svettare su tutti e a trovare il gol del pareggio; per l&#8217;ex ala del Bayern Monaco si tratta del primo gol stagionale in una stagione in cui gli è toccato l&#8217;ingrato compito di terza scelta nelle gerarchie di Ranieri, alle spalle di Camoranesi e Marchionni. Poco dopo lo stesso Salihamidzic prova a restituire il favore a Giovinco imbeccandolo alla perfezione in area di rigore, ma a fermare la &#8220;formica atomica&#8221; ci pensa Antonioli con una provvidenziale uscita bassa; al 18&#8242; è il Bologna sfiora il raddoppio con Di Vaio di testa, ma Buffon risponde da campione. Al 24&#8242;, dopo che la traversa aveva salvato Antonioli da sicura capitolazione su un colpo di testa ravvicinato di Iaquinta, la Juventus trova il punto del raddoppio: cross di Salihamidzic sul secondo palo per Iaquinta, che controlla e appoggia per Giovinco, il cui sinistro a giro non dà scampo ad Antonioli; per Giovinco si tratta del terzo gol stagionale, che non è male per un giocatore costantemente impiegato da Ranieri in un ruolo non suo come quello di esterno sinistro. La Juventus è ormai padrona del campo e trova il tris alla mezz&#8217;ora: tocco di Salihamidzic per Del Piero, che con una finta mette a sedere Terzi e infila Antonioli da distanza ravvicinata; il capitano concede il bis al 42&#8242;, quando raccoglie una corta respinta di Antonioli e deposita nella porta ormai sguarnita. Il capitano potrebbe addirittura concedere il tris nel finale di partita, ma tra lui e il gol del 5-1 ci si mette la traversa (nel recupero Ranieri gli concederà addirittura la standing ovation per far posto ad un giovane prodotto del vivaio, tale Immobile Ciro&#8230;). Non accade nient&#8217;altro di rilevante e la gara si conclude con la Juventus vittoriosa per 4-1 e il Bologna sconfitto dopo un buon primo tempo; la sconfitta segnerà il destino di Sinisa Mihajlovic, che poche settimane più tardi lascerà il posto a Giuseppe Papadopulo.</p>
<p>La speranza è che stasera, come in quella serata di tre anni e mezzo fa, sia protagonista Sebastian Giovinco: la partita appena ricordata, infatti, è ad oggi la miglior partita disputata in bianconero dalla &#8220;formica atomica<em>&#8220;</em></p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo </strong></em>(@<em>VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>5 dicembre 2010, Catania-Juventus 1-3: Quagliarella-show e la Juve vola!</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 16:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il campo del Catania è sempre stato ostico per la Juventus: dal 2007 ad oggi, infatti, i bianconeri hanno vinto soltanto due volte al “Massimino” e pareggiato tre; persino la Juventus scudettata di Antonio Conte non è riuscita ad espugnare il campo dei siciliani lo scorso anno, tanto che a salvare i bianconeri fu un]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/17-aprile-2005-juventus-lecce-5-2-capello-distrugge-zeman-ibrahimovic-batte-vucinic/precedenti-storici2" rel="attachment wp-att-12392"><img class="alignnone size-full wp-image-12392" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/05/Precedenti-Storici2.jpg" alt="" width="460" height="230" /></a></p>
<p>Il campo del Catania è sempre stato ostico per la Juventus: dal 2007 ad oggi, infatti, i bianconeri hanno vinto soltanto due volte al “Massimino” e pareggiato tre; persino la Juventus scudettata di Antonio Conte non è riuscita ad espugnare il campo dei siciliani lo scorso anno, tanto che a salvare i bianconeri fu un gol assai fortunoso di Milos Krasic (l’ultimo acuto del serbo prima di essere spedito nel dimenticatoio dal mister). L’ultimo successo bianconero risale a due stagioni fa, dunque andiamo a ripercorrerlo.</p>
<p>È il 5 dicembre 2010. La Juventus allenata da Delneri, reduce dall’eliminazione in Europa League nel ghiacciaio di Poznan, occupa la seconda posizione con due lunghezze di vantaggio sul Napoli e con quattro in meno del Milan capolista (e futuro Campione d’Italia) ed è attesa da un non facile impegno contro i rossoazzurri, che invece sono in cerca di punti salvezza. I bianconeri schierano <em>Storari, Sorensen, Bonucci, Chiellini, Grosso, Krasic, Felipe Melo, Aquilani, Pepe, Iaquinta, Quagliarella</em>; il Catania di Giampaolo risponde con <em>Andujar, Potenza, Silvestre, Terlizzi, Alvarez, Biagianti, Ledesma, Martinho, Gomez, Maxi Lopez, Morimoto</em>. Arbitro dell’incontro è il signor Damato di Barletta (lo stesso che sabato scorso ha arbitrato Juventus-Napoli).</p>
<p>Dopo un minuto il Catania protesta per un contatto sospetto tra Sorensen e Morimoto, ma per Damato l’intervento del giovane danese è regolare. I siciliani sembrano essere partiti bene e al4’Biagianti raccoglie una corta respinta della difesa juventina e calcia al volo dal limite dell’area, mancando però la porta di un’inezia; al7’ci prova Ledesma su assist di Gomez, ma il sinistro in corsa dell’argentino esce di poco alla sinistra di Storari. È ancora il centrocampista ex Boca a provarci al21’, ma il suo sinistro al volo su cross di Martinho termina alto.La Juventus, superata questa fase iniziale non brillante, prova ad affacciarsi dalle parti di Andujar e al23’Krasic appoggia per Aquilani, il cui tiro da una ventina di metri sorvola di poco la porta catanese. Al34’i bianconeri sbloccano il risultato: Sorensen lancia sulla destra Iaquinta, il quale mette al centro per Pepe, che non sbaglia la deviazione sotto misura e porta in vantaggio la Juventus; per l’ex ala dell’Udinese è il terzo gol in bianconero (il primo in trasferta, dopo i due precedentemente realizzati in casa contro Sampdoria e Fiorentina). Nemmeno il tempo di festeggiare che il Catania raddrizza subito il risultato: Martinho supera di slancio Sorensen e mette al centro, dove Morimoto batte Storari da distanza ravvicinata per il gol del pareggio; per il giapponese si tratta del secondo gol realizzato controla Juventusdopo quello segnato nel febbraio 2009 (quandola Juventusdi Ranieri si era imposta per 2-1 grazie alle reti di Iaquinta e Poulsen). Episodio curioso al 42’: sul cross di Krasic irrompe Quagliarella e il pallone, dopo aver colpito la traversa rimbalza all’interno della porta per poi uscirne; sarebbe gol, ma né l’arbitro Damato né il suo assistente di linea assegnano il gol alla squadra di Delneri (analogie con un famoso gol non convalidato a San Siro un annetto più tardi tra i piagnistei di qualcuno?). Il raddoppio bianconero, tuttavia, è solo rinviato di un paio di minuti: al44’Bonucci innesca Iaquinta, abile ad appoggiare il pallone per Quagliarella, il cui sinistro incrociato non dà scampo ad Andujar. È l’ultima azione del primo tempo, che si chiude conla Juventusin vantaggio per 2-1.</p>
<p>La ripresa si apre con la squadra bianconera decisa a chiudere il conto: al7’Pepe entra in area da sinistra e chiama Andujar alla respinta di pugno, ma sulla respinta Krasic calcia alle stelle. A questo punto Delneri cambia inserendo Sissoko per Aquilani e al12’arriva il terzo gol: Biagianti si fa rubare il pallone da Quagliarella, che arriva al limite dell’area e fulmina Andujar con un destro che si infila nel sette alla destra del portiere del Catania. I rossoazzurri  provano a riaprire la gara, ma senza fortuna: prima un cross di Alvarez spizzato da Morimoto chiama Storari alla parata difficile, poi è ancora il portiere bianconero a fermare in uscita Antenucci (nel frattempo subentrato allo stesso Morimoto). Nel finale, tuttavia, èla Juventusa sfiorare il poker: prima Iaquinta impegna Andujar di testa, poi Del Piero (subentrato a Quagliarella) serve Krasic, che a porta vuota calcia incredibilmente sul fondo. Poco male perché la gara si conclude con la vittoria juventina per 3-1; a conti fatti la partita di Catania può essere considerata l’ultimo grande sussulto della Juventus di Delneri, che nelle settimane successive batteràla Laziosolo al93’(gol decisivo di Krasic), verrà raggiunta in extremis dal Chievo e inizierà la discesa libera che vedrà i bianconeri non qualificati per tutte le coppe europee a fine stagione. Storia nota, insomma…</p>
<p>Speriamo che la squadra di Conte e Alessio possa unire una prestazione come quella dei ragazzi di Delneri due anni fa a Catania con un risultato finale in campionato uguale a quello dell’anno scorso.</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo</strong> </em>(<em>VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>1 aprile 2012, Juventus-Napoli 3-0: partenopei annichiliti, Milan più vicino</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 16:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Murgolo</dc:creator>
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<p>Domani sera Juventus e Napoli si affronteranno allo Juventus Stadium nel big match della settima giornata: bianconeri e azzurri arrivano a questo confronto diretto da primi in classifica a pari punti, il che rende la partita ancora più interessante sul piano tecnico (sul piano mediatico si indugerà in altre sedi, commentando le stucchevoli polemiche di queste due settimane…). Ma lo scontro tra queste due squadre è stato importante anche l’anno scorso, quando la Juventus ha annichilito la squadra di Mazzarri con un secco 3-0, rompendo così un tabù che a Torino durava da tre anni (ultima vittoria nel febbraio 2009 per 1-0 con Claudio Ranieri allenatore e Claudio Marchisio a segno). Andiamo dunque a rivivere le emozioni di quella partita.</p>
<p>È il 1 aprile 2012, una data che tradizionalmente riserva brutte sorprese. La Juventus, che una settimana prima ha battuto in casa l’Inter per 2-0, deve affrontare un Napoli che appena dieci giorni prima è stato eliminato dal Chelsea (futuro Campione d’Europa) in Champions League e batterlo per portarsi a 2 punti dal Milan capolista, che nell’anticipo del sabato è stato fermato sull’1-1 dal Catania di Montella; l’occasione di accorciare in classifica è ghiotta, e sprecarla sarebbe un peccato imperdonabile. La squadra di Antonio Conte si schiera con Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, De Ceglie, Vucinic, Borriello; il Napoli risponde con la formazione-tipo, ovvero De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Inler, Gargano, Zuniga, Hamsik, Lavezzi, Cavani. Arbitro dell’incontro è il signor Orsato di Schio.</p>
<p>Parte bene la Juventus, che mostra da subito di avere il piglio giusto: al 4’ Vidal pesca sulla sinistra Pirlo che supera Hamsik e crossa sul secondo palo, ma né Borriello né Bonucci riescono ad arrivare sulla sfera; poco dopo ci prova anche Borriello di testa su cross di Lichtsteiner dalla destra, ma la palla colpita dall’ex attaccante di Milan e Roma termina di poco a lato. Al 24’ il Napoli prova a rendersi pericoloso: triangolo Lavezzi-Hamsik, ma il ceco sbaglia il controllo sul passaggio di ritorno del “Pocho” e l’azione sfuma; qualche minuto dopo Mazzarri è costretto a sostituire Maggio, vittima di un infortunio muscolare, con Dossena. Alla mezz’ora Juventus ancora pericolosa: punizione tagliata di Pirlo dalla destra e girata aerea di Vidal, ma il pallone esce alla destra di De Sanctis, che pochi minuti dopo deve impegnarsi non poco per bloccare un’altra punizione insidiosa del regista della Juventus. Sul finire del primo tempo anche il Napoli prova a rendersi pericoloso su calcio di punizione, ma la traiettoria disegnata da Lavezzi sorvola di poco la traversa della porta difesa da un inoperoso Buffon. L’ultima occasione prima dell’intervallo è ancora su calcio piazzato e stavolta De Sanctis è costretto in angolo da un’altra pericolosa punizione di Pirlo. Si va dunque al riposo sullo 0-0, ma con una Juventus in totale controllo del gioco.</p>
<p>Nella ripresa le squadre tornano in campo con gli stessi effettivi, ma al 4’ il Napoli rischia di capitolare: punizione di Pirlo dalla sinistra e Campagnaro devia di testa, costringendo De Sanctis alla respinta in tuffo. Il vantaggio bianconero, tuttavia, è rinviato di soli quattro minuti: all’8’ ancora punizione di Pirlo, la palla viene raccolta in area da Vucinic che calcia in porta, ma trova la deviazione fortunosa e vincente di Bonucci; per il difensore è il secondo gol in campionato ed è anche una sorta di “rivincita inconsapevole” nei confronti del telecronista-tifoso napoletano di Sky Carlo Alvino, che durante il primo tempo lo aveva preso di mira (anche se, a onor del vero, va detto che la frase “Bonucci rappresenta il meglio dei difensori italiani…stiamo proprio rovinati!” è quasi poesia in confronto alle offese che il buon Alvino riserverà a Leonardo durante i mesi successivi). Il Napoli sembra non reagire e, complice lo svantaggio, regala spazi immensi agli avversari: al 15’ Borriello pesca Vidal sulla destra, ma il cileno sbaglia completamente il controllo e regala la sfera a De Sanctis; arriva anche il momento dei cambi, con Pandev e Dzemaili per Inler e Hamsik nel Napoli e Caceres, Del Piero e Quagliarella per Lichtsteiner, Borriello e Vucinic nella Juventus. Al 23’ ci prova anche Marchisio con una conclusione dal limite dell’area, ma De Sanctis è attento e respinge il pallone calciato dal compagno di Nazionale. Al 29’, tuttavia, la porta azzurra capitola per la seconda volta: Marchisio ruba palla a Dzemaili e innesca Vidal, che entra in area, supera di slancio Campagnaro e fulmina De Sanctis con un sinistro imparabile. Poco dopo Quagliarella cerca il classico “gol dell’ex” con una conclusione da centrocampo che manca di poco lo specchio della porta. Per Fabio, tuttavia, il gol arriva comunque al 37’, quando riceve da Del Piero, entra in area dalla destra e batte De Sanctis da pochi passi; secondo gol stagionale per Quagliarella, che non esulta in segno di rispetto nei confronti dei suoi ex tifosi (che, a dirla tutta, non hanno mai mostrato lo stesso rispetto nei suoi confronti). Nel finale di gara ai partenopei saltano anche i nervi, tant’è che Zuniga pensa bene di farsi espellere per una gomitata rifilata in pieno volto a Chiellini, mentre la Juventus sfiora il poker con Del Piero, ma De Sanctis respinge di piede il pallone calciato dal numero 10 bianconero. È l’ultima occasione di una partita che si chiude con la vittoria per 3-0 di una Juventus in costante controllo del gioco e che può così portarsi a -2 dal Milan, che poi sarà definitivamente sorpassato una settimana dopo grazie al 2-0 che gli uomini di Conte rifileranno al Palermo e alla contemporanea sconfitta dei rossoneri per 2-1 contro la Fiorentina di Amauri.</p>
<p>L’auspicio di tutti noi è che quella di domani sera sia una partita che rispetti in pieno le attese della vigilia, al netto delle troppe stupidate mediatiche che ci è toccato sentire durante questo periodo di sosta del campionato. Infine, a proposito di stupidate mediatiche, forse è opportuno ricordare che pochi giorni dopo questa partita qualcuno (chissà chi&#8230;) iniziò a parlare di violenze consumatesi allo stadio ai danni di tifosi disabili; speriamo che domani, a prescindere dal risultato finale della partita, ci vengano risparmiati certi &#8220;inni all&#8217;idiozia&#8221;&#8230;</p>
<p><em><strong>Vincenzo Murgolo </strong></em>(<em>VincenzoMurgolo </em>on Twitter)</p>
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		<title>Rassegna Stampa Lunedì 15/10/2012</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2012 07:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Rassegna Stampa dei principali quotidiani sportivi, nazionali ed esteri. In primo piano ancora Juventus-Napoli e la straordinaria impresa di Felix Baumgartner:        ]]></description>
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<p>La Rassegna Stampa dei principali quotidiani sportivi, nazionali ed esteri. In primo piano ancora Juventus-Napoli e la straordinaria impresa di Felix Baumgartner:</p>
<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/?attachment_id=35853" rel="attachment wp-att-35853"><img class="alignnone size-medium wp-image-35853" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/10/corsport6-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a> <a href="http://www.juvenewsradio.it/?attachment_id=35854" rel="attachment wp-att-35854"><img class="alignnone size-medium wp-image-35854" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/10/tutto6-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/?attachment_id=35855" rel="attachment wp-att-35855"><img class="alignnone size-medium wp-image-35855" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/10/gazza11-204x300.png" alt="" width="204" height="300" /></a> <a href="http://www.juvenewsradio.it/?attachment_id=35856" rel="attachment wp-att-35856"><img class="alignnone size-medium wp-image-35856" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/10/abola14-235x300.jpg" alt="" width="235" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.juvenewsradio.it/?attachment_id=35857" rel="attachment wp-att-35857"><img class="alignnone size-medium wp-image-35857" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/10/marca14-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" /></a> <a href="http://www.juvenewsradio.it/?attachment_id=35858" rel="attachment wp-att-35858"><img class="alignnone size-medium wp-image-35858" src="http://www.juvenewsradio.it/wp-content/uploads/2012/10/as14-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
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