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Riecco Abidal, campione anche nella vita



Eric Abidal esce dall’ospedale e riinizia la sua battaglia.
La più difficile della sua vita. Pareva averla già vinta questa battaglia. Sembrava essere tornato tutto apposto. L’abbiamo visto tornare ad allenarsi, a correre. L’abbiamo visto tornare a sorridere con i suoi compagni del Barcellona facendo la cosa che ama di più,  giocare a calcio.
A maggio dell’anno scorso, dopo soli due mesi dall’intervento chirurgico per la rimozione di un tumore al fegato, l’abbiamo visto sollevare la Champions League al cielo di Wembley. Bellissimo il gesto dei compagni che per quella partita gli hanno donato la fascia di capitano e l’hanno, così, mandato per primo a sollevare la coppa dalle grandi orecchie. Un gesto fraterno.

Un anno dopo il nemico si è ripresentato, l’intervento chirurgico non era riuscito a sconfiggerlo, almeno non del tutto.
Il 10 aprile scorso il terzino ha dovuto fermarsi di nuovo: una lunga e complessa operazione chirurgica per trapiantargli una porzione di fegato, donata da suo cugino Gerard, e salvargli la vita.
Ieri, dopo sei settimane, è stato dimesso dall’ospedale, notizia confermata anche dal sito ufficiale del Barcellona. È molto difficile, se non impossibile, che il 32enne francese possa tornare a giocare, lo stesso sito catalano riporta un bollettino medico in cui si afferma che “data la natura particolare del processo di riabilitazione, Abidal dovrà sottoporsi a regolari controlli in ospedale”.

Ma non si arrenderà Abidal. È caduto e si rialzato una volta e lo farà ancora. E ancora e ancora se necessario. La sua forza di volontà, la sua passione e la sua umiltà hanno commosso il calcio e non solo, milioni di persone nel mondo lo seguono con passione e gli hanno fatto arrivare tanti messaggi di stima e incoraggiamento, aldilà dalla simpatia o antipatia verso i colori azulgrana.
Lo stesso ci auguriamo tutti noi, che sconfigga questo avversario e torni presto a fare quello che più ama fare: correre dietro a un pallone.
In bocca al lupo Eric, non mollare!

Paolo Capolupo



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