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Juve-Benfica nel segno (ancora) di Milos Krasic


Estate tempo di amichevoli, oggi è stato il turno del Benfica. In una Juventus tutta da rifare, l’unico punto fermo è ancora il modulo, ormai diventato 3-5-2. Il primo tempo, vissuto a fasi alterne, ha proposto una buona Juventus. Una difesa inedita con Marrone centrale affiancato da Lichsteiner e Bonucci, ha retto l’urto di un Benfica poco incisivo in zona gol. A centrocampo le vere sorprese. Pirlo è apparso ben lontano dalla forma migliore (non è una colpa, siamo appena ad Agosto). Marchisio è uscito dopo poco per un colpa alla schiena. Bene ancora una volta Vidal (quando la lucidità non è ancora al massimo, sopperisce con la grinta) e Asamoah che, nonostante sia stato provato esterno, ha disputato una buona prova dimostrando di non essere solo bravo nel distruggere ma anche nel costruire e saltare l’uomo. Sufficiente la prova di Padoin. In avanti il nuovo numero 12 è apparso già pimpante. L’aria di casa deve aver fatto bene a Sebastian Giovinco. La Formica Atomica ha già mostrato una buona condizione e si è fatto carico dell’attacco complice anche un non brillantissimo Matri. E proprio il centravanti è stata l’unica nota negativa della giornata, sbagliando un occasione e un rigore. Secondo tempo, cambiano gli interpreti ma non la musica. Entrano Storari (ottimo su un paio di interventi), Masi, Untersee, Pazienza, Pogba, Ziegler, Quagliarella e Rogani. Manca qualcuno?. In effetti si, l’uomo del giorno o meglio dell’Estate. Milos Krasic, tornato al vecchio numero 17, si è ripetuto anche contro il Benfica mettendo a segno il gol del pareggio. Il serbo appare in forma e voglioso, quanto meno di trovarsi una nuova sistemazione. Conte lo prova centravanti e lui va in gol ben due volte, una bella risposta quanto meno per il mercato, sul quale potrebbe tornare ad essere oggetto appetito dai top clubs. Con la squalifica di Pepe, tuttavia potrebbe trovare un po’ di spazio. Un estate nel segno di Mk-17 che, anche se dovesse andar via, sarebbe comunque simbolo di umiltà e lavoro messo a disposizione della squadra e di un allenatore, un po’ precluso nei suoi riguardi. Chapeau ! .


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