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Spioni e diserzioni, Mazzarri parla di sportività


Quando sembrava che le polemiche post-Supercoppa andavano esaurendosi, ecco il ritorno di Walter Mazzarri che non vedeva l’ora di giustificare la propria sconfitta nel maniera più classica della tradizione azzurra: criminalizzando la terna arbitrale.

Non una parola sull’atteggiamento aggressivo e nervoso dei suoi giocatori, costato quattro cartellini gialli più i due a Zuniga e il rosso a Pandev; non una parola sul gioco non visto di una squadra che spesso, negli ultimi anni, ha regalato invece grandi prestazioni; non una parola sulle pochissime occasioni create dalle sue punte; non una parola sulle sofferenze di Maggio su Asamoah o sugli errori di De Sanctis sul primo e terzo gol bianconero; non una parola sui propri errori nelle sostituzioni, vedi Fernandez per Cannavaro e il mancato ingresso di Insigne; non una parola sulla sua arroganza e aggressività nei confronti del direttore di gara che, per questo, lo ha allontanto dal campo.

Tutta colpa di Mazzoleni, Rizzoli e Stefani. Ovvio. Ma quello che colpisce di più della conferenza stampa del tecnico è l’attacco frontale alla Juventus e alla sua dirigenza: nessuna lezione di sportività da chi dice di aver 30 scudetti quando la FIGC ne riconosce solo 28.

Innanzitutto ci piacerebbe sapere perché la Federazione gode di così tanta stima e fiducia sul tema scudetti e, invece, è del tutto inadeguata nella scelta della squadra di arbitri che ha diretto la Supercoppa.
Senza voler poi entrare sul tema Calciopoli e Scudetti, cosa c’entra questo argomento con la partita di Pechino? Cosa c’entrano Andrea Agnelli e le sue battaglie? Forse Mazzarri ha così poca voglia di parlare di cosa è accaduto prima, durante e dopo la partita di Supercoppa, che cerca di dribblare il tema.

E allora glielo ricordiamo noi a Mazzarri, che non vuole lezioni di sportività ma anzi, si sente la persona giusta per darne, cosa è successo prima, durante e dopo la partita.

Il prima narra del suo presidente che per un mese ha fatto di tutto e di più affinché la gara di Supercoppa si giocasse a Pechino e non in Italia: il marketing, gli sponsor, l’immagine, il merchandising, il mercato orientale.
La Juventus ha ceduto, rinunciando a una ricchissima tournée negli Stati Uniti (amichevoli con il PSG a New York e con il Real Madrid a Las Vegas, tanto per capirci) e presentandosi con otto nazionali italiani appena tornati dall’Europeo costretti subito a una trasferta dall’altra parte del mondo. Poi succede che alcuni affari di DeLaurentiis in Cina saltano, e i partenopei non ci vogliono più andare a Pechino: troppo lontano, i tifosi come ci raggiungono? Se ne accorgono presto a Napoli che la capitale cinese dista ottomila chilometri.
Mazzarri lo sportivo non dice nulla in merito, tutto giusto.
Nella terra del dragone alla fine si va, ma le sorprese di Walter professore di sportività non tardano ad arrivare: tre giorni prima del match, i collaboratori del tecnico livornese Nitti e Concina vengono sorpresi a spiare gli allenamenti della Juventus. Bigon telefona a Marotta per allontanare ogni responsabilità della società. Tradotto: ha fatto tutto Mazzarri.

La partita si gioca, il Napoli offre più arti marziali che calcio e il supersportivo in questione, invece di calmare gli animi bollenti dei suoi, vede bene di innescare una personale lotta con quarto uomo, arbitro e guardalinee tanto che alla fine riesce a farsi espellere.
Il dopo è già materia di storia calcistica: la Juve vince e la premiata ditta DeLaurentiis-Mazzarri impone ai giocatori del Napoli di non presentarsi alla premiazione.

Ma a chi volete insegnarla la sportività, a Walter Mazzarri?

Paolo Capolupo
Twitter @PaoloCapolupo



  • Luca Falchi scrive:

    I miei complimenti, caro Paolo; una ricostruzione perfetta dell’accaduto; sarebbe bello se quella banderuola di Mazzarri leggesse; ma direbbe che non sa leggere pur di non riscontrare la pura verità.

  • Paolo Capolupo scrive:

    Grazie Luca! Mi piacerebbe davvero che Walterino leggesse, ma come sempre si giustificherebbe scaricando sugli arbitri…povero Napoli, ci sono sempre imbrogli di mezzo (tranne quando vincono, ovviamente)

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