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Cosa bolle in pentola, in Federazione?


Non ve lo nascondo, le parole di Abete nel day after la finale dell’Europeo in cui la Spagna ha inflitto il peggiore scarto della storia della competizione per la partita decisiva all’avversaria, mi hanno sorpreso.

Abete attacca Narducci e Travaglio!

Abete strizza l’occhio ad Andrea Agnelli!

La Nazionale verrà a Torino (e qualcuno ha dovuto specificare che giocherà allo Juventus Stadium e non all’Olimpico, vabbè)!

E, soprattutto, Abete (a capo di tutto il movimento calcistico italiano) attacca duramente la Lega di Serie A per la mancanza di un progetto “politico” da portare avanti.

La sorpresa che ha colto tutti noi che conosciamo Giancarlo Abete in tutt’altre vesti dipende dal fatto che questo Presidente federale così non lo avevamo mai visto!

È lo stesso Abete che si dichiara incompetente sulla richiesta della Juve di Andrea Agnelli (lo stesso di prima, ora incensato) per ottenere la parità di trattamento? È lo stesso Abete che blocca il tesseramento del secondo extra-comunitario in pieno mercato estivo? È lo stesso Abete che non è in grado di fermare l’atavico morbo delle scommesse illecite? È lo stesso Abete che non mette nelle condizioni (economiche e di mezzi e di uomini) la Giustizia sportiva di operare in maniera massiccia, equa e alacre? È lo stesso Abete che non riesce a ricucire il rapporto con i Presidenti di serie A (ricordiamo che la principale Lega diserta i Consigli Federali dall’estate scorsa, proprio a causa della ridicola norma riguardo i calciatori senza cittadinanza comunitaria)? È lo stesso Abete che non fa nulla perché decada l’assurda radiazione di Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini, resa possibile da un altro, ennesimo, cambiamento delle regole in corsa, giusto qualche settimana prima che terminasse la condanna a 5 anni?

È sempre lui?

Le parole del presidente federale sono più che condivisibili. Ma, francamente, riesce difficile immaginare un personaggio meno adatto a proferirle.

Allora chiediamoci cosa sta accadendo in via Allegri a Roma. Quale terremoto aspetta il movimento sportivo più importante d’Italia? Queste prime avvisaglie a quali sconvolgimenti porteranno? E quali sono gli schieramenti, chi si sta alleando con chi. Conoscendo i nostri polli e la loro protervia nel rimanere avvinghiati ai tessuti preziosi degli scranni del potere, già sappiamo che in queste battaglie ogni colpo è lecito, non esiste nemico storico che non possa tramutarsi in prezioso e nuovo alleato. Abbiamo già troppe volte assistito a pentimenti e riconciliazioni miracolose per non aspettarci di tutto. Sediamoci, dunque, in riva al fiume ed attendiamo i primi “cadaveri” (in una guerra, qualcuno dovrà pur morire…), nella speranza che sia giunto finalmente il momento di portare a galla almeno una parte di quella verità che, per ora, possiamo solo sussurrare. Non vi nascondo, però, una certa preoccupazione nel sentire il nome del nostro Presidente accostato a quello dei futuri alleati di Abete. Spero, caro Andrea (come hai detto che preferisci essere chiamato), che sia chiaro un concetto: non esiste vittoria o compromesso o poltrona che possa essere barattata con gli scudetti numero 28 e numero 29. La loro bacheca d’appartenenza li aspetta a Torino, e lì devono tornare!

Giuseppe Simone (GiuSette7 on Twitter)


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