Tifo per la Nazionale e “colpi di spugna”: è sfida a distanza tra Abete e Travaglio
Sono due personaggi notoriamente poco amati dal popolo juventino, ma nessuno si sarebbe mai aspettato che tra loro potesse esserci uno scontro frontale a colpi di interviste: stiamo parlando di Giancarlo Abete e Marco Travaglio.
Il primo è il Presidente della Federcalcio, il numero uno del calcio italiano, l’uomo che parla di rispetto ferreo delle regole e di pugno di ferro per chi le viola salvo poi dichiararsi incompetente ogni volta in cui si rende conto di avere tra le mani una “patata bollente” (ogni riferimento a scudetti passati NON è puramente casuale). Il secondo, vice-direttore de “Il Fatto Quotidiano” e popolare volto televisivo, è un tifoso juventino tanto dichiarato quanto discusso e discutibile (si pensi soltanto alle ricostruzioni lacunose delle vicende del 2006 e di quelle riguardanti Antonio Conte e Gigi Buffon o alla sua fede bianconera “a targhe alterne”).
Nella giornata di ieri i due hanno avuto un vivace battibecco a distanza; oggetti del contendere sono stati il tifo per la Nazionale e i possibili sviluppi dell’inchiesta sul calcioscommesse.
Il primo guanto di sfida è arrivato dal numero uno della FIGC, che in conferenza stampa ha dichiarato quanto segue: “Certe cose mi amareggiano, mi dispiace vederle, non si può tifare contro, è solo un modo per distruggere, è una cosa orribile che non comprendo. Diffido di chi critica sempre e non costruisce mai“. Il riferimento a Travaglio e a Giuseppe Narducci (l’ex Pubblico Ministero del processo di Napoli riguardante Calciopoli, nonchè l’uomo che nell’ottobre di quattro anni fa pronunciò la famosa frase “Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai state telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti“), dapprima velato, è poi diventato esplicito quando l’attenzione si è spostata su possibili “colpi di spugna” circa l’inchiesta sul calcioscommesse: “Amnistia o indulto? La gente si inventa situazioni… che c’è il rischio di bavaglio alle inchieste.. Ma non ci si pensa proprio, nessuno ha mai pensato a indulti o colpi di spugna. Neanche se avessimo vinto 4-0. Chi ha commesso degli errori paga. Voglio tranquillizzare Narducci e Travaglio: di indulto o amnistia non se ne parla assolutamente. Poi capisco che bisogna presentare i libri, ma la Federazione non ci ha davvero mai pensato, chi commette degli errori paga, ma ci sono organi deputati a giudicare. Narducci, che ho visto ha avuto problemi anche come assessore con De Magistris a Napoli, può stare tranquillo. Io ho sempre tifato Italia e mi vergogno di quelli che non tifano Italia“.
La replica del giornalista non si è fatta attendere ed è arrivata attraverso parole riportate da RaiNews24: “Ad Abete non c’è bisogno di replicare perché lo ha già fatto Prandelli. Abete stava in Parlamento ai tempi di Breznev e da 25 anni è in Federazione: credo che il ct guardasse anche intorno a sé quando ha detto che l’Italia è un paese vecchio. Ad Abete l’insuccesso ha dato alla testa, prendersela con un privato cittadino che decide di tifare chi vuole è ridicolo. Da tempo tifo contro l’Italia, da quando penso che la Nazionale sia la migliore espressione di un calcio marcio dalle fondamenta“. Per quanto riguarda il calcioscommesse, Travaglio prosegue: “Il calcio scommesse è infinitamente più ampio di quel poco che hanno scoperto i magistrati di Cremona. Penso che avesse ragione Monti, prima della folgorazione sulla via di Kiev, a chiedere di fermare il calcio. Una vittoria avrebbe reso più difficile fare pulizia, perché le vittorie non sono solo partite, ma vengono usate per chiudere altre partite. Questo è successo nel 2006, con l’ondata di revisionismo su Calciopoli. Vista poi l’ondata di retorica che c’è stata dopo lo 0-4 di ieri non riesco a immaginare cosa sarebbe successo se avessimo vinto. Si paragonano i successi europei a quelli di Monti, il ricevimento al Quirinale: sono cose dell’altro mondo. Vedo che in altri paesi il calcio è il calcio, non è una metafora della politica e dell’economia. Si gioisce e poi finisce lì“. Chiosa finale ancora sull’argomento del “non tifo” per la Nazionale azzurra: “Io non ce l’ho con l’Italia, ce l’ho con chi usa questo campionato per vincerne altri. Ho tifato ai tempi di Bearzot, di Zoff, di Trapattoni e tiferò ai Mondiali se diventeremo più seri”
Vincenzo Murgolo
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Io prenderei per i piedi Abete e roteandolo bene bene..ci picchierei volentieri Travaglio…