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Fabregas: “Italia? Temo soprattutto Pirlo e Cassano”


La Spagna, attuale detentrice del titolo europeo e mondiale, è sicuramente la squadra favorita per la vittoria anche di questa edizione del torneo UEFA. I primi avversari degli iberici nella fase a gironi, è risaputo, saranno proprio i ragazzi di Cesare Prandelli, sulla carta nettamente più deboli del team spagnolo. Ma Cesc Fabregas, centrocampista della Spagna, non è affatto d’accordo, anzi, teme particolarmente la forza degli azzurri, come sottolineato da una sua intervista apparsa sulla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole:

La concorrenza è tremenda. E il rivale?
«Uno dei più forti che possiamo incontrare in questo Europeo, e in generale nel mondo. Meglio partire subito con l’Italia perché sai che devi iniziare al massimo, concentrato, preparato. Poi le cose possono andare bene o male, chiaro che il rischio è maggiore, ma va bene così. Due anni fa in Sudafrica c’era toccata la Svizzera, che con tutto il rispetto non è paragonabile a voi, e perdemmo. Per le nostre teste, meglio una grande nazionale».

Forse è meglio anche perché attraversiamo un momento complicato, tra scandali e infortuni. Ne parlate?
«Di solito tra di noi non guardiamo troppo in casa d’altri, però è chiaro che quanto successo ha avuto una grande eco anche in Spagna. Due riflessioni: la prima è che questo è il momento nel quale una squadra come l’Italia è più pericolosa, mentre noi corriamo il rischio di rilassarci pensando che possiate essere distratti da altri problemi. Cosa pericolosa, spararsi su un piede. La seconda è che qui in Spagna si fa un gran parlare del fatto che ogni volta che in Italia scoppia uno scandalo nel calcio la nazionale vince. Non è successo già ai Mondiali del 1982 e del 2006?».

Sì, effettivamente la coincidenza c’è. Però…
«Però dovremo fare molta attenzione. Concentrati e determinati».

Con Prandelli l’Italia ha cambiato sistema di gioco. Cerca di tenere di più la palla, di giocare di più.
«Mi sembra naturale. Perché avete ottimi giocatori. Penso a Pirlo, De Rossi, Montolivo, Cassano, gente di grandissima qualità, sarebbe negativo per loro se l’allenatore non dovesse cercare di farli giocare al meglio. Chi ha queste qualità ed è obbligato a giocare in altro modo finisce per non capire, per confondersi. Un po’ come succede a noi: non potremmo giocare difesa e contropiede, perché non lo sappiamo fare. Non abbiamo giocatori per farlo, e la stessa cosa vale per l’Italia».

Cassano-Balotelli davanti. Scelta rischiosa a livello caratteriale?
«No. È una scelta che premia la qualità, quindi positiva. Di Balotelli si possono dire tante cose ma resta un grande attaccante e Cassano quando sta bene fisicamente ed è mentalmente concentrato è un giocatore fantastico».

Cosa teme di più dell’Italia?
«Due giocatori, Pirlo e Cassano. Sono loro che marcano ritmo e gioco. Poi il carattere: avete giocatori forti mentalmente, dei leader come Chiellini, De Rossi, Buffon».

Siete qui a cercare uno storico e inedito “triplete”: Europeo, Mondiali, Europeo. Una grande storia iniziata 4 anni fa a Vienna contro l’Italia.
«Lo dicono in tanti, ma per me è limitante. Non si può negare che quella vittoria abbia costituito la base dalla quale siamo partiti, e per me, tanto giovane, uno dei giorni migliori della carriera, di grande crescita mentale. Ma nel 2008 giocammo un grande Europeo, ben al di là dei rigori con l’Italia. E dopo, al Mondiale e oltre, ne abbiamo dovuta fare di strada per arrivare e restare in cima…».

Siete i grandi favoriti.
«Ma non i soli: ci sono Olanda, Germania, la stessa Italia. E appare sempre qualche faccia nuova. Noi siamo tranquilli, conosciamo i nostri mezzi e cerchiamo di accumulare sicurezza partita dopo partita, cosa fondamentale in questo tipo di tornei».

Alessandro Frigoli



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