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Il computer di Tavaroli ispezionato da Auricchio!


Le indagini investigative che hanno portato al Processo Calciopoli stanno diventando un vero e proprio nodo gordiano. La settimana scorsa vi avevamo raccontato dell’agghiacciante dichiarazione di Giuliano Tavaroli che, sotto giuramento, ha ammesso di aver dossierato De Santis, Moggi, Giraudo, Fabiani ed alcune utenze telefoniche della Gea World (società di procuratori tra cui Moggi jr.) su commissione di Massimo Moratti e di aver fatto riferimento a Giacinto Facchetti. Oggi è in programma una nuova udienza che vedrà di nuovo protagonista l’ex direttore della security Telecom e la giornata si prospetta alquanto interessante.

Ricordiamo che il Processo Telecom, grazie appunto alle ammissioni di Tavaroli, è risultato strettamente collegato con Calciopoli, al punto che alcuni primattori sono gli stessi per entrambi i procedimenti. Vittime dei pedinamenti illegali della squadra di spioni, il Tiger Team, si sono dichiarati parti civili Luciano Moggi, Massimo De Santis e la Juventus stessa. Il diritto di una parte civile, in un processo, è quello di poter accedere agli atti e visionarli. È quello che ha fatto il legale di De Santis, Paolo Gallinelli, e quello che ha scovato tra le migliaia di carte da esaminare è un vero e proprio elettroshock. Per chi come noi è addentro all’intreccio di farsopoli non stupisce più di tanto, ma la notizia è davvero forte. Il 3 maggio 2005 viene sequestrato a Tavaroli un PC, siamo a Milano ed il PM Napoleone firma un decreto di ispezione. È il 9 maggio. Ma quel personal computer non viene ispezionato in Lombardia, ma viene spedito a Roma per essere analizzato dalla Seconda Sezione del Nucleo Operativo dei Carabinieri. Dice niente questa sigla?

Esatto, è proprio la Caserma di via In Selci, quella in cui operavano i magnifici 12 del Maggiore Attilio Auricchio. Si proprio lui, il titolare delle indagini dell’operazione Off-Side, Calciopoli insomma.

Il “Perché?” grande come un edificio che è spuntato nelle vostre menti è lo stesso di tutti noi. E molto probabilmente è quello che si stanno chiedendo tutti gli imputati di questi processi. C’è un dato inquietante che fa riflettere. La contiguità tra Narducci, Auricchio, Moratti, Baldini, Galdi (giornalista della Gazzetta dello sport sempre molto aggiornato sulla faccenda…) è dimostrata dai fatti. Ora piomba sulle nostre teste quest’altro tassello che aggiunge mistero alla già infittita trama di connessioni pericolose tra i vari personaggi di questa storia quantomeno ingarbugliata.

Cosa conteneva questo computer? Perché la necessità di un’ispezione romana proprio da Auricchio? Non c’erano esperti informatici a Milano? Che poi, a dirla tutta, non è che la squadra di Roma abbia dimostrato tutta questa efficienza e professionalità… O dobbiamo forse rammentare la dichiarazione resa al processo di Napoli dal Maresciallo Di Laroni (uno dei 12) in cui raccontava il suo metodo molto poco scientifico ma tanto “empirico” (parole sue!)?

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Scusate, interrompo il discorso, perché arrivano le prime notizie da Milano. (Articolo scritto in diretta, praticamente)

Ecco le parole di Tavaroli rese all’udienza odierna: ”Non svolsi le indagini io personalmente, ma credo che lo fece il dottor Bove: sicuramente sul traffico telefonico di Luciano Moggi, oltre che su quello di Massimo De Santis. Non ricordo se anche su quello di Antonio Giraudo

Ancora:Ricevetti in un incontro a tre Massimo Moratti e Giacinto Facchetti. Il report era teso a confermare le rivelazioni di un arbitro in merito a possibili frodi sportive del 2002. Consegnai integralmente il rapporto a Facchetti. Poi ne discutemmo assieme.”

L’arbitro in questione era Danilo Nucini, superstar di Calciopoli. Da quello che è emerso sappiamo che entrò in contatto con Facchetti che ne voleva fare il cavallo di Troia all’interno dell’AIA. Voleva che Nucini denunciasse i suoi colleghi che tramavano a favore di Moggi e della Juve, accusa mai provata e mai avvenuta. Però il contatto tra Facchetti e Nucini (arbitro allora in piena attività) resta ed ha un nome ben preciso: ILLECITO SPORTIVO, punibile con la retrocessione.

A presto con nuovi e sconvolgenti aggiornamenti!

P.S. La notizia delle parole di Tavaroli compare anche sul sito della Gazzetta. Che sia giunto davvero il momento della verità?

Giuseppe Simone


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